Zombie Army 4: Dead War - prova

Chi non muore si rivede.

Uno degli elementi che rende i giochi di Valve leggendari è il fatto che a distanza di tanti anni sono ancora per molti versi insuperati. La capacità di raccontare la storia senza interruzione e filmati di Half Life 2, il raffinato bilanciamento di Counter-Strike o la capacità di spingere la comunità a creare nuovi contenuti o a partecipare alla creazione dei montepremi più ricchi di sempre in campo esport di Dota2 rendono lo sviluppatore di Bellevue un'avanguardia, nonostante siano anni che non pubblichi nulla con regolarità.

Tra gli elementi più pregiati mai creati da Valve c'è però anche l'IA Director. Dietro a questo nome si cela un'intelligenza artificiale che regola il flusso dei nemici, la loro pericolosità e intensità in base all'andamento della partita. Bastava questo elemento per rendere ogni partita di Left4Dead (del suo seguito e di Alien Swarm) sempre diversa, impegnativa e avvincente.

Senza l'IA Director tutti gli altri tentativi di giochi similari sono sempre sembrati piuttosto piatti e banali. Relegando in questo modo il genere ad una sparuta nicchia per via di un successo nemmeno comparabile a quello dei capolavori di Valve e Turtle Rock.

I tempi sembrano però essere maturi per un degno erede del gioco del 2009. Mentre Turtle Rock ha annunciato Back 4 Blood, una sorta di seguito spirituale di L4D in uscita nel 2020 su Xbox One, PS4 e PC, Rebellion ha deciso di creare il quarto capitolo della sue folle serie Zombie Army.

Per chi non lo sapesse Zombie Army 4: Dead War è una sorta di spin-off di Sniper Elite nel quale i nazisti sono sempre presenti in grandi quantità, solo che questa volta sono in formato zombie. Il nostro compito, possibilmente accompagnati da tre amici, sarà quello di farci largo tra legioni di affamati mangia-cervelli per salvare non solo la nostra pellaccia, ma anche l'intera umanità.

Sembra, infatti, che non sia bastato spedire Hitler negli inferi per avere la meglio del malvagio dittatore. I non morti continuano a comparire a fiotti e l'Armageddon si sta avvicinando a lunghe falcate. La Brigata dei sopravvissuti, quindi, dovrà imbracciare nuovamente le sue strampalate armi e intraprendere un pericoloso viaggio che la porterà a toccare alcuni dei posti più iconici dell'Europa, Italia inclusa.

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Anche i nazisti non si accontenteranno del solito arsenale.

O meglio, così ci hanno detto gli sviluppatori. Questo perché, non sappiamo se sia per colpa degli zombie o dei nazisti, le nostre città sono profondamente diverse da quelle che siamo abituati a conoscere. In altre parole anche se il gioco dice che siamo a Milano, in realtà potremmo essere in qualunque luogo grigio e devastato del mondo. L'importante, infatti, è che ci siano zombie da colpire, munizioni e potenziamenti grazie ai quali rendere le armi delle bocche da fuoco progressivamente più potenti ed efficaci.

Come è facile capire guardando più di 5 minuti di gameplay, Zombie Army 4: Dead War è tutto fuorché un un prodotto che si prende sul serio. Tra poteri speciali in grado di incenerire decine di zombie contemporaneamente, bocche da fuoco potenziabili, gigantesche mitragliatrici da rubare a nemici altrettanto grandi e le classiche kill-cam, ovvero quelle inquadrature in grado di sottolineare ogni uccisione particolarmente cruenta, evidenziando gli organi interni degli zombie che esplodono sotto il nostro colpo, l'intera campagna è un susseguirsi di situazioni estreme.

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La Kill-Cam funziona in modo del tutto simile a Sniper Elite.

La struttura del gioco è una sorta di via di mezzo tra Left4Dead e la modalità Zombie di Call of Duty. La progressione nei livelli, infatti, è piuttosto lineare e inframmezzata da rifugi nei quali ricaricare le armi e fare il pieno di kit del pronto soccorso. Tra un luogo sicuro e il successivo, però, non ci sarà solo da combattere, ma anche da portare a termine missioni di varia natura e potenziare le abilità dei protagonisti e del loro arsenale.

Nei livelli provati durante un evento stampa organizzato da Koch Media, il distrubutore italiano del gioco, abbiamo riempito il serbatoio di diversi generatori di corrente sparsi in una discarica infestata così da riattivare la porta di ingresso di un bunker, abbiamo portato a termine un esperimento scientifico lasciato a metà e ovviamente abbiamo massacrato tonnellate di feroci non morti.

Nulla di particolarmente cervellotico, quindi, ma sufficientemente impegnativo da rendere i combattimenti ancora più adrenalinici. La squadre dovrà sia rintuzzare gli assalti di orde di zombie sempre più resistenti e aggressive, sia cercare di portare a termine la missione, magari tenendo un occhio al counter delle combo, fondamentale per raggiungere il punteggio del livello più alto. Nel caso in cui la sfida sia troppo semplice sarà possibile alzare il livello di difficoltà. Un ulteriore livello di sfida dovrebbe essere messo a disposizione dei giocatori dopo il 4 febbraio 2020, giorno in cui Zombie Army 4: Dead War arriverà nei negozi su Xbox One, PS4 e PC.

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Siamo a Milano, non lo avevate capito?

Niente IA Director, quindi, il che potrebbe pregiudicare la rigiocabilità di un prodotto che al primo passaggio, grazie alle tonnellate di azione, alle budella spappolate e alle armi in grado di scatenare fuoco e fulmini sembra in grado di intrattenere col giusto piglio. Nulla di particolarmente raffinato, d'altra parte i Rebellion non possono mettere in campo i valori produttivi di Valve o Activision, ma genuinamente fracassone ed esageratamente sanguinolento.

Zombie Army 4: Dead War sembra quindi un buon modo per iniziare il prossimo decennio. Si tratta di una leggera, disimpegnata e adrenalinica cavalcata tra orde di nazi-zombie da frullare in compagnia di un gruppo di amici. L'occasione per serate relax nelle quali staccare il cervello e lasciare le dita libere di sparare a tutto quello che si muove. Si tratta di un gioco con qualche limite tecnico e strutturale, compensato abbondantemente dal prezzo budget (circa 50 euro su Amazon in questo momento) e dalla voglia di divertire e divertirsi del team.

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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