Gamescom 2018: Anthem - prova

“Un action-RPG social coop di BioWare.”

Di Anthem, in questi mesi, si fa sempre più parlare. D'altronde con l'avvicinarsi della release date (il gioco uscirà il prossimo 22 febbraio per Xbox One, PS4 e PC), non solo cresce l'hype del pubblico videogiocante, ma Electronic Arts inizia sempre più a premere il piede sull'acceleratore delle public relation, elargendo con sapienza le informazioni del caso.

Se però siete tra quei pochi che negli ultimi mesi hanno dormito in una bara criogenica, sappiate che siamo di fronte alla risposta di EA al Destiny di Activision, con ovviamente quelle variazioni sul tema volte a dare al prodotto di BioWare una propria fisionomia.

La trama ci porterà su di un pianeta alieno le cui insidie potranno essere affrontate da soli o in coop insieme ad altri giocatori. Il mondo che dovremo esplorare sarà ovviamente pericoloso, dotato di una vita propria con stagioni, un ciclo giorno/notte e (pare) anche effetti meteo. Ovviamente pullulerà di nemici che non aspetteranno altro che ucciderci, ma per fortuna i nostri alter ego saranno dotati di speciali esoscheletri, i Javelin, che rivestiranno un ruolo di grande importanza nelle meccaniche del gioco.

Armati fino ai denti coi più moderni ritrovati della tecnologia, sarà un piacere andare a caccia, anche perché stando agli sviluppatori i giocatori riceveranno del loot sbarazzandosi della fauna selvatica, al punto che secondo il producer del gioco, Ben Irving, "sarà nostro interesse uccidere tutte le creature che incontreremo".

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Quando perderete la vita, gli altri giocatori potranno resuscitarvi. Se però nessuno verrà ad aiutarvi, sarete teletrasportati nel punto di respawn più vicino.

Le classi tra cui potremo scegliere saranno quattro: Ranger (quella disponibile inizialmente), Colossus, Interceptor e Storm. Ognuna di esse ovviamente permetterà di giocare con un stile diverso, così come in Destiny Titani, Cacciatori e Stregoni consentono approcci differenti. Abbiamo così il Javelin più bilanciato e incentrato sullo scontro singolo, ossia il Cacciatore, e quello invece che pare essere un carro armato dotato di gambe e braccia, ovvero il Colossus.

La distruzione su larga scala sarà la sua specialità e nessuno ovviamente s'aspetti chissà quale agilità. In compenso, però, il suo scudo potrà anche essere usato non solo difensivamente ma anche offensivamente, ad esempio per farsi strada attraverso un campo minato. Attenzione, però: non disporrà di alcuno scudo di energia capace di rigenerarsi, a differenza ad esempio del Cacciatore. Cacciatore che invece dispone anche di un'efficace schivata, dotata di un raggio d'azione piuttosto ampio.

I Javelin potranno essere personalizzati esteticamente, con diverse colorazioni ma anche con modifiche ai loadout che ne cambieranno concretamente le sembianze. Tant'è che alla demo dell'E3 si sono visto due Colossus completamente diversi nell'aspetto, proprio perché equipaggiati con setup differenti. Per customizzare il proprio Javelin si potrà tornare all'hub principale, di nome Fort Tarsis, o recarsi sullo Strider, un mech a quattro zampe che ricorda molto da vicino i Walker di Star Wars e che è stato mostrato anch'esso all'E3.

Le armature potranno trasportare due armi standard ma avranno anche degli slot aggiuntivi per altre più particolari come mortai, granate e lanciamissili da polso. Tradotto in termini di gameplay, ciò vuol dire due bocche da fuoco tra cui alternarsi, altre due armi associate ai due dorsali del pad, più una mossa speciale attivabile dalla pressione contemporanea delle due 'spalle' del pad, che si ricarica col tempo. Se tutto ciò vi sembra estremamente familiare, non vi sbagliate: sono le stesse meccaniche già viste in Destiny e in altri shooter.

