Ancestors Legacy - prova

Gli antenati se le davano di santa ragione!

Nel cuore dell'est Europa, al confine tra Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, un gruppo di ragazzi del team di Destructive Creations si è travestito da vichinghi e si è preso a spadate e scudate, facendo poco caso alla temperatura glaciale del posto aiutato dall'abitudine e dall'alcool della festa che ha avuto luogo poco prima. Perché? Andiamo con ordine.

Forse il nome dello studio non vi dirà molto ma avrete probabilmente letto qualche news del loro primo prodotto sviluppato, vista la scia di polemiche che ha acceso il dibattito sull'estrema violenza portata in scena da Hatred, shooter assurdamente sanguinolento. "Ci è valso un sacco di marketing gratuito", ci dicono alcuni membri mentre ci accompagnano all'hotel dove giocheremo alla loro nuova creazione, che fortunatamente ha poco a che vedere con l'atmosfera splatter e lo scarso gameplay di quella precedente. Al massimo è rimasta qualche menù di gioco con immagini di battaglie cruente.

Data la loro passione per il medioevo, i vichinghi e Starcraft, il gruppo guidato da Tomek Gop, già producer di The Witcher 2 e Lords of the Fallen, è a lavoro stavolta su Ancestors Legacy, uno strategico che si rifà molto all'RTS di Blizzard ma che al posto degli alieni mette in campo plotoni di uomini grossi, barbuti e incazzati. Sono ben quattro le fazioni che si danno battaglia nelle campagne single player e nelle sfide multiplayer di Ancestors, ognuna con le sue particolarità. Ci sono ovviamente i vichinghi, che maggiormente attirano l'attenzione dei fan e per questo sono sfruttati su copertina e merchandising del gioco, e poi gli Anglosassoni, i Germanici e gli Slavi.

Grazie alle decine di postazioni allestite per l'occasione, abbiamo potuto testare l'ultima build disponibile del gioco su entrambe le piattaforme previste, PC e Xbox One, con a disposizione computer da gaming connessi in LAN per provare la parte multigiocatore, e un episodio della campagna vichinga che girava su Xbox One X, che fa presagire la presenza dell'opzione 4K nelle impostazioni.

Partiamo da questa versione. L'abbiamo giocata e portata a termine con successo per avere un assaggio di quello che il gameplay di Ancestors può offrire. Siamo tra il decimo e il dodicesimo secolo, in piena Dark Age, dove ci sono poche regole e tante lame affilate, e lo Jarl Ulf si prepara ad invadere il territorio inglese. Servono risorse e territori e in questo scenario l'obiettivo è prendere possesso dei villaggi e delle fonti di cibo e ferro, utili poi ad ingrandire il nostro esercito.

Fin da subito si capisce che Ancestor non è un RTS dalla parte gestionale approfondita, e la concentrazione serve di più a decidere come e quali truppe schierare in battaglia, piuttosto che a costruire la nostra fortezza. Più Starcraft che Age of Empires, sicuramente, ma anche molto Company of Heroes, capolavoro dei Relic Entertainment che ha fatto scuola quando si tratta di strategia in battaglia. I comandi possono essere impartiti infatti a squadre, non alle singole unità, cercando di assemblare un esercito variegato ed equilibrato per fronteggiare l'avversario. Anche lo Jarl Ulf è presente in battaglia, e deve sopravvivere per la buona riuscita.

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In Ancestors Legacy è possibile scegliere tra quattro fazioni. Ognuna ha una propria campagna single player e punti di forza e debolezza da sfruttare in multiplayer.

Le risorse quali cibo, legno e pietra sono la moneta da spendere per generare più truppe possibili, con la prima che si consuma a seconda di quante ne sono già presenti. Se avete troppe bocche da sfamare e poche fattorie, il malus affligge sia le truppe stesse che il punteggio in multiplayer. Il legno è necessario per avviare la produzione di unità e la pietra quella per gli edifici e gli avanzamenti di tecnologia.

Un sistema a tre elementi sottolinea la non troppa importanza della gestione quanto piuttosto quella della battaglia. Ci spostiamo dunque da un accampamento all'altro facendo fuori raggruppamenti di nemici e conquistando i centri dei villaggi, che faranno poi da checkpoint una volta che avanziamo. Nei centri è infatti possibile ritirarsi quando una battaglia si fa troppo dura e sostituire le unità uccise, una meccanica che in multiplayer diventa di cruciale importanza.

Avevamo molta curiosità per il funzionamento dei controlli su Xbox One, visto che gli RTS godono purtroppo di pochi superstiti in ambito console. Con nostra sorpresa, non abbiamo avuto particolari problemi nel portare a termine la campagna con il controller, ben mappato e che richiede l'apprendimento di poche combinazioni per gestire al meglio truppe e risorse.

