The Crew, gareggiare Coast to Coast - prova

Abbiamo passato qualche ora in compagnia del racing MMO di Ubisoft.

Milano - Per gli amati delle quattro ruote i prossimi mesi saranno piuttosto roventi. Oltre alla sfida tra le esclusive Forza Horizon 2 e Drive Club, infatti, potranno mettere le mani, pardon, le loro ruote, anche su F1 2014, Project Cars, Assetto Corse e The Crew.

Tantissimi giochi, dunque, tutti molto diversi tra di loro, al punto che chiunque troverà l'esperienza che fa per lui. Nello specifico, il gioco di Ubisoft prova ad aprire nuove frontiere, ovvero quelle dei racing MMO con oltretutto elementi ruolistici.

Per capire l'ambizione del team di sviluppo basti pensare all'area di gioco, enorme. Si tratta di una riproduzione degli Stati Uniti d'America sufficientemente ampia da richiedere diverse decine di minuti, si parla addirittura di un'ora e mezza per essere attraversata da parte a parte.

Non solo quindi New York, Miami o Los Angeles, ma anche decine di chilometri quadrati virtuali fatti di pianure di granoturco, paludi, deserti e catene montuose. La taglia di questa esperienza è davvero impressionante e prendere un bolide a caso semplicemente per visitare i luoghi più inaccessibili è un'esperienza valida quasi quanto il concentrarsi sugli aspetti più ludici del gioco.

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In The Crew dovrete pensare alla macchina coma a un personaggio di un GdR, con tanto di equip e classi.

Questo perché, come dicevamo, nel cuore di The Crew c'è un impianto ruolistico che sembra non avere nulla da invidiare ai GdR classici. Le macchine infatti saranno il vostro avatar, e la loro tipologia fungerà da classe mentre i pezzi meccanici saranno l'equipaggiamento.

Ci saranno ben 11 aree da migliorare per spremere dal vostro bolide tutte le sue potenzialità e ogni pezzo sarà caratterizzato sia da un valore, sia da un livello, così da precludere la possibilità di montare pezzi troppo performanti durante le prime ore. Col tempo, però, potrete riuscire a creare la vostra quattro ruote dei sogni, capace sia di andare fuoristrada, sia di difendersi sull'asfalto.

Ovviamente la potrete anche personalizzare dal punto di vista estetico. Ci saranno coloro che prediligeranno le livree classiche, ma non dubitiamo che già dopo poche ore i server saranno pieni di tamarrate che faranno sembrare i bolidi di Fast&Furious delle anonime utilitarie.

Il modello di guida e la gestione dei danni, comunque, saranno di stampo arcade. In altre parole potrete andare tranquillamente nei boschi con un'auto da pista senza particolari ripercussioni se non quelle cronometriche. Nonostante questo la differenza tra un fuoristrada e una macchina sportiva sono sensibili, sebbene occorrerà verificare se verranno mantenute una volta che si otterranno i pezzi migliori per ogni classe.

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Il GPS in cielo non è bellissimo da vedere ma in molte situazioni si è rivelato la scelta più intelligente che il team potesse fare.

Oltre alla possibilità di andare in giro come dei raminghi, ovviamente, Ivory Tower ha imbastito una struttura più definita per il suo gioco. Anche in questo caso l'ispirazione arriva direttamente dai giochi di ruolo, con tanto di missione principale, eventi casuali, missioni cooperative e persino competitive.

Tutto gira intorno, manco a dirlo, alla propria Crew. Anche in questo caso il parallelo più immediato è quello con le gilde dei giochi di ruolo, visto che entrando in una squadra vedrete immediatamente comparire i compagni sulla vostra mappa e con loro deciderete il da farsi. Potrete semplicemente vedere chi è il primo a raggiungere Boston o invitare i compagni in uno dei tanti eventi sparsi per la mappa.