Al contrario dei piloti, i Javelin non disporranno di uno specifico albero delle abilità e dunque la loro efficacia sarà influenzata unicamente dall'equipaggiamento ottenibile sul campo o nel corso delle varie attività. Senza dimenticare, però, che i loro poteri potranno essere 'amplificati' usandoli in combinazione con quelli dei nostri alleati. A Los Angeles, come qui a Colonia, si è notato come due Freelancer facessero danni devastanti usando prima una tempesta di fulmini e poi un attacco con le railgun. Ma come si farà a capire le combinazioni più efficienti? Il rappresentante di BioWare ha nicchiato, affermando che lo scopriremo giocando.

Fate però attenzione che tornare alla base per cambiare il proprio setup comporterà l'annullamento della missione in corso, quindi ragionate attentamente su cosa portarvi dietro. Da non sottovalutare anche il fatto che, come in Monster Hunter World, ci sarà un limite di tempo per portare a termine le missioni. I ritardatari però non temano perché secondo Mark Darrah, executive producer di Anthem (ma anche di Dragon Age), "vi saranno prem per invogliare anche i giocatori più ritardatari ad unirsi alla missione". E si potrà sempre trovare un gruppo al quale unirsi, visto che il gioco permette la creazioni di party anche con Freelancer (questi i nomi dei 'Guardiani' di Anthem) di livelli diversi tra loro.

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I protagonisti di Destiny sono i Guardiani, quelli di Anthem sono i Freelancer. La differenza però non sta solo nella denominazione: i primi saltano, i secondi possono anche volare. Volete mettere?

Ma ora è giunto il momento di parlare della nostra prova del gioco qui alla Gamescomm di Colonia dove, sorpresa, ci è stato possibile giocare di persona la missione vista all'E3 di Los Angeles. E la prima cosa da dire, nonché la più superficiale, è che giocato su un PC ninja con schermo 4K, il gioco è esteticamente una bomba. Chiaramente su console dovremo accettare qualche compromesso (anche se quelle midgen lasciano ben sperare), ma la qualità visiva osservata a Los Angeles è identica a quella che è abbiamo riscontrato di persona.

La seconda cosa da dire, e che differenzia Anthem da Destiny, è che quello di EA è un TPS mentre quello di Activision è un FPS. Sia chiaro, siamo un gradino sopra la scoperta dell'acqua calda ma già questo dettaglio cambia tangibilmente il modo in cui si combatte, che s'avvicina idealmente più a Gears of War che a Destiny.

Dico idealmente perché una volta presa dimestichezza con tutti i comandi, le evoluzioni che è possibile far compiere ai propri Javelin fanno giocare Anthem in un campionato tutto suo. Salto e doppio salto non sono certo una novità, ma se quando si è in aria si preme lo stick sinistro del pad, si inizia a volare per la mappa come Iron Man. Non è possibile farlo a tempo indeterminato, visto che è stato introdotto il surriscaldamento dei motori come limite. Ma il tempo che è possibile passare in aria è sufficientemente lungo da essere appagante, e se si è fortunati e si trova una cascata nei paraggi, passandoci sotto potremo raffreddare i nostri reattori e regalarci qualche istante in più di divertimento.

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Nell'endgame, alla fine di ogni missione il gioco mostrerà delle statistiche per valutare le prestazioni dei singoli giocatori.

Se invece mentre si è in volo si preme lo stick destro, allora ci si ferma sospesi a mezz'aria. La differenza è che mentre nel primo caso non si può sparare, in sospensione si può invece scaricare il proprio arsenale sui nemici sottostanti, evitando così i loro attacchi corpo a corpo. Alternando la pressione dei due stick si può passare indifferentemente dal volo ad alta velocità al fluttuare a mezz'aria, introducendo una serie di novità in termini di gameplay che potete facilmente intuire. E se presi da tutte queste primizie si facessero male i calcoli e ci si trovasse coi motori che si spengono in volo, nessuna paura: si può cadere da qualsiasi altezza senza farsi un graffio.