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Non c'è molta interazione con l'ambiente e il focus è sulle scelte del giocatore.

In seguito anche abbiamo visto uno degli sviluppatori battere gli avversari di un 2vs2 armati di mouse e tastiera, usando proprio il gamepad, segno che con il giusto allenamento si può competere senza troppi problemi. L'interfaccia è ben adattata e fa leva su menù radiali che si aprono con la pressione di dorsali e grilletti, permettendo una buona rapidità. Certo, una buona tastiera è impareggiabile ma di sicuro Ancestors Legacy è giocabilissimo su console senza rinunciare a nulla.

Finita la campagna single player su Xbox One X, facciamo il conto di cose positive e negative. Ancestors Legacy non punta ad essere l'RTS mai visto prima, anzi vuole essere una sicurezza per gli appassionati del genere che sapranno di andare incontro a meccaniche tradizionali ben rodate. Il livello di tattica richiesto è abbastanza alto, soprattutto nella scelta dei movimenti su mappa e nei villaggi da conquistare: l'avanzamento ben ponderato significa praticamente vittoria visto che ogni villaggio rappresenta un checkpoint dove rifornirsi e ritirarsi. Avere più truppe non è un punto di forza assoluto e questo ci piace.

Quello che non ci convince è attualmente il livello tecnico e la profondità nell'interazione con la mappa. Non ci sono assedi o zone di copertura, sono presenti delle catapulte ma oltre agli edifici non è possibile distruggere altro. Il comparto grafico non brilla se non nelle scene di battaglia, visibili grazie alla telecamera dinamica, che però non è utile ai fini di gameplay.

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Con la telecamera action si possono vedere gli scontri da vicino.

L'utilizzo dell'Unreal Engine 4 permette molta flessibilità nel rappresentare truppe diverse tra loro e in buon numero, così come le animazioni, molto realistiche, ma l'ambiente di gioco è abbastanza piatto, poco variegato, e in generale composto di un numero di poligoni non elevato. A detta degli sviluppatori però c'è ancora molto da lavorare: ad esempio le animazioni ora presenti sono solo il 10% di quelle finali, la grafica migliorerà e il gameplay verrà raffinato quanto più possibile.

Presumibilmente il titolo uscirà tra almeno sei mesi, quindi c'è ancora tempo per sperare in un upgrade generale. Ma sarà obbligatorio risolvere la programmazione del pathfinding, visto che quando mandavamo allo scontro più di una squadra, queste si ammassavano l'una sopra all'altra, spesso bloccandosi a vicenda.

Allo stato attuale Ancestors Legacy vuole che il gameplay sia il focus, e nel multiplayer questo risalta. Gop e i suoi hanno organizzato un torneo tra giornalisti per l'occasione e pur non giocando con la versione finale del prodotto, le partite sono non hanno presentato bug, e l'interfaccia PC si è dimostrata solida e funzionale. Minimappa a sinistra, pulsanti da selezionare a destra: andando sul classico non ci si sbaglia.

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Non ci sono città da assediare o muri da abbattere: gli scontri avvengono con i piedi saldi a terra.

I ritmi di del 2vs2 del torneo sono sempre stati alti: la vicinanza dei villaggi da conquistare e la ridotta dimensione delle mappe (che inizialmente ci aveva preoccupato) fanno sì che gli scontri avvengano di frequente e danno sempre più importanza a quel posizionamento dei checkpoint già cruciale nel singleplayer. Ovvio, siamo ancora ad uno stato non completo e vedremo il gioco cambiare nei prossimi mesi; più che il bilanciamento degli scontri ,vorremmo vedere aumentare la varietà delle truppe schierabili.

Il sistema di combattimento adottato dai Destructive si basa, come in altri casi, sul tipico "carta, sasso, forbici". Un'unità a cavallo è forte contro la fanteria, che è forte contro i lancieri, che sono forti contro le unità a cavallo. Avere un esercito grosso e vario è sempre un bene, ma ci pensa fortunatamente il limite dato da cibo e abitazioni (una delle poche strutture costruibili) a evitare che la quantità superi la qualità del vostro gioco.

Con Ancestors Legacy ci siamo dunque divertiti, e abbiamo avuto la sensazione che seppur limitato tecnicamente, possa trattarsi di uno di quei titoli semplicemente belli da giocare. Vedremo se i lavori dei prossimi mesi porteranno ad una campagna single player che valorizzi il carattere delle popolazioni in gioco, e ad un multiplayer arricchito da una maggiore varietà.

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Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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