Prima Bungie, con un investimento da 100 milioni di dollari, e dopo l'acquisto di una quota di Quantic Dream, che solcherà per la prima volta lidi multipiattaforma dopo anni di esclusive PlayStation.

Potremmo dividere la Cina dei videogiochi in due. Se la prima è rappresentata da Tencent, il colosso che ha quote azionarie in Ubisoft, Epic Games e possiede totalmente Riot Games e Supercell, la seconda metà è NetEase.

Tencent è chiaramente la più grande: 11 miliardi di dollari di ricavi nel terzo trimestre 2018, contro i 2,5 miliardi di NetEase. Ma la portata di quest'ultima non può essere sottovalutata, specialmente ora che sembra aver messo gli occhi su alcuni rilevanti studi occidentali.

Nel caso di Bungie, l'investimento è finalizzato alla realizzazione di un nuovo gioco. Possibile (difficile dire quanto probabile) che l'accordo con NetEase sia stato la spinta che serviva a Bungie per staccarsi definitivamente da Activision, mettendole soldi in tasca per avviare un progetto tutto suo. Inoltre, NetEase siederà nel consiglio di amministrazione.

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Ding Lei ha fondato NetEase nel 1997. La società è quotata al NASDAQ e ha una capitalizzazione di mercato di 32 miliardi di dollari.

L'acquisto di una fetta minore delle azioni di Quantic Dream, ha spiegato Simon Zhu, general manager per gli investimenti di NetEase, non è mirata a reinventare lo studio co-fondato da David Cage, bensì a supportare le sue attività. In poche parole, grazie all'investimento di NetEase, Quantic Dream potrà proseguire la propria visione autofinanziando i suoi giochi. Che arriveranno non solo su console PlayStation, ma anche su altre piattaforme. PC e Xbox sono ovviamente i principali candidati.

Ciò significherà che Quantic Dream si butterà su mobile e PC con giochi free-to-play? Difficile che accada tant'è che sia NetEase, sia lo studio francese, hanno subito rassicurato che la presenza dell'azienda cinese non intaccherà l'indipendenza creativa di Cage e soci, specificando che NetEase non ha mai chiesto niente del genere.

Ma chi è NetEase e qual è la sua storia in ambito videoludico? Sebbene la Cina dei videogiochi sia ormai esondata nel mondo occidentale come un fiume in piena, per anni Tencent e NetEase sono rimaste confinate nella propria patria, dove hanno consolidato la propria struttura (spesso oltre i confini videoludici, spaziando verso applicazioni di messaggistica e piattaforme di commercio elettronico).

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Diablo: Immortal sarà sviluppato da Blizzard in collaborazione con NetEase, che nel segmento mobile vanta una lunga esperienza.

Per quanto ai videogiocatori i loro nomi non fossero ancora arrivati, produttori come Blizzard Entertainment e Mojang avevano già stretto accordi con NetEase per portare alcune delle loro proprietà intellettuali (come World of Warcraft, Overwatch e Minecraft) in Cina. Il che è anche la ragione per cui il creatore di Diablo ha scelto NetEase come partner per sviluppare Diablo: Immortal per smartphone. Perché soltanto un'azienda cinese può capire davvero il mercato cinese, e senza un "ponte" tra il mercato occidentale e quello asiatico, sarebbe stato più complesso trasporre con successo certe esperienze videoludiche. E il mercato cinese è la terra promessa dei profitti mobile: le previsioni indicano in 24,7 miliardi il giro d'affari per il 2022, con oltre 700 milioni di utenti per il 2021.

Nonostante tali collaborazioni longeve, NetEase è stata più passiva nei confronti dei videogiochi occidentali rispetto alla rivale Tencent, che già nel 2008 deteneva oltre il 22% di Riot Games; la scalata si è conclusa tre anni dopo, quando il produttore cinese ha acquisito il 92% dello sviluppatore di League of Legends. NetEase ha aperto, invece, la sede nordamericana - la sua prima filiale occidentale - nel 2014 e prima di Bungie e Quantic Dream, non ha mai fatto notizia con rilevanti investimenti nelle case di sviluppo occidentali.

NetEase ha fatto la sua fortuna in Cina su PC e mobile, le due principali piattaforme da gioco in quel mercato (anche in virtù del blocco commerciale che ha tenuto le console lontano dalla Cina per molti anni). Rules of Survival è uno degli ultimi esempi: un gioco battle royale, con 200 milioni di milioni di utenti attivi e l'immancabile torneo annuale, la ROS World Championship. Le sue proprietà intellettuali mobile sono molteplici e tutte vantano un grande successo. Le radici di NetEase affondano però nel segmento degli MMO, con titoli come Fantasy Westward Journey.

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Rules of Survival è un battle royale mobile di NetEase. Ha già raggiunto 200 milioni di utenti in tutto il mondo.

Ma gli investimenti di NetEase nei videogiochi non si fermano a produzione e sviluppo: ha annunciato un piano da 155 milioni di dollari per creare un'ecosistema dedicato agli eSports, creando un dipartimento interno composto da conduttori, creatori di contenutori e manager; intende estendere la portata della sua piattaforma di streaming CC Live, che a oggi include 170 milioni di utenti registrati; in Cina ha anche aperto un'accademia per videogiocatori in collaborazione con le venti migliori università cinesi.

NetEase, in sostanza, si sta gradualmente trasformando da azienda focalizzata unicamente sulla produzione di videogiochi per la Cina (soprattutto MMO) a società globale volta a sposare generi più trasversali (come action RPG e battle royale) con una forte componente online, e aumentare la sua impronta negli esport e nel mercato internazionale creando collaborazioni durature con realtà già consolidate in Occidente (Bungie e Quantic Dream, per esempio), promettendo massima libertà creativa agli studi. Resta da capire se quest'ultima promessa verrà mantenuta e il futuro sarà un ottimo banco di prova.

Riguardo l'autore

Massimiliano Di Marco

Massimiliano Di Marco

Redattore

Aspetta la pensione per recuperare la libreria di giochi di Steam. Critica qualsiasi cosa si muova, soprattutto se videoludica, e gode alla vista di Super Mario e Batman.

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