Quando cambia la piattaforma è d'obbligo riflettere su cosa sia giusto portarsi dietro della versione originale e, se è il caso, pensare anche ad abbandonare completamente il paradigma di partenza. È questo che avranno pensato in Square Enix quando si sono trovati a decicere a quale strada prendere per il game design di Lara Croft Go.

Ma anche no.

Più facilmente questa riflessione era già stata fatta per uno dei loro titoli tablet precedenti, ovvero Hitman Go. La transizione su tablet era infatti già stata eseguita magistralmente piegando sul genere puzzle e raccogliendo consensi unanimi, sia di critica che di pubblico.

Lara Croft Go segue, per l'appunto, le orme di Hitman Go e propone al giocatore un'esperienza puzzle molto pulita, divertente e qualitativamente ottima. Il gameplay procede "a mosse discrete" ovvero spostando la protagonista su percorsi prestabiliti in cui bisogna dedurre la sequenza corretta dei movimenti e delle interazioni con trappole, meccanismi e nemici.

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L'avventura inizia qui, nella maniera più tradizionale possibile: recuperare chiavi nei vari livelli per aprire gli accessi successivi.

Si tratta di un'esperienza puzzle purissima visto che non esistono inventari, abilità o altre meccaniche all'infuori di quello che vedete sullo schermo. Leve meccaniche, trappole, mostri dal comportamento matematicamente prevedibile, piattaforme semoventi e armi che funzionano automaticamente solo in certe condizioni: se avete giocato Hitman Go sapete perfettamente cosa aspettarvi. Se invece non avete giocato Hitman Go date un'occhiata alle immagini qui intorno e avrete già chiarissimo il meccanismo. Questo è un altro punto interessante. Lara Croft Go è uno dei titoli migliori che abbia mai giocato dal punto di vista dell'interfaccia e dell'apprendimento.

L'interfaccia non esiste, il tutorial nemmeno e niente spiega al giocatore come interagire. Eppure in cinque secondi avrete capito tutto e anche quando verranno introdotte novità vi basterà pochissimo per afferrarne il funzionamento. Il merito è del design grafico che rende sempre chiaro cosa stia succedendo sullo schermo e quali siano le possibilità d'interazione per il giocatore. Oltre ai puzzle è stata inserita una meccanica di ricerca di tesori e reperti archeologici che fa riferimento semplicemente alla vista del giocatore.

Questi artefatti sono infatti nascosti negli scenari e, visto che a ogni passo di Lara la telecamera compie dei micromovimenti, questi oggetti possono rendersi visibili al giocatore in momenti diversi; una volta trovati basterà farci un tap sopra per recuperarli. Anche questo aspetto è perfettamente congegnato a livello di design e non ha alcun bisogno di spiegazioni.

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Pedane a pressione, piattaforme semoventi e mostri dai percorsi prevedibili; ah c'è anche una sega in movimento pronta a falciare voi o i mostri. Osservare, elaborare, eseguire!

Graficamente siamo su ottimi livelli. I livelli sono tutti molto colorati ma soprattutto curati dal punto di vista dell'atmosfera generale, che non tradisce affatto lo stile classico della serie. Musica ed effetti sonori sono entrambi allo stesso livello, alto. È stato abbandonato lo stile "soldatini" di Hitman Go optando per un 3D animato decisamente più moderno, anche se meno particolare dal lato della personalità.

Dal punto di vista della longevità Lara Croft Go invece non brilla e si limita a svolgere il compitino. Il titolo offre cinque macro-mondi contenenti ognuno diverse scene, ovvero schermate-puzzle da risolvere. Il primo macro-mondo è un'allegra passeggiata studiata per introdurre il giocatore ad ambienti e meccaniche; i due mondi successivi sono invece abbastanza semplici, mentre negli ultimi due si entra nel vivo con puzzle più complessi.

Oltre a questo il gioco offre ben poco. Esiste la possibilità di acquistare alcuni costumi alternativi per Lara (e di vincerne altri sbloccandoli) ma non vi sono altre modalità o contenuti aggiuntivi. Al prezzo di cinque euro non si tratta di una tragedia ma si poteva fare un poco di più.

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La meccanica della raccolta di reperti è un ottimo diversivo; aguzzate la vista!

La difficoltà del gioco è calibrata in maniera perfettamente lineare, ovvero in crescita costante. Potrete anche acquistare una guida strategica con le soluzioni di tutti i livelli e questo non può ovviamente piacerci come approccio. Migliore era la scelta proposta da Hitman Go, che proponeva livelli aggiuntivi a pagamento (con temi diversi) e offriva la possibilità di richiedere (ovviamente gratis) consigli nei livelli in cui il giocatore aveva difficoltà.

In definitiva si tratta di un ottimo titolo con idee precise, un'offerta chiara per il giocatore e valori di produzione molto alti. Un'ottima trasposizione delle avventure della leggendaria Lara su tablet. A chi poi si chieda se sia meglio questo Lara Croft Go o Hitman Go, noi continuiamo a preferire il secondo. Lo humor, gli scenari diversi e anche una certa maggiore varietà danno a Hitman Go un mezzo punto in più rispetto a Lara. Tuttavia si tratta di sfumature che possono anche essere, in parte, funzione dei gusti personali riguardo ai diversi temi delle due serie.

8 /10

Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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