Sony ha finalmente voltato pagina. È questo il messaggio che l'azienda ha voluto trasmettere agli investitori e agli osservatori di mercato nel corso della sua recente presentazione. Anche se i termini impiegati sono stati altri, il succo del discorso è che il peggio è passato per il colosso giapponese. Quattro anni dopo che Kaz Hirai ha preso in mano le redini della corporation, il difficile periodo di transizione (che ha visto migliaia di licenziamenti e la vendita o la chiusura di intemi rami d'azienda) è finalmente concluso. La ristrutturazione è terminata. Adesso è il momento di focalizzarsi sui business rimasti e sulla capacità di generare profitti.

Ovviamente non è tutto rose e fiori: anche se Hirai ha sostanzialmente dichiarato "missione compiuta", l'azienda ha sottolineato che per quest'anno si aspetta un declino delle vendite nella sua divisione device (fondamentalmente incentrata sugli smartphone Xperia), mentre altre preoccupazioni persistono riguardo la domanda debole per i prodotti del dipartimento imaging, che tra le altre cose fornisce componenti per le fotocamere degli iPhone. Nel complesso, però, Sony è più sana di quanto non lo sia stata da molti anni a questa parte, e deve questa sua ritrovata solidità alla PlayStation, con i proventi della divisione games and network services, che riescono a controbilanciare le debolezze degli altri dipartimenti.

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Kaz Hirai è diventato CEO di Sony nel 2012 ed ha avviato un lungo e complicato processo di ristrutturazione aziendale, tutto incentrato sul marchio PlayStation.

Quando Hirai salì al vertice di Sony, diventando la prima persona a completare il grande salto dalla guida del ramo PlayStation a quella dell'intera compagnia (come avrebbe dovuto fare Ken Kutaragi, se solo non fosse stato per il mezzo disastro di PS3), tutti si aspettavano che avrebbe trasformato la PlayStation nel più grande pilastro a supporto dell'azienda. Ed è esattamente ciò che è accaduto, ma nemmeno lo stesso Hirai avrebbe potuto prevedere il successo di PS4, che ha velocizzato notevolmente il processo di ripresa finanziaria dell'azienda, dandole finalmente una piattaforma solida e profittevole su cui contare.

Osservando nel dettaglio gli annunci degli scorsi giorni, si scopre poco di nuovo in termini dei prodotti veri e propri, ma c'è molto da leggere tra le righe per quanto riguarda la strategia complessiva. Innanzi tutto, la portata del ruolo di PlayStation come "pilastro" dell'intera compagnia è sempre più chiara. Al di là della sua importanza a livello finanziario, Sony vede chiaramente la PS4 come una piattaforma di lancio per ulteriori device e servizi. PlayStation VR è il più immediato: a breve verrà lanciato per approfittare di una base installata di oltre 40 milioni di PlayStation, e Sony spera che possa presto trasformarsi in un ulteriore motivo d'acquisto per la sua console. Lo stesso effetto sinergico che, secondo le speranze dell'azienda, dovrebbe riguardare anche PlayStation Vue: il nuovo servizio di TV in streaming che ha già superato i 100.000 abbonati sin dal suo lancio, lo scorso marzo.

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PSVR è solo uno dei nuovi prodotti e servizi che Sony intende lanciare sfruttando il successo di PS4.

Essenzialmente, questo significa che due grosse iniziative di Sony (l'avventura nella VR e quella nei servizi di TV in streaming) sono a tutti gli effetti legati a doppio filo alla piattaforma PlayStation. L'azienda prevede anche applicazioni al di fuori del gaming per PSVR, e si sta preparando a lanciare il servizio Vue anche su altre piattaforme, ma è chiaro che il pubblico dei possessori di PlayStation sarà inizialmente la base di partenza centrale per la diffusione di entrambi.

