La GPU da 12 teraflop di Xbox Series X è più potente di quanto immaginassimo? - articolo

Confermato: la tecnologia RDNA 2 può offrire un livello di performance superiore rispetto ai prodotti AMD attualmente disponibili sul mercato.

Proviamo a dare una risposta all'annosa questione: fondamentalmente, cosa definisce la next-gen? Dopo l'ultimo intervento del capo della divisione Xbox, Phil Spencer, su Xbox Wire, abbiamo avuto nuove informazioni sulle specifiche tecniche di Series X che confermano le prospettive di un futuro roseo per la piattaforma grazie all'impiego di dischi a stato solido. Oltre a questo, però, ci è anche stato ricordato che, per quanto la potenza bruta sia importante, l'innovazione tecnologica ricoprirà un ruolo altrettanto essenziale.

Ad ogni modo, nonostante sia stato sottolineato l'impegno di Microsoft sullo sviluppo di nuove idee, è stata anche enfatizzata l'incredibile potenza della GPU di Xbox Series X. In un'intervista concessa a GameSpot alla fine del 2019, Spencer ci invitava a 'fare due calcoli' sulla base della nozione che la nuova console avrà il doppio della potenza grafica di Xbox One X e oltre otto volte quella di Xbox One standard. In breve, Spencer implicava che Series X avrebbe montato una GPU da ben 12 teraflop (senza menzionare, però, che con le innovazioni nel campo dell'architettura delle schede grafiche, la GPU della nuova macchina non avrebbe avuto bisogno di 12TF per offrire il doppio delle performance di Xbox One X). Come hanno dimostrato i nostri test, una scheda grafica da 9/10TF avrebbe potuto tranquillamente gestire questo tipo di impresa.

L'articolo pubblicato recentemente sul blog, tuttavia, chiarifica la situazione e apre le porte a una serie di buone notizie. La conferma inequivocabile dell'impiego di una GPU da 12TF convalida le affermazioni di Microsoft sull'adozione di una GPU dal doppio della potenza rispetto a Xbox One X ma le performance potrebbero anche superare agevolmente quella soglia. L'azienda, comunque, si è spinta anche oltre, dichiarando che la nuovissima architettura RDNA 2 di AMD rappresenterà il cuore di Series X. Ciò significa che potrebbero esserci ulteriori ottimizzazioni nel design della scheda AMD Navi implementata nella macchina di cui non sappiamo ancora nulla perché non abbiamo dei componenti PC equivalenti su cui condurre dei test.

RDNA 2 offre il supporto al Variable Rate Shading (una feature spesso menzionata da Spencer), il quale dà priorità al rendering di precisione delle aree più importanti a schermo riducendo il lavoro su pixel di minore rilievo (come, ad esempio, zone a basso contrasto o ad alto ritmo). Il design aggiornato di Navi include anche il Ray Tracing accelerato via hardware e ora sappiamo anche che Series X utilizzerà le stesse API DXR della maggior parte dei titoli PC che supportano il RT. Si tratta di un'ottima notizia: c'è voluto un po', per gli sviluppatori, ad abituarsi all'impiego del Ray Tracing ma, con ogni probabilità, Series X non rappresenterà una grande differenza rispetto al PC.

Nell'ultimo episodio di DF Direct, John e Rich discutono degli annunci salienti fatti da Microsoft su Xbox Series X.

Ovviamente, però, ci sono ancora molte cose che non sappiamo su RDNA 2. Microsoft, infatti, sta lavorando, in parallelo al Ray Tracing, sul machine learning accelerato via hadware tramite DirectML. Le GPU Nvidia possono contare sui tensor core per gestire questi carichi di lavoro ma resta da chiarire se anche quelle di AMD o le equivalenti custom di Microsoft potranno offrire della componentistica simile. È anche curioso notare che, secondo la roadmap pubblicata da AMD, l'ultimo aggiornamento di RDNA si basa su una versione rifinita del processo di produzione a 7nm dei chip visto nelle CPU Ryzen 3000 e nelle GPU Navi. Ciò significa che anche Series X utilizzerà questo tipo di processo? Sarebbe una mossa inusuale per il mondo delle console ma c'è già qualche precedente. In definitiva, dunque, possiamo affermare con certezza che la nuova console di Microsoft offrirà una GPU più grande di tutte quelle prodotte da AMD per il mercato PC ma anche che sarà basata sull'ultimissima versione della loro tecnologia proprietaria.

