Dopo mezza decade passata a produrre chip a 14nm, Intel si prepara a distribuire i primi processori a 10nm per i laptop. Questi ultimi costituiranno la decima generazione di Intel, nome in codice Ice Lake, e incorporeranno dozzine di nuove caratteristiche e miglioramenti prestazionali. Siamo di fronte ad uno dei passi avanti più incredibili a cui abbiamo potuto assistere in tempi recenti, almeno per quanto riguarda Intel, e possiamo dire che questa decima generazione potrebbe trasformare radicalmente il gaming su laptop, i processi basati sull'intelligenza artificiale e la creazione di contenuti. Oltre a tutto questo, c'è da considerare l'altro grande progetto di Intel, i laptop Project Athena. C'è davvero tanto da discutere, perciò non perdiamo altro tempo e passiamo ad analizzare i punti focali di questi nuovi prodotti.

Per cominciare diciamo subito che daremo un'occhiata al classico trittico di processori: un Core i3 per la fascia inferiore, un Core i5 per quella intermedia e un Core i7 per la fascia alta di mercato. Nessuna grossa sorpresa, Intel punta infatti a tre differenti TDP: 9W, 15W, e 28W, con i chip più veloci che offrono quattro core Sunny Cove con hyperthreading, una cache da 8MB LL e una frequenza maximum turbo di 4.1GHz. Intel menziona un aumento medio delle IPC di circa il 18% sui chip di decima generazione rispetto alle controparti di sesta, in una grande varietà di attività, il che è un miglioramento notevole.

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Alcuni processori a 10nm sono anche equipaggiati con una soluzione integrata per la grafica chiamata Iris Plus. L'idea è di offrire abbastanza potenza (più di un teraflop) da garantire i 1080p/60fps in titoli da esport come Fortnite o Apex Legends. I risultati registrati e forniti da Intel mostrano un miglioramento nel frame-rate del 40/80% in giochi come Counter Strike: Global Offensive, Overwatch, Fortnite e Rainbow Six: Siege a settaggi medi, rispetto agli stessi test su chip di scorsa generazione. La nuova GPU integrata, inoltre, beneficia di una più veloce RAM LPDDR4X-3733, rispetto alla DDR4 2400 inserita nei processori di ottava generazione.

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Cliccate sull'immagine per uno sguardo alle performance dei prodotti Intel di decima generazione.

Questi risultati corrispondono alla dimostrazione che ci è stata data all'evento di Intel in cui il frame-rate medio di CS:GO a 1080p e settaggi medi è passato dai 43fps su un sistema di ottava generazione agli 87fps sull'equivalente di decima. Speriamo di vedere risultati simili, in futuro, nei nostri test in un ambiente più controllato. Potete vedere le scene testate qui sotto con i punteggi incorporati in ciascuno screenshot (e potete anche scaricarli nella loro versione originale, cliccando qui). L'azienda, inoltre, ha mostrato un nuovo supporto all'adaptive sync che elimina i fenomeni di tearing e di judder senza l'eccessivo input lag imposto dal v-sync tradizionale. Abbiamo scoperto che l'adaptive sync è più utile in giochi che girano tra i 40 e i 60fps, perciò sarà sicuramente una buona opzione per i titoli più recenti che non riescono a raggiungere prestazioni ottimali sugli schermi a 60Hz dei laptop.

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Le granate fumogene sono la cosa più difficile da renderizzare in CSGO. Le macchine di ottava generazione calano fino a 30fps mentre i modelli di decima superano i 60fps. In scene meno complesse, comunque, c'è ancora un bel gap: 43fps contro 85fps. Cliccate sull'immagine qui sopra per vedere l'immagine ingrandita o sul link poco più sopra per scaricare gli screenshot in versione originale.

Intel ha anche migliorato il playback dei video e il rendering, raddoppiando la velocità di encoding HEVC e aggiungendo il supporto all'HDR10 e al DolbyVision. Tutto questo dovrebbe garantire l'encoding in tempo reale o il decoding di video 8K a 10-bit. In termini di connettività, possono essere collegati fino a tre display 4K60 e c'è anche il supporto ai monitor 5K60 e 4K120 a 10-bit.