In un certo senso, questo ci spiega anche perché l'azienda abbia voluto lanciare il progetto PS4 Neo (con l'aggiunta di spingere potenzialmente le vendite dei televisori 4K). Nel complesso, comunque, Neo è concepita per assicurare che la piattaforma su cui poggiano così tanti progetti Sony (gaming, servizi di networking, televisione, VR...) non resti indietro a livello tecnologico. PS4 Neo è un upgrade meno ambizioso di quello che Microsoft ha promesso con Project Scorpio, ma questa differenza deriva proprio dal fatto che Sony gioca tutta l'azienda sulla PlayStation, mentre Microsoft rischia relativamente poco con Xbox One. Sony deve mantenere soddisfatta e felice la sua base installata, incoraggiando al tempo stesso i nuovi clienti ad acquistare la piattaforma con la promessa di un hardware aggiornato e "a prova di futuro". Microsoft, invece, può permettersi di sperimentare maggiormente e anche di prendersi qualche rischio in più, tentando di fare un salto in avanti rispetto a tutta la concorrenza.

Il risultato più impressionante da parte di Sony, forse, è proprio il fatto di essere riuscita a trasformare la PlayStation in un trampolino di lancio per una strategia più complessiva e ambiziosa, senza incappare nell'enorme errore che Microsoft fece all'epoca del lancio di Xbox One: ignorare il pubblico dei gamer "hardcore" e perdere così la fiducia dei suoi sostenitori storici. PSVR è chiaramente progettato per applicazioni anche indipendenti dal gaming, ma al momento la sua presentazione è tutta incentrata sui giochi e questo ha consentito di coinvolgere il pubblico dei gamer. PlayStation Vue, pur essendo una grossa iniziativa per Sony, viene semplicemente proposto come un extra interessante per i possessori di PS4, e non come una feature centrale che rischia di "diluire" l'identità della PlayStation come macchina principalmente da gioco. In sostanza, Sony è riuscita a trasformare la PS4 in una piattaforma centrale per la sua strategia futura, anche al di fuori del gaming, senza infastidire nel frattempo il pubblico dei gamer.

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Il servizio PlayStation Plus conta oltre 20 milioni di abbonati: una fonte di introiti non indifferente.

Anzi, se gli abbonamenti al PlayStation Plus sono un buon indicatore, i possessori della console ne sembrano estremamente soddisfatti. Le sottoscrizioni hanno da poco superato i 20 milioni, il che significa che più del 50% della base installata di PS4 sta pagando un abbonamento a Sony. Il costo del servizio è relativamente basso, ma si tratta comunque di un notevole flusso di denaro nel suo insieme, che equivale a circa tre o quattro giochi in più venduti per ogni singola console nel corso del suo ciclo vitale: un plus da non sottovalutare. Nel corso della recente presentazione, Andrew House ha sottolineato come l'intero settore stia migrando da un modello basato sui singoli prodotti unitari ad uno incentrato sui servizi a pagamento ricorrente: PlayStation Plus è solo un passo verso quella direzione, ed è molto improbabile che il "vecchio" modello scompaia del tutto nel breve o medio termine, ma è comunque possibile immaginare un futuro in cui basteranno uno o più abbonamenti con Sony per accedere a tutti i contenuti (in ambito TV, gaming o VR) offerti.

Il fatto che la parte più dura della transizione di Sony sia finalmente alle spalle è una buona notizia: una Sony in salute è molto importante per la games industry, così come lo è Nintendo, che tutti speriamo di veder riprendersi nel corso dei prossimi anni. Gli obiettivi strategici dell'azienda, però, restano ambiziosi e difficili da raggiungere. Lo straordinario successo di PS4 dovrà essere ben sostenuto e continuare a crescere, mentre il progetto di usare la PlayStation come piattaforma di lancio per altri servizi e device resta delicato e rischioso. Con il supporto della giusta leadership, una buona cooperazione con gli altri dipartimenti dell'azienda (come quella con Sony Pictures, che sta dando vita al nuovo gioco di Spider-man) e un impegno continuo a creare giochi di alta qualità, il marchio PlayStation è attualmente nella sua migliore forma da oltre dieci anni a questa parte.

Riguardo l'autore

Rob Fahey

Rob Fahey

Contributing Editor

Rob Fahey is a former editor of GamesIndustry.biz who spent several years living in Japan and probably still has a mint condition Dreamcast Samba de Amigo set.

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