Ogni anno che passa l'industria videoludica nostrana riesce a stupirci con sorprese sempre più interessanti, prodotte da team più o meno indipendenti. Il gioco di cui vi stiamo per parlare, infatti, è uno dei primi progetti videoludici incubati dal neonato produttore italiano Ignition, una scommessa nata dall'Accademia Italiana Videogiochi per creare un canale diretto tra formazione e lavoro in Italia.

Dopo aver brevemente delineato il contesto produttivo, diciamo subito che Okunoka è un ottimo biglietto da visita per Ignition Publishing, mentre lo sviluppatore Caracal Games non ha di certo bisogno di presentazioni. Chi legge da più tempo queste pagine virtuali si ricorderà sicuramente di Downward, opera prima del piccolo studio indipendente che inseriva (arricchendolo, in realtà) il gameplay di Mirror's Edge all'interno di un ispiratissimo mondo fantasy con una misteriosa lore tutta da scoprire.

A due anni esatti dal nostro primo incontro con Tommaso Bonanni (game designer e frontman di Caracal Games), ci siamo trovati faccia a faccia con una persona profondamente cambiata: maturata, più sicura di sé e con le idee molto chiare sull'obiettivo da raggiungere e la strada da percorrere per arrivarci. Come riflesso di tale crescita, anche lo sviluppo di Okunoka ci è parso un netto passo avanti rispetto a quello di Downward.

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Vi sembra facile? Beh, è solo l'inizio!

Per chi se lo stesse chiedendo, Okunoka è un classico platform indirizzato ad un pubblico di hardcore gamer. Con "classico", però, non intendiamo dal gameplay banale, anzi: il titolo offre delle caratteristiche uniche che spingono il giocatore a dare il proprio massimo (e forse qualcosina in più).

Quello che Caracal Games sta riuscendo a fare è fondere gli elementi migliori di platform iconici degli ultimi anni, come il sistema trial & error di Super Meat Boy e lo stile grafico di Rayman. Ma ridurre Okunoka ad un semplice puzzle di caratteristiche vincenti estrapolate da altri giochi, sarebbe riduttivo.

Elementi chiave del titolo, attorno a cui ruota la maggior parte del gameplay, sono infatti delle piattaforme diverse tra loro attivabili o disattivabile tramite la pressione dei bumper dorsali del controller. L'utilizzo innovativo di questi pulsanti, in associazione con i grilletti, trasformano ben presto il gioco nel più dolce incubo per gli appassionati in cerca di sfida.

Descrivere a parole il livello di difficoltà e la coordinazione occhio-mano a cui il giocatore deve aspirare per riuscire a completare i livelli più avanzati, non riuscirebbe a rendere giustizia a Okunoka. Per fortuna, però, il lavoro svolto dal punto di vista del level design da parte del team di sviluppo è stato tutt'altro che superficiale.

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Questa immagine riesce bene a condensare il livello artistico della produzione.

L'ignaro giocatore noob viene infatti accompagnato per mano nelle fasi iniziali del gioco e i vari elementi di gameplay vengono introdotti gradualmente. Se pensate però che la presenza di una curva di difficoltà non troppo ripida renda più semplice il raggiungimento dei titoli di coda, siete fuori strada.

Ora che abbiamo parlato a sufficienza del gameplay è finalmente giunto il momento di puntare i riflettori su una componente fondamentale di Okunoka: l'artisticità, sia visiva che sonora. Come già accennato, lo stile grafico del gioco ci ha ricordato molto gli ultimi Rayman, con un livello artistico elevato grazie a forti ispirazioni miyazakiane e surrealiste, costellate da tantissime citazioni alla cultura pop anni '80 e '90.

Per quanto riguarda la musica, invece, va aperta un'altra enorme parentesi: ogni mondo di gioco, ogni boss e i livelli alternativi sono tutti accompagnati da melodie differenti, che riescono nel compito di donare personalità alle ambientazioni e ai personaggi. La musica diventa così co-protagonista dei livelli stessi, spaziando dal rock al metal e raggiungendo l'obiettivo di coinvolgere e caricare al massimo il campione (più o meno) che c'è in noi.

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Vedete quegli indicatori in alto a sinistra? Li odierete!

Quale console potrà mai rivestire il ruolo di perfetta piattaforma di lancio per un titolo pensato per gli hardcore gamer dei platform? Nintendo Switch, ovviamente! Su cui Okunoka uscirà già il 30 novembre, mentre i possessori delle altre console e del PC dovranno attendere un non meglio precisato mese di marzo. Se invece volete provarlo direttamente sulla vostra TV, Okunoka è già disponibile su TIM Games, il servizio di streaming di TIM che non richiede download né aggiornamenti.

Non ci resta quindi che aspettare ancora qualche settimana per mettere le mani su una possibile perla tutta italiana, che promette di farci sciogliere i grilletti del nostro Switch (se non di peggio). Ah, dimenticavamo: oltre alla difficoltà intrinseca dei livelli, la sfida si farà ancora più succulenta con le leaderboard online. Riuscirete ad essere i numeri uno?

Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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