Oltre ad offrire prestazioni migliorate su tutta la linea, la decima generazione di Intel per il mercato mobile dovrebbe offrire anche alcune nuove feature. Precedentemente, i produttori di laptop supportavano la velocità Thunderbolt 3 solo su una o due porte USB-C, spesso su un solo lato della macchina ma i laptop di nuova generazione dovrebbero essere capaci di offrire i 40GBps su quattro diverse porte USB-C. Questo accade perché il Thunderbolt 3 è stato integrato nel chipset e, di conseguenza, richiede meno spazio fisico. L'implementazione di Thunderbolt 3 di Intel, teoricamente, è conforme al prossimo standard USB 4 che aggiungerà il tunneling USB ma non abbiamo ancora avuto modo di mettere le mani sopra un dispositivo adatto a questo tipo di prove.

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In più, questi chip di decima generazione, dispongono di hardware integrato per l'ultimo standard Wi-Fi, l' 802.11ax (meglio conosciuto come Wi-Fi 6). Intel propone la propria personale interpretazione di questo standard, chiamata Wi-Fi 6 Gig+, il quale utilizza canali a 160MHz che garantiscono velocità fino a 1680Mbps (meglio di una connessione cablata da un gigabit e quasi tre volte più veloce dei 600Mbps offerti dai canali standard a 80MHz). Il Wi-Fi 6 Gig+, inoltre, include OBSS, una tecnologia di filtering del rumore della rete che permette al network di rimanere piuttosto efficiente anche in condizioni di estrema congestione.

Tutto questo è stato incluso in un prodotto dalle dimensioni decisamente inferiori rispetto al passato e i produttori di laptop potranno scegliere tra i formati da 2230 o da 1216. Intel, inoltre, potrà offrire questi chip per il Wi-Fi 6 Gig+ alle aziende che producono router e gateway, in modo che i nuovi laptop possano effettivamente sfruttare queste velocità superiori.

Il colosso statunitense, inoltre, ha potenziato il suo sistema Dynamic Tuning 2.0 che utilizza il machine learning per massimizzare le prestazioni. Prevedendo i carichi di lavoro in tempo utile, infatti, il sistema potrà controllare la velocità del processore in modo più intelligente per evitare di raggiungere temperature estreme.

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I chip Ice Lake eseguono le attività basate sull'IA molto più velocemente rispetto ai predecessori. Intel parla di performance 2/2,5 volte più veloci grazie all'utilizzo di MobileNet e ResNet, due network di deep learning. Intel ha fornito diverse demo che mostrano gli effetti pratici di queste prestazioni migliorate: si passa dalla classificazione delle immagini in base al soggetto alla messa a fuoco delle foto, dalla rimozione del rumore nelle chiamate Skype all'applicazione di filtri in un video. In ciascun caso, i nuovi sistemi gestiscono queste attività in modo significativamente più veloci rispetto a quanto visto in passato. In definitiva, le applicazioni del machine learning in framework come Windows ML, Apple Core ML e Intel OpenVINO dovrebbero beneficiare di questi miglioramenti.

Raggiungere la decima iterazione di qualsiasi prodotto è un bel traguardo e, a tal proposito, Intel sta offrendo alcuni miglioramenti sostanziali, particolarmente nel campo dell'Intelligenza Artificiale e della grafica. Ad ogni modo aspettiamo di testare questi nuovi chip con le nostre mani prima di esprimerci in un verdetto definitivo. A questo punto rimane da capire cosa offrirà AMD e quale delle due aziende proporrà il prodotto migliore. Rimanete sintonizzati!

Riguardo l'autore

Will Judd

Will Judd

Senior Staff Writer, Digital Foundry

A bizarre British-American hybrid, Will turns caffeine into technology articles through a little-known process called 'writing'. His favourite games are Counter-Strike, StarCraft and Fallout 2.