È questa la risposta all'attuale carenza di scorte di schede grafiche e al costo delle RAM che è schizzato alle stelle? O forse è una genuina alternativa al modo di possedere e potenziare il nostro hardware PC? Oggi, dopo una fase do rollout di successo nel suo territorio casalingo, la compagnia francese Blade ha rivelato che il suo sistema di gioco cloud Shadow sta arrivando in UK, offrendo l'equivalente di un PC da £1500 a un prezzo di partenza di £27 al mese con una soglia di utilizzo illimitata.

Se siete dei lettori di vecchia data del Digital Foundry, forse avrete colto la frase "sistema da gioco cloud" collegandola mentalmente a immagini laggose e di cattiva qualità. Dopo tutto, storicamente non ci siamo mai curati molto del concept apripista di Onlive, scartando gli appelli fatti dai suoi fondatori, ma abbiamo comunque apprezzato l'ambizione e riconosciuto gli scenari in cui quel servizio aveva qualcosa da offrire. Sono arrivati in seguito altri sistemi basati sullo stesso concept, come Nvidia GeForce Now, da cui abbiamo ottenuto un po' di più visto che le performance erano migliori, ma in base alla demo che abbiamo visto, Shadow potrebbe potenzialmente portare le cose a un livello superiore.

Prima di tutto, questa non è una nuova piattaforma gaming che vi viene venduta, ma all'atto pratico affittate un PC nel cloud. Eseguendo il log-in su Shadow otterrete un PC desktop standard con Windows 10 con cui fare ciò che volete. Dal nostro punto di vista, questo significa iniziare installando Steam, Origin, uPlay e GOG in sequenza e scaricare i giochi che attualmente possedete, ma la verità è che potrete fare esattamente ciò che vorrete su Shadow, quindi installare qualsiasi app e interagire col sistema proprio come fareste col vostro PC. E le specifiche ci questo hardware cloud? Avrete a disposizione un processore Xeon per server a otto thread con prestazioni equivalenti a un core i7, 12GB di RAM, 256GB di SSD ed una GPU con potenza pari a quella della GTX 1080 (nella demo provata abbiamo visto questa GPU nella sezione gestione dispositivi).

Potrete loggare su Shadow tramite Windows, OSX o Android, e verosimilmente potrete passare da un device all'altro a vostra discrezione. Blade ha creato anche un suo piccolo dispositivo chiamato 'Shadow Box' basato su una APU AMD e fin quando la vostra connessione riesce a gestire il bitrate richiesto, il sistema è in grado di streammare alle risoluzioni 1080p a 144fps o 4K a 60fps. Ai primi iscritti al servizio saranno fornite 500 Shadow Box, e dopo che queste saranno terminate, se ne potrà prendere una per £7,95 al mese o comprarla al prezzo di £109,95. Il servizio stesso costa £26,95 al mese per un anno di contratto, oppure £32,95 al mese per una sottoscrizione trimestrale, o ancora £39,99 al mese senza vincoli contrattuali. Non ci sono limiti di tempo per l'utilizzo o altri tipi di addebiti orari che abbiamo visto in altri sistemi cloud.

The Il sito web di Shadow parla di zero latenza, cosa ovviamente impossibile. La latenza in un sistema cloud è essenzialmente definita come il tempo necessario ai vostri input per essere inviati al server, processati con la logica del gioco, convertiti in un fotogramma, codificati, ritrasmessi indietro all'utente e visualizzati infine sullo schermo. Blade è ben cosciente di questo, e durante la nostra sessione ha rimosso dalla circolazione il suo stesso strumento di misurazione della latenza basato su una fotocamera (soprannominato 'Betty') che si attacca allo schermo. Un pulsante USB fornisce l'input ed il tool di cui abbiamo parlato installato sul PC cloud cambia colore della finestra su schermo da nero a bianco e poi di nuovo fino a che l'input viene ricevuto. Il tempo trascorso dalla pressione del pulsante al cambiamento di colore è un metodo di misurazione del lag più che accettabile, e ricorda metodi simili per misurare la latenza dei display degli schermi piatti.

Su uno schermo entry-level AOC 1080p 60Hz AOC con Shadow connesso a una rete condivisa con lo staff degli uffici di Shoreditch, la latenza totale (che include il lag del display e la logica che l'app deve programmare) è risultata di 106ms utilizzando il dispositivo Betty. Ovviamente una parte di questo lag è imputabile al display ed al codice dell'app, ma è comunque un risultato molto positivo, che ci riserveremo di testare di nuovo con la nostra connessione una volta che l'hardware per la recensione arriverà nei nostri uffici. Il vero test in questo caso sarà utilizzare Betty su una rete locale e poi Shadow, connesso allo stesso display, e confrontare la differenza nelle misurazioni della latenza per fornire una panoramica completa del tempo di risposta di Shadow.

La qualità dell'immagine è un altro motivo di perplessità comune a tutti i sistemi gaming cloud, ed anche se al media briefing abbiamo potuto testare Shadow solo al suo preset qualitativo più basso, il risultato era comunque soddisfacente; tuttavia ci interessa maggiormente testare il 4K60 e le opzioni di streaming 1080p di maggiore qualità.

Valutare questo tipo di sistemi di gioco 'in loco' non è mai una situazione ideale, ma al termine del briefing con lo staff di Blade ho avuto una sensazione ottimistica sulle performance del sistema e sono rimasto impressionato dallo staff. Anche in un'infrastruttura di rete tutt'altro che ideale, il sistema è risultato più che giocabile: infatti, anche il test del puntatore del mouse (un buon metodo per valutare la latenza) ha funzionato veramente bene. Dopo aver avuto a che fare con sistemi di gioco via cloud in cui i provider non erano entusiasti di condividere le misurazioni della latenza o di parlare in dettaglio della loro tecnologia, la trasparenza dello staff di Blade è risultata una ventata di aria fresca.

In particolare, il modo in cui il CEO Emmanuel Freund era pienamente padrone dei dettagli tecnici e si è deliziato con la sfida di rispondere a ogni domanda che gli abbiamo posto mi dà motivo di essere realmente ottimista. Blade è convinta di avere i requisiti per un sistema cloud capace di conquistare il mercato, e nonostante ci riserviamo di esprimere un giudizio prima di aver fatto i nostri confronti di latenza tra il loro cloud e la rete locale, Freund afferma che il suo sistema è stato testato con successo in doppi test "bendati" da pro player su titoli chiave come Overwatch, CS:GO e Street Fighter.

Se l'asticella dei requisiti sarà lasciata a questo livello, il sistema dovrebbe essere abbastanza buono per la maggior parte dei giocatori e considerando i componenti high-end inclusi nei server Blade (con la compagnia che assicura che le GPU Nvidia di prossima generazione saranno inserite in tempo), il prezzo richiesto non è così esorbitante. Ma ovviamente, il tempismo della compagnia nell'espansione verso nuovi territori e l'attuale stato del mercato dei componenti possono solo giocare a loro favore.

Le prevendite di Shadow sono disponibili adesso in UK e torneremo presto sull'argomento con esaustivi benchmark e test di latenza e di qualità dell'immagine non appena il pacchetto press per la recensione arriverà nei nostri uffici.

Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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