World of Final Fantasy - prova

Acchiappali tutti!

Immaginiamo dei Pokémon, che qui si chiamano Mirage, e immaginiamo di catturarli e farli combattere tra loro. Immaginiamo di andare a spasso per un mondo fatato e di imbatterci sui sentieri in scontri casuali con mostriciattoli di varia natura. Immaginiamo di farlo circondati da luoghi già visti in vecchi giochi della serie Final Fantasy. Fatto? Ecco, state immaginando World of Final Fantasy, un curioso spin-off che abbiamo provato in anteprima invitati dal distributore nostrano, Koch Media.

Per la prima volta alla direzione di un gioco marchiato Final Fantasy, Hiroki Chiba decide di imprimere un cambio di direzione deciso e disegnare un'esperienza pensata per staccarsi dal percorso principale che ha preso la serie. Si perde lo stile tendente al realismo e si vira verso personaggi super deformed, ci si stacca da una storia impegnata e si affrontano missioni dai toni più leggeri (ma sempre onirici, come piace tanto ai giapponesi), ma soprattutto i combattimenti a turni sono ora al centro del gameplay (un po' come succedeva nei capitoli che i più grandicelli ricorderanno con la proverbiale lacrimuccia nostalgica) affiancati dalla gestione delle proprie creaturine.

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Il mondo di Grymoire è popolato da buffi omini col testone, e in generale tutto è disegnato con fattezze super deformed.

Ci piace l'idea di staccarsi così tanto dalla serie principale con questo spin-off, del resto un'operazione meno decisa avrebbe poco senso, anche se dopo aver passato un'oretta col gioco ci sentiamo di dire che uno degli obiettivi dichiarati dagli sviluppatori sembra centrato solo a metà. Square Enix vuole conquistare il pubblico più giovane con World of Final Fantasy, intenzione evidente anche dall'estetica "puccettosa", ma la travolgente quantità di informazioni che ci viene buttata addosso potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti.

Se capire le meccaniche di base è facile (si combattono i Mirage per catturarli e unirli al nostro party) è quando si va nel particolare che non si può prescindere da un minimo di impegno per cogliere le sfumature di ogni aspetto. Sì, i Mirage vanno indeboliti per essere catturati, ma per farlo bisogna padroneggiare un sistema di combattimento che offre tre diverse modalità (puramente a turni, in tempo reale e ibrida) da imparare a gestire, cosa che non a tutti potrebbe andare a genio.

Gli stessi Mirage poi sono caratterizzati da una gran quantità di statistiche da analizzare e pesare quando si va a comporre il party che scenderà in campo, aspetto che farà sicuramente felici i giocatori più esigenti, ma che potrebbe essere completamente ignorato dai più sbrigativi (e ancora non sappiamo dire se si potrà fare a meno di sfruttarlo o se sarà obbligatorio per avere ragione dei nemici più forti).

È chiaro dunque che su questi fronti l'accessibilità vada un po' a farsi benedire anche a causa di una raffica di tutorial verbosi, lenti e faticosamente nipponici, così come al rallentatore sembrano tutti i (tantissimi) filmati d'intermezzo. Qui chiaramente scatta il discorso sulle preferenze personali: se questo stile di game design tocca le vostre corde allora probabilmente vi piaceranno le varie lungaggini che si trovano in ogni fase di gioco, ma in caso contrario non sottovalutate l'insofferenza che potrebbe cogliervi inesorabile all'ennesimo box di dialogo, filmato o caricamento.

Da un lato c'è allora un carattere forte e lontano dalla serie principale come dicevamo, ma dall'altro non mancano i punti di contatto a partire dai tanti cameo che vedrete nell'avventura. World of Final Fantasy è ambientato nel mondo di Grymoire, un mondo ricco di rimandi a diversi tra i passati capitoli della saga e apparentemente pensato per strizzare l'occhio ai fan più navigati della serie Square Enix.

È però difficile, con solo un'oretta di gioco all'attivo, dare una valutazione sulla varietà delle situazioni proposte e soprattutto sulla solidità delle meccaniche di cattura e collezione dei Mirage, che poi dovranno per forza di cose prendersi sulle spalle l'esperienza di gioco e renderla godibile fino alla fine. C'è anche la storia, è vero, ma in questo caso l'impressione è che si punti di più sul gameplay che non sull'aspetto narrativo.

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I due protagonisti in realtà avrebbero proporzioni più credibili, ma presto cambiano sembianze e vanno alla ventura.

Ma insomma è Pokémon in salsa Final Fantasy allora? I punti di contatto ci sono e sono parecchi, a partire dalla presenza dei mostriciattoli da acchiappare e collezionare, per arrivare alla semplice esplorazione dei sentieri che uniscono i vari centri abitati, passando per l'animazione di cattura che vede il cubetto (l'omologo della Poké Ball) brillare tre volte prima del responso.

Gli appassionati della serie Nintendo potrebbero trovare di che sollazzarsi dunque, così come i fan di Final Fantasy, ma per noi è ancora troppo presto per sbilanciarci. La nostra prova ha rivelato un titolo che necessita di essere giocato per qualche ora per essere capito, e non mancheremo di farlo in vista di un'uscita prevista per il prossimo ottobre in esclusiva su PlayStation 4 e PS Vita.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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