Molto interessante è stato anche l'attacco melee: da fermi fa un bel danno ma se eseguito in volo vedrà il nostro Javelin calare dall'alto in picchiata ed eseguire uno schianto ad area devastante. Più convenzionali le abilità associate alle due spalle del pad: a quella destra era associata una 'pulse granade', mentre alla spalla destra una bomba criogenica capace di rallentare gli avversari. E di produrre danni elevati se usata in combo con gli attacchi elementali dei nostri compagni di squadra (tre in tutto, per un party composto in totale da quattro persone). Ma la vera specialità della casa, com'è facile immaginare, è la super, che nel caso del nostro Cacciatore è stata una deflagrante salva di missili a ricerca automatica, capace di spazzar via in un colpo solo ondate di nemici.

Altro da aggiungere alla nostra prova non c'è, se non che durante i nostri combattimenti abbiamo visto 'droppare' a un nemico un engramma viola, che subito abbiamo raccolto. Ma che non abbiamo potuto usare perché come in Destiny sarà possibile vederne il contenuto solo a fine missione per (dice BioWare) evitare che i giocatori si fermino nel mezzo del combattimento per vedere che hanno vinto.

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I Javelin potranno volare anche sott'acqua. In questo caso il limite alle nostre escursioni sarà dettato non dal surriscaldamento dei motori ma dalla riserva d'ossigeno.

Sempre restando nell'ambito degli engrammi (termine mutuato da Destiny e che sta a indicare oggetti dalla forma astratta che lasciano a terra i nemici una volta uccisi), quelli rossi ricaricheranno la vita, quelli verdi le munizioni, tutto ciò che è di un altro colore saranno invece drop.

Superata la descrizione di quanto visto qui alla Gamescom di Colonia, non resta che avviarsi alla chiusura dell'articolo con le varie ed eventuali. E la prima cosa da dire è che non vediamo l'ora di saperne di più sulla lore del gioco, sulle reliquie, le rune e gli Shaper, figure misteriose come si conviene a un titolo che vuole marcare a uomo Destiny e i suoi Grimori.

Ma al di là di queste considerazioni, l'ottimismo è d'obbligo nel momento in cui si considera che dopo le polemiche seguite ad Andromeda, Anthem sarà doppiato anche in Italiano. Un cambio di strategia rispetto al passato che rientra tra gli errori che BioWare afferma di aver imparato dal ciclo di produzione dell'ultimo Mass Effect (peccato che nel processo sia morta una delle mie saghe preferite). Le espressioni facciali degli NPC, da subito convincenti, paiono essere un'ulteriore conferma.

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Il Colosso potrà attivare il proprio scudo col tasto B del pad. Ma attenzione, sarà l'unica protezione a difesa di una classe che non possiede barriere d'energia di alcun tipo.

Non sarà presente un modalità Battle Royale, il che mi pare una buona notizia a perscindere, mentre le idee per i raid di fine gioco non paiono ancora chiare. Alla domanda se ci saranno contenuti PvE per gruppi più grandi di quattro giocatori, la risposta di Mark Darrah è stata "non al lancio". Sia chiaro, anche in Destiny i raid solitamente si rendono disponibili qualche settimana dopo la release dei vari aggiornamenti, ma in questo caso sarà interessante capire quanto EA vorrà fare aspettare i suoi utenti.

Ma la cosa più importante da dire, è che nei trenta minuti che abbiamo passato in compagnia di Anthem ci siamo divertiti. I BioWare stanno realizzando un prodotto bello da vedere e ancor più da giocare. Sono molte le variabili che entrano in gioco in prodotti così ambiziosi o dotati di un respiro così ampio, ma il futuro di questa nuova licenza pare essere decisamente roseo.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it  |  Agonista

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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