Il bello è che non sarete quasi mai legati ad un percorso specifico ma potrete decidere liberamente, in base alle caratteristiche della vostra macchina, se tagliare le curve o rimanere sull'asfalto. Nonostante la confusione derivata dalla necessità di attraversare foreste, montagne o giungle d'asfalto, sarà sempre piuttosto semplice capire da che parte andare, grazie al sistema di GPS che al posto di piazzare l'indicatore sull'asfalto lo fa apparire in cielo.

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La mappa degli USA è enorme e sembra che ci vogliano circa 90 minuti per attraversarla tutta.

Dopo i primi momenti di sbandamento, dato che non è una soluzione particolarmente elegante dal punto di vista estetico, capirete che gli sviluppatori hanno preferito privilegiare la sostanza alla forma e che in molte situazioni è l'unico modo per capire dove andare, soprattutto quando correte in mezzo ai boschi.

Ogni evento è legato in maniera indissolubile alla tipologia di macchina da poter utilizzare. Questo da una parte aiuta i giocatori a capire che vettura selezionare, limitando loro le scelte, e dall'altra contribuisce a bilanciare il PvP.

Ciò incentiverà il gioco di squadra, dato che non conterà solamente il punteggio del singolo pilota, ma sommerà quello di tutta la Crew. Ovviamente partecipare a questo competizioni vi consentirà di ricevere nuovo loot, esperienza e crediti per migliorare le vostre auto.

Ok, abbiamo capito la struttura di gioco, ma in soldoni come è giocare a The Crew? Di base il gioco di Ubisoft potrebbe ricordare gli ultimi Burnout (anche quelli mascherati da Need for Speed), con un mondo aperto da esplorare, bolidi da customizzare e volanti della polizia da seminare.

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Le missioni saranno varie e non si tratterà solo di andare dal punto A a quello B.

Inoltre gli incidenti saranno solo estetici e quelli più spettacolari saranno sottolineati dai classici ralenti e da inquadrature ravvicinate. Manca solo la firma di Criterion e poi tutto tornerebbe. La sensazione di velocità è buona mentre il modello di guida andrà verificato a dovere, dato che la componente ruolistica dovrebbe influenzare pesantemente la maneggevolezza delle vetture.

In altre parole durante la nostra prova una macchina da pista ci è sembrata un po' troppo "scivolosa": ma questo dipendeva dal modello di guida scelto o dal fatto che dovevamo livellarla prima di sfruttarne pienamente le caratteristiche?

Dal punto di vista grafico, invece, il gioco sembra già a buon punto. Nonostante l'enormità della mappa non abbiamo assistito a caricamenti o rallentamenti di sorta. Il rovescio della medaglia è un'immagine un po' sporca, soprattutto se confrontata con quella di Forza Horizon e Drive Club, e qualche episodio di pop-up, ma nulla che non possa essere migliorato nelle ultime settimane di rifinitura.

L'aspetto che ci ha lasciato un po' perplessi è invece il diverso trattamento che hanno ricevuto alcuni elementi degli scenari. In altre parole non è sempre chiaro cosa è possibile abbattere e cosa no, fattore questo che rende un po' complesso "pianificare" una traiettoria, ovviamente nel caso in cui si abbia uno stile di guida poco pulito.

Ci è sembrato che alcuni elementi a volte si rompano ed altre no. La stessa casualità ci è sembrato di notarla anche negli incidenti. A volte si riesce a speronare l'avversario senza problemi, in altri casi invece s'incorre nel "takedown" con relativa schermata di caricamento.

Risolti i questi problemi, The Crew sembra un gioco creato per sommergere il giocatore con un quantitativo enorme di contenuti, che rendono la vastità degli USA uno scenario perfetto per tutto ciò che si vuole fare.

L'impianto ruolistico dovrebbe oltretutto garantire una sufficiente profondità e longevità a tutta l'esperienza. L'ibridare tutti questi aspetti, però, è un qualcosa di inedito e siamo curiosi di scoprire, il prossimo 14 novembre come Ivory Tower e Ubisoft saranno riuscite a bilanciare tutti questi aspetti.

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue pi¨ belle.

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