Switch Lite è in arrivo, ma che ne è del modello Pro? - articolo

La console mini rappresenta davvero l'unico nuovo lancio?

Con l'annuncio di pochi giorni fa del reveal di Switch Lite, la strategia di Nintendo relativa al refresh della sua console ibrida è finalmente venuta allo scoperto. Ne avevamo già discusso a marzo 2019 con la storia raccontata da The Wall Street Journal, che voleva il modello di lancio di Switch sostituito da due nuove macchine. The WSJ parlava di un modello più economico, adesso ufficializzato col nome di Switch Lite, e di una versione più potente dedicata ai videogiocatori più esigenti. Ma che ne è stato di quest'altro modello?

Se uno Switch Pro (o Power Switch, come preferisco chiamarlo) è in arrivo, sicuramente non sarà a breve. Il capo di Nintendo, dall'improbabile nome Doug Bowser, ha preannunciato ulteriori lanci hardware nel corso dell'anno, ma sarà il caso di una versione revisionata della console originale, le cui modifiche non saranno molto riconoscibili dai consumatori e che non avrà un marketing alle spalle. Si tratterà semplicemente di un hardware refresh, non di una macchina tutta nuova.

Quel che rende possibile l'arrivo sul mercato di entrambi i modelli concept Lite e Power è una nuova revisione del processore di Switch Tegra X1, nome in codice 'Mariko', che altro non è se non una versione più piccola, fresca ed efficiente della versione originale chiamata in codice 'Logan'. Lanciato per la prima volta nel 2015, il Tegra X1 era un chip da 121mm2 che utilizzava lo scarsamente impiegato (e ora obsoleto) processo produttivo a 20nm di TSMC. Mariko dovrebbe invece utilizzare un die shrink 16nm FinFET, la stessa revisione hardware che ha reso possibili Xbox One S e PS4 Slim.

Grazie all'adozione dello stesso chip in un'imminente revisione della micro-console Android TV Shield di Nvidia, sappiamo tutto di Mariko, visto che Nvidia ha pubblicato il codice Linux e Android compatibile con il nuovo SoC. Sì, utilizza voltaggi più bassi e consuma meno energia a parità di clock, ma la sua GPU può spingersi a una frequenza di clock maggiore del 25 percento rispetto al modello originale Logan. E quindi è proprio qui che si basano le fondamenta per i due modelli Lite e Power di Switch, ma i piani di Nintendo potrebbero essere abbastanza diversi.

Una video analisi del reveal di Switch Lite. Attenzione: contiene scene simulate di gioia ed esuberanza da gaming.

La fase uno è adesso pubblica. Switch Lite utilizza i minori requisiti di energia di Mariko facendo parte del programma di contenimento di costi atto a portare sul mercato una console più economica. Il nuovo chip è certamente più efficiente dal punto di vista energetico, rendendo possibile una miniaturizzazione del sistema di raffreddamento, ma anche una riduzione della capacità della batteria. Il primo modello di Switch è equipaggiato con una batteria da 4310mAh, ed il reverse engineering dell'ultimo firmware di Switch suggerisce che la batteria del Lite sarà di 3300mAh.

Nonostante ciò, la longevità della batteria è più alta, a detta di Nintendo. La compagnia lancia però messaggi contrastanti. Il modello originale della console durava tra due ore e mezza e sei-sei ore e mezza, mentre il Lite offre da tre a sette ore di gioco continuato. Questa miglioria è in linea con la politica di 'leggero miglioramento' del marketing di Nintendo. Ma in aggiunta a questo, l'azienda afferma che gli utenti possono aspettarsi una longevità di quattro ore in Zelda: Breath of the Wild con una singola ricarica, una durata maggiore del 33,3 percento rispetto alle tre ore garantite dal modello originale.

I vantaggi tangibili di Mariko sono ancora da verificare, ma è chiaro che il form-factor ed il taglio al prezzo sono i fattori trainanti, e Nintendo intende fornire un'unità più economica con un sacco di funzionalità rimosse. Questo è in pratica un Nintendo Switch che non fa switch, una console pensata per essere esclusivamente portatile e che di conseguenza non include la dock nella confezione, ma non c'è nemmeno il supporto HDMI per collegarla alle TV. E questo implica che avrete una libreria di titoli ristretta per giocare. Essendo più piccola, la console riduce anche lo schermo a 5,5" dai 6,2" dell'originale, ma la risoluzione rimane la stessa, ovvero 720p.

E poi c'è l'assenza dei Joy-Con. I controlli integrati implicano che la configurazione tabletop è completamente eliminata, mentre alcuni dei più innovativi esperimenti come 1-2 Switch non sono supportati (a meno che non recuperiate a parte una coppia di Joy-Con con una spesa che però levita considerevolmente verso il prezzo di Switch standard). Non c'è supporto nemmeno al sensore IR e particolarmente deludente è l'assenza dell'HD rumble, sperando che questo non equivalga alla fine di questa feature di Switch, purtroppo spesso poco considerata. Detto ciò, è bello vedere l'aggiunta di un D-pad tradizionale in stile Nintendo. Il design di Switch Lite segue l'estetica del New 2DS, dovremmo aspettarci una superficie ruvida, amica del pubblico più giovane.

La nostra analisi iniziale della revisione Mariko del Tegra di Switch, che verrà impiegata anche nella nuova versione della console streaming Nvidia Shield Android TV.

Ulteriori modifiche in profondità sono state scoperte dagli hacker tramite il reverse engineering dell'OS di Switch, conosciuto internamente col nome Horizon. Si tratta della stessa tecnica che ha rivelato al mondo l'esistenza di Mariko nel marzo 2019, contestualmente al lancio del firmware 5.0. Grazie a questo spunto, sappiamo anche che la memoria passa da LPDDR4 a LPDDR4X, che garantisce un ulteriore risparmio della batteria e la possibilità di arrivare a un massimo di 8GB contro i 6Gb dell'attuale unità devkit (ma tutte le unità destinate al pubblico rimarranno equipaggiate con 4GB).

Tutto questo per dire che Switch Lite calza perfettamente con la storia raccontata originariamente da The Wall Street Journal: abbiamo per davvero un modello più economico di Switch in arrivo, che taglia un terzo del prezzo assieme a una serie di caratteristiche chiave rimosse dalla console originale. Detto ciò, penso che l'idea di base sia buona: personalmente, considero Switch una brillante console portatile che non fornisce abbastanza potenza grafica quando la sua GPU a basso consumo è collegata a un grande schermo da salotto. E considerando ciò, accoglierei favorevolmente una versione Power Switch con "feature migliorate indirizzate ai videogiocatori esigenti".

Ma la domanda è: l'avremo? Considerando quanto Mariko possa fornire in termini di potenza, una macchina castrata con obiettivo primario il taglio dei costi è una mossa in pieno stile Nintendo, ma difficilmente sfrutterà il massimo dal processore Tegra, che sappiamo in grado di prestazioni migliori. Switch Lite però non pone termine alla storia di Mariko. Un documento FCC è venuto fuori questa settimana, con Nintendo che parlava di un secondo nuovo modello di Switch. Nuova memoria NAND, una revisione del PCB e un nuovo SoC che sono gli unici cambiamenti descritti. Quindi sì, è in arrivo un nuovo hardware, ma è semplicemente la stessa versione della console che conosciamo e amiamo, semplicemente basata sul più efficiente chip Mariko. Ogni speranza riguardante un terzo processore è al momento accantonata dunque, visto che nel firmware di Switch c'è esclusivamente il supporto per le due revisioni del Tegra, Logan e Mariko.

Le performance di Switch potrebbero continuare ad evolversi nel corso del tempo. Nintendo sta già spingendo le prestazioni dell'hardware originale, con l'utilizzo del CPU boost per ridurre i tempi di caricamento e di clock aggressivi della GPU in modalità portatile.

Ci sono sia buone che cattive notizie qui. La buona notizia è che la GPU di Mariko è in grado di sostenere frequenze di clock più elevate che non sono utilizzate nel modello Lite. Il chip ha infatti un clock massimo per la GPU pari a 1,27GHz, ma Nintendo raramente spinge i chip impiegati dalle sue console al massimo teorico. Con questo assunto, un incremento di clock sulla soglia di 1GHz sarebbe un bel balzo dagli attuali 768MHz della configurazione docked, e non così improbabile. La cattiva notizia è che secondo gli hacker che hanno compiuto il reverse engineering al firmware attuale, il nuovo modello gira alle stesse frequenze di clock dell'attuale, pur avendo le potenzialità di andare oltre grazie alla revisione del chip Mariko. Ciò non implica automaticamente che Nintendo non possa cambiare questa cosa in futuro, ma al momento la situazione è questa.

Da un lato ci piacerebbe vedere maggiore potenza sul piatto, ma d'altro canto stiamo parlando di un semplice boost di soli 200-300MHz alla GPU sulle specifiche Mariko. Sulla carta è un grosso aumento percentuale, ma probabilmente non è sufficiente a spingere Nintendo ad aggiungere nuovi profili hardware, o ad indurre gli sviluppatori software a spendere ulteriore tempo nello sviluppo, creando una modalità performance che può essere utilizzata da una ristretta cerchia di utenti. La funzionalità c'è nella GPU, e sarà interessante vedere le decisioni di Nintendo nel lungo termine.

La seconda revisione di Switch ha quindi tutti i segni distintivi di un 'update silenzioso': le vecchie scorte saranno sostituite dalle nuove unità al tempo giusto, ma il numero seriale sarà l'unico metodo per distinguere le nuove unità, visto che l'aspetto sarà totalmente uguale a quello del modello precedente. Inoltre, questa revisione vanta una durata della batteria maggiore grazie all'adozione di un'unità dello stesso amperaggio, la cui durata massima si attesta a 9 ore, come dichiarato da Nintendo in un recente annuncio ufficiale. Il documento FCC suggerisce che numerose versioni possano susseguirsi senza alcun clamoroso annuncio, in modo simile alle revisioni hardware come quelle dell'eccellente PS4 Pro CUH-7200.

Vedremo qualche tipo di hardware più potente? Nintendo è una compagnia che guarda sempre avanti, al punto tale che nel firmware attuale sembra esserci conferma del supporto a ulteriori die-shrink del processore Tegra X1, ma al momento non c'è alcuna evidenza di qualcosa di uovo all'orizzonte. Comunque, i test svolti dal nostro ufficio su esemplari di Switch modificati mostrano un sistema che si adatta facilmente a frequenze più alte di CPU, GPU e memoria, senza andare a incombere in grossi problemi di compatibilità. Una funzionalità di Boost mode simile a quella di PS4 Pro sarebbe un bel bonus per i gamer enthusiast, ma a patto di essere abbinata a una batteria più capace. Potrebbe andare in modo simile a quanto profetizzato da the Wall Street Journal, ma è davvero questa l'unica strada che Nintendo potrebbe intraprendere?

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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