God of War: Ascension - prova

Abbiamo messo le mani sul multiplayer!

La notizia che God of War: Ascension avrebbe incluso una modalità multiplayer è stata accolta con reazioni altalenanti. Da una parte c'era chi guardava con curiosità a questa nuova variante, dall'altra l'ala più estremista ha invece bollato il multiplayer come un'eresia da estirpare col fuoco.

A rinfocolare la polemica ci hanno pensato gli sviluppatori, affermando che la creazione del multi avrebbe accorciato la durata del gioco in single player, gettando sulla polemica una bella tanica di benzina.

Per capirne dunque l'effettivo valore abbiamo passato un paio di giorni in compagnia degli emuli di Kratos nelle loro arene; vediamo come è andata.

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Tutto inizia qui, siete pronti a morire molto spesso prima di capirci qualcosa?

Tutto inizia in una specie di tempio sospeso in aria dove il nostro alter ego, che ovviamente non poteva essere nient'altro che un energumeno muscoloso e pelato, potrà scegliere la propria divinità di riferimento e partecipare a un breve tutorial sui controlli.

"La notizia che God of War: Ascension avrebbe incluso una modalità multiplayer è stata accolta con reazioni altalenanti"

Attualmente la beta mette a disposizione due alleanze: quella con Zeus e quella con Ares, mentre Ade e Nettuno sono ancora bloccati. Oltre a fornire differenti attacchi speciali, l'affiliazione a una divinità influenzerà lo stile di gioco in maniera radicale (non che alla fine questo cambi di molto il concetto di base: devi menare come un fabbro). Con Zeus infatti aumenteremo la potenza delle magie e la difesa, mentre con Ares potremo contare su letali incantesimi di fuoco e su una maggiore forza d'attacco in corpo a corpo.

Attraverso il tutorial appare evidente quanto il multiplayer conservi in tutto e per tutto le caratteristiche della saga, quindi combo veloci, attacchi potenti ma più lenti, possibilità di fare prese, usare una catena per afferrare in aria in nemici e, infine, la gustosa possibilità di eliminarli con esecuzioni spettacolari quando la loro energia sarà abbastanza bassa.

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Se affronti in mutandoni un uomo in armatura completa e martello da guerra ringrazia se ti prende solo a pugni.

A nostra disposizione avremo dunque tre attacchi potenti, che una volta lanciati si ricaricheranno in pochi secondi, alcuni attacchi magici, sempre più vari e potenti con l'aumentare dei livelli, e la possibilità di fare una parata/contrattacco che renderà vulnerabile il nemico per qualche secondo.

"Oltre a fornire differenti attacchi speciali, l'affiliazione a una divinità influenzerà lo stile di gioco in maniera radicale"

Imparati i rudimenti non resta altro che far indossare al proprio eroe l'equipaggiamento base, ammirando tutto ciò che potrà essere sbloccato in futuro e scegliendo in quale delle due modalità di gioco cimentarsi: entrambe sono denominate “Favore degli Dei” ma in una ci si trova da soli all'interno di un'arena, nell'altra si gioca di squadra con altri tre guerrieri.

Se decideremo di lanciarci da soli nell'arena ci ritroveremo all'interno dell'Anfiteatro di Ercole in compagnia di altri tre giocatori, in un tutti contro tutti che apparentemente lascia molto poco spazio alla tattica, ma in cui l'ultima cosa da fare è gettarsi a capofitto nella mischia, a meno che non si voglia finire vittime di una temporanea alleanza tra gli avversari.

Scopo del gioco è accumulare punti favore, che si ottengono eliminando i nemici o aprendo gli scrigni che ogni tanto compaiono nell'arena, sempre che i nostri avversari ce lo permettano. Chi arriva per primo alla soglia di favore predefinita, vince.

"L'ultima cosa da fare è gettarsi a capofitto nella mischia, a meno che non si voglia finire vittime di una temporanea alleanza tra gli avversari"

Per movimentare ancora di più le cose, le pareti dell'arena sono piene di spine in cui potremo infilzare gli altri guerrieri “a la Mortal Kombat”, a intervalli irregolari appaiono armi speciali come spade o asce e, ogni tanto, anche Ercole irrompe nell'arena, lanciando un'onda d'urto che butta a terra tutti i giocatori e rompe parte della balaustra, creando spazi da cui spingere i nemici nel vuoto.

Optando per il gioco di squadra, invece, verremo trasportati nel Deserto della anime perdute, in un'arena decisamente più grande e cosparsa di trappole, passaggi segreti, tesori e un ciclope che ogni tanto cerca di schiacciare chi gli si avvicina troppo.

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I punti di controllo saranno spesso sorvegliati da trappole. Attenti, perché funzionano anche col fuoco amico!

Anche in questo caso dovremo accumulare il favore divino fino a una determinata soglia, ma per farlo, oltre all'eliminazione fisica degli avversari e all'accumulo di tesori, potremo anche impossessarci di determinati punti di controllo che rilasceranno favore nel tempo.

"Nella modalità a squadre il favore divino si ottiene anche controllando determinate aree della mappa"

Occasionalmente gli dei faranno cadere sull'arena una lancia, che potrà essere usata per abbattere il ciclope e guadagnare ulteriori punti favore.

Vista la presenza dei compagni di squadra, è assolutamente imperativo fare gruppo. Qui non siamo in un fps, dove un colpo fortunato o una raffica possono regalarci il gusto di un'uccisione multipla; nelle arene di God of War: Ascension o sei dotato di un equipaggiamento incredibilmente superiore, o quando vieni preso di mira da più giocatori contemporaneamente puoi solo appoggiare il pad sul tavolo e sperare che finiscano presto.

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Parare è un arte in God of War: Ascension, ma davanti a un colpo così forse era meglio schivare.

Dopo essersi sporcati a lungo le mani del sangue dei nostri nemici, siamo usciti da questa beta multiplayer del nuovo capitolo di God of War con alcune considerazioni, in parte buone, in parte meno positive.

"Potrà essere caotico e da rifinire, ma giocarci è assolutamente divertente"

Partiamo con le note piacevoli: potrà essere caotico e da rifinire, ma giocarci è assolutamente divertente, soprattutto quando, superato l'iniziale momento di smarrimento in cui si premono tasti a caso, si comincia a definire il proprio stile di gioco imparando quando parare, come muoversi, come inanellare combo devastanti e come sfruttare gli attacchi speciali, scoprendo che dietro l'apparente caos c'è un mondo di piccole strategie da applicare rapidamente.

La seconda nota positiva è che conserva tutte le caratteristiche che rendono divertente God of War: scenari epici, brutalità, sangue e azione senza tregua. Un marchio di fabbrica fondamentale che potrebbe far ricredere qualche scettico.

Purtroppo, a meno di grandi modifiche, il gioco rischia di essere drammaticamente sbilanciato ed eccessivamente dipendente dall'equipaggiamento, che si divide in armatura, armi e reliquie (fondamentalmente dei perks). Tali oggetti vengono sbloccati completando determinati obiettivi o raggiungendo un livello specifico, ed è fondamentale per sopravvivenza nelle arene.

Nonostante si accumulino livelli ed esperienza, tuttavia, non sembra esserci un sistema di matchmaking, tanto che capita spesso di trovarsi di fronte a giocatori con equipaggiamenti incredibilmente più potente del nostro, capaci di aprirci in due come una cozza senza nemmeno impegnarsi troppo.

"Purtroppo, a meno di grandi modifiche, il gioco rischia di essere drammaticamente sbilanciato ed eccessivamente dipendente dall'equipaggiamento"

Questo comporta che per il giocatore medio di God of War il gioco diventi divertente solo dopo aver assistito alla propria morte un esagerato numero di volte, dettaglio che rischia di spingere ad abbandonare il titolo prima di aver sbloccato il minimo indispensabile per farsi valere in battaglia.

Se anche fossero risolti questi problemi, rimane comunque sul piatto il disagio fondamentale: questo multiplayer è un'aggiunta che non aggiunge.

Certo, giocarci è divertente, ma l'esperienza non si differenzia abbastanza dal gioco in single player e non è in grado di sostenere da sola il titolo, come accade invece in Battlefield o Call of Duty. In sostanza, non sembrerebbe abbastanza interessante da portare nuovi fan verso il marchio di God of War.

Per fare un esempio più chiaro, la filosofia con cui è stato creato il multiplayer di God of War: Ascension sembrerebbe molto simile a quella che ha dato vita a quello di Mass Effect 3: un atto dovuto e un po' forzato che andava compiuto a tutti i costi per "modernizzare" il gioco, che ha dato forma ad una simpatica variante sul tema priva però di quel carattere in grado di farla emergere.

A questo punto sarà interessante capire cosa succederà in questo nuovo capitolo di God of War. Visto che il multiplayer, più volte indicato come il motivo stesso dell'esistenza di Ascension, non sembrerebbe in grado di camminare con le proprie gambe, riuscirà il single player a convincere abbastanza da ripetere il successo dei capitoli precedenti?

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Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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