La comunicazione di Microsoft è così precisa e sicura che dà quasi la sensazione che l'azienda stia lanciando un vero e proprio guanto di sfida alla sua principale rivale: Sony. Nessuno poteva aspettarsi che Microsoft o Sony resuscitassero il concetto di teraflop come misura della potenza delle console (specialmente per via del fatto che non si tratta di un modo accurato di esprimere le reali capacità di una GPU). Possiamo dedurre, quindi, che Microsoft è talmente sicura dei propri mezzi da mettere la nuova console in diretta comparazione con Xbox One X e, probabilmente, sottostimare la reale potenza di Series X.

Menzionare direttamente RDNA 2, inoltre, è una mossa abbastanza precisa da parte di Microsoft poiché esclude la possibilità di utilizzare una tecnologia più datata ma aggiornata con gli ultimi ritrovati della roadmap AMD, nella nuova macchina (un espediente già utilizzato su Xbox One X e PS4 Pro per rendere più semplice la compatibilità con la libreria di giochi pre-esistente). Non saremmo sorpresi se RDNA avesse integrato un certo livello di compatibilità con le versioni precedenti, se non altro per consentire a AMD di mantenere più facilmente due partner cruciali nella sua attività ma, a prescindere da tutto questo, il nuovo post sul blog contiene anche una serie di interessanti frammenti di informazioni circa il modo in cui i vecchi giochi verranno eseguiti sulla nuova macchina. Come se non bastasse, c'è anche un indizio sul modo rivoluzionario in cui potrà essere gestita la retrocompatibilità.

La nostra analisi approfondita sul reveal di Series X, avvenuto a dicembre del 2019.

Similmente a gran parte dei contenuti del blog, la sezione dedicata alla retrocompatibilità indugia su molti concetti già noti: Series X permetterà agli utenti di giocare a titoli provenienti dalla scorsa generazione con un occhio di riguardo per un frame-rate più stabile e tempi di caricamento ridotti (un po' come accadeva su Xbox One X). Tuttavia, l'elemento più intrigante è l'accenno ad un possibile 'incremento in termini di risoluzione e fedeltà visiva'. D'altra parte, però, abbiamo già visto una soluzione simile in Xbox One X: il filtering anisotropico del sistema, in combinazione con la potenza della sua GPU, poteva spingere la risoluzione dinamica del titoli all'output massimo di pixel. Microsoft potrebbe semplicemente stare descrivendo questa soluzione nel nuovo articolo pubblicato sul blog: non viene fatta alcuna menzione al DRS.

Ciò conduce alla domanda più impellente circa gli annunci recenti di Microsoft: l'azienda potrebbe essere intenzionata a forzare un incremento della risoluzione sui giochi Xbox One esistenti, anche nel caso in cui questi ultimi non utilizzassero lo scaling dinamico della risoluzione? In passato, Phil Spencer ci ha abituati a una serie di piccoli indizi nella sua strategia comunicativa. Il capo di Xbox, infatti, ama includere delle anticipazioni sui piani futuri dell'azienda nelle sue interviste ed è pienamente consapevole di dover mantenere questo tipo di promesse. Nel frattempo, il team che si occupa della retrocompatibilità ha prodotto versioni ad alta risoluzione di titoli di vecchia generazione grazie a soluzioni di emulazione innovative: i giochi per l'originale Xbox girano con una risoluzione 4 volte superiore su Xbox One e 8 volte superiore su Xbox One X. Allo stesso tempo, alcuni giochi per Xbox 360 operano con una risoluzione 9 volte superiore grazie alle patch 'X-Enhanced', un processo che li porta dai 720p nativi al 4K in modo quasi magico.

Potremmo vedere risoluzioni ancora più alte per i giochi Xbox One su Series X? La storia di Microsoft è costellata di successi, sotto questo punto di vista: non ci resta che aspettare e vedere cosa succede. Sarà interessante, inoltre, scoprire quali saranno le strategie del colosso di Redmond per contrastare un eventuale annuncio dell'inclusione della retrocompatibilità anche su PS5.

Le prospettive sono a dir poco allettanti. Se, per esempio, Microsoft decidesse di raddoppiare la risoluzione su entrambi gli assi, vedremmo i titoli di Xbox One S passare da 1080p a 4K, assisteremmo ad un passaggio da 900p a 1800p per molti dei giochi presenti sul mercato e quelli a 720p raggiungerebbero agevolmente i 1440p. Series X può vantare circa 8 volte la potenza di calcolo di Xbox One e, di conseguenza, il moltiplicatore della risoluzione potrebbe essere anche più alto. Per ora si tratta solo di speculazioni basate sul post di Spencer sul blog ma le parole utilizzate dal boss di Xbox sembrano quasi intenzionalmente ambigue.

Microsoft ha già parlato dell'SSD di Series X in precedenza, affermando che può essere utilizzato come RAM virtuale. Cosa significa? Rich ha qualche teoria.

Ci sarebbe ancora molto da discutere dopo questi annunci ma, per concludere, crediamo che, al di là della potenza innegabile di Series X, l'elemento più interessante sia il modo in cui Xbox stessa stia evolvendo come piattaforma per il gaming. In passato, Phil Spencer ha sempre sottolineato la volontà di Microsoft di permettere agli utenti di mantenere la propria libreria di giochi passando di generazione in generazione. La prospettiva di acquistare un gioco e poterne usufruire anche sulle macchine di prossima generazione è assolutamente grandiosa: si tratta del livello successivo rispetto alla strategia basata sulle patch adottata per PS4 Pro e Xbox Series X.

Dal punto di vista dei consumatori, dunque, siamo di fronte ad una soluzione elegante per affrontare il periodo cross-gen che, solitamente, risulta confuso e problematico. Se acquisterete Halo: Infinite su Xbox One, riceverete automaticamente anche la versione per Series X e, analogamente, se deciderete di acquistare Cyberpunk 2077, ne avrete anche una copia per la console di prossima generazione, come annunciato di recente da CD Projekt RED.

Microsoft ha adottato un sistema denominato Smart Delivery per garantire che i giusti dati vengano trasmessi al giusto hardware. Si tratta dell'evoluzione del sistema Intelligent Delivery dell'era Xbox One X, progettato per dare agli utenti la libertà di scegliere quali parti del gioco scaricare prima (una soluzione impiegata per assicurarsi che gli utenti di Xbox One S non fossero costretti a scaricare dati che non avrebbero potuto utilizzare). Lo Smart Delivery sembra essere il passo successivo di questo concetto.

In effetti, gli annunci fatti da Microsoft di recente sulle pagine del blog aprono la strada a quello che potrebbe essere un periodo cross-generazionale piuttosto prolungato. L'idea di abolire definitivamente la 'tassa' necessaria per accedere alla next-gen non può essere altro che una buona cosa e, da quanto abbiamo potuto apprendere da alcune fonti interne, il desiderio di Microsoft è quello di spingere gli sviluppatori third party ad adottare la stessa filosofia. È un fattore importante per il team di Xbox, al punto da essere visto come una delle feature fondamentali della nuova piattaforma.

Se le specifiche rivelate dal leak di AMD di dicembre fossero corrette, Microsoft avrebbe un vantaggio prestazionale non indifferente con Series X. Senza il giusto contesto, però, il conteggio dei teraflop lascia il tempo che trova.

Ad ogni modo, il fatto che i publisher possano decidere autonomamente potrebbe condurre a qualche problema: cosa succede se qualcuno di essi decidesse di non accettare la politica di Microsoft? Oltre a questo, comunque, siamo curiosi di conoscere le dinamiche dello Smart Delivery e di avere ulteriore chiarezza. Per esempio, i possessori di Series X potranno acquistare giochi su disco che non richiedono ulteriori download? Xbox One S e Xbox One X supportano, in teoria, i bluray da 100GB necessari per i giochi next-gen ma non si può dire altrettanto dell'hardware dell'originale Xbox One. Ciò significa che i vecchi modelli non saranno compatibili con i giochi distribuiti su dischi da 100GB? Per i collezionisti di giochi fisici, questo potrebbe essere un vero problema!

Nonostante abbia reiterato molte delle informazioni già in nostro possesso, il recente annuncio riguardante Xbox Series X ha avuto un impatto notevole sulla community dei giocatori. Oltre a confermare alcune delle credenziali tecