MXGP Pro - prova

Una nuova sfumatura per il Motocross di Milestone.

Cosa si nasconde dietro quella denominazione Pro misteriosamente apparsa nel titolo del videogioco ufficiale del mondiale di Motocross? Tante, tantissime novità. Ebbene sì, perché Antonio Cairoli e Tim Gajser in persona hanno avuto una serie di colloqui con Milestone, mettendo a disposizione la loro esperienza e testando il titolo più e più volte, al continuo inseguimento del massimo risultato.

Fin dai primi istanti trascorsi a sgommare sugli sterrati, è chiaro che non si tratta di un gioco pensato non solo per il grande pubblico: è senza alcun dubbio uno tra i titoli motociclistici più profondi che abbiamo testato in epoca recente, e siamo ben lontani dalle contaminazioni arcade degli ultimi MXGP.

La curva di apprendimento è infatti più ripida del solito, e le opzioni di gestione del peso si sono evolute rispetto ai capitoli precedenti. A cosa si deve una rivoluzione tanto importante? Proprio a quel "Pro" che incontriamo nel titolo. L'introduzione della fisica Pro ha dato modo agli sviluppatori di esplorare un numero di possibilità maggiori che in passato: il controllo aereo della moto è pressoché totale, i solchi nel tracciato influenzano ogni singolo atterraggio e la gestione della frizione passa al giocatore.

Il risultato di questa ricerca si traduce in MXGP Pro, un'esperienza che premia le aspettative dei piloti più esperti: le sospensioni giocano un ruolo fondamentale in fase di guida, la moto diventa più che instabile percorrendo terreni sconnessi e ogni hoop può trasformarsi in una catastrofe. Un livello di sfida decisamente impegnativo, anche per i rider più esperti; immettendosi su una rampa, bisogna immediatamente puntare lo sguardo sulla zona di atterraggio, per correggere la traiettoria e gestire il peso di moto e pilota in modo corretto. Limitandosi ad aprire l'acceleratore senza ulteriori accorgimenti, nove volte su dieci il salto si risolve in un incontro ravvicinato con il fango o in un'imbarcata pochi secondi dopo l'impatto.

Si tratta di pura e semplice logica: un maggiore grado di libertà si porta dietro inevitabilmente un livello di sfida più arduo. Fortunatamente, verrà in nostro aiuto il compund; pur non trattandosi di una novità sostanziale, questa zona di addestramento è un bosco liberamente esplorabile di circa un chilometro quadrato. All'interno si può trovare una pista dove affinare le abilità di salto e di tenuta della strada, oltre che diversi tipi di terreno con cui confrontarsi prima di dedicarsi a una trentina di attività utilissime per prendere confidenza con il nuovo motore di gioco.

Se già ottenere un Holeshot in MXGP Pro è un compito piuttosto complicato, piazzarsi nelle prime posizioni richiede una dose di freddezza e prontezza di riflessi decisamente importante. Inizialmente abbiamo avuto difficoltà perfino ad arrivare in fondo al tracciato senza resettare la corsa, ma una volta imparato il circuito l'esperienza ha assunto un sapore completamente diverso. Pian piano si comincia a whippare e si acquista confidenza durante i salti, altrettanto lentamente si memorizzano le curve e le relative marce da ingranare, e in conclusione della nostra prova siamo riusciti ad ottenere una dignitosa terza posizione.

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Gli Hoop sono molto diversi da quelli dei capitoli precedenti. Non solo bisogna gestire indipendentemente il peso della moto e quello del pilota, ma è importante aprire o chiudere il gas a seconda del terreno sottostante.

Memoria, riflessi e sfruttamento della fisica sembrano essere i pilastri su cui poggia l'intera esperienza. Ed è un'esperienza che cresce di pari passo con il pilota, seguendo un sistema di progressione che probabilmente dovrebbe caratterizzare tutti i titoli del genere. Iniziare a trovare dei follow-up dopo gli scrub, prendere confidenza con la gestione del peso e migliorare la tecnica di cornering sono solamente i primi passi per diventare piloti di successo, e bisogna arrivare alla totale padronanza del pilota e della moto per ottenere i massimi risultati.

Ovviamente l'offerta rimane quella classica di MXGP: troviamo una modalità carriera, le singole gare, il time attack e il rinnovato compound. Sappiamo bene che si tratta di una serie dedicata agli appassionati, ma mai come questa volta l'intera meccanica di gioco è stata immaginata e cucita intorno alla fascia di giocatori più hardcore. Vi consigliamo fin da subito di non scoraggiarvi, di rimontare costantemente in sella e di trovare la vostra dimensione sulle due ruote: cercavate una vera sfida? Sappiate che il momento è finalmente arrivato.

Dal punto di vista tecnico, i miglioramenti sono quelli incontrati nel corso dell'intera ultima onda di produzioni Milestone, principalmente legati allo sfruttamento dell'Unreal Engine. Graficamente l'opera si presenta piuttosto bene, grazie all'ormai classica tecnica di Laser Scan utilizzata per modellare veicoli e protagonisti.

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L'innovazione più importante è senza dubbio quella legata alla fisica del terreno di gara. Ogni cunetta e ogni solco influenzano pesantemente il cornering e la stessa tenuta di strada.

Abbiamo tuttavia scelto di improntare il nostro provato su quello che è il fulcro di MXGP Pro, ovvero il gameplay. L'elevazione del sistema di guida su di un gradino superiore trova radici nel nuovo motore fisico, che finalmente riesce ad assegnare un reale peso e una reale consistenza a ogni singolo solco nel fango, influenzando pesantemente le traiettorie.

Tenetevi alla larga dal fango se non siete pronti a cadere, rotolare, rimontare in sella e ricominciare. Non siamo di fronte al classico titolo nel quale basta dare gas e muovere l'analogico per ottenere tempi da record, e bisogna letteralmente fare a sportellate per guadagnarsi un podio. Se inizialmente l'abbandono della nomenclatura classica di MXGP ci aveva fatto storcere il naso, ora ci risultano piuttosto chiare l'ambizione e la direzione scelte da Milestone per il futuro della serie sul mondiale di Motocross.

Siete pronti a soffrire in sella? Prendete le vostre moto e andate a farvi un giro nei boschi della provincia, perché quello è il feeling di cui avrete bisogno a partire dal 29 giugno.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

Cresciuto a pane, cultura nerd e videogiochi, i suoi primi ricordi d'infanzia sono tutti legati al Super Nintendo. Dopo aver lavorato dentro e fuori dall'industry, è finalmente riuscito ad allontanarsi dalle scartoffie legali e mettere la sua penna al servizio di Eurogamer.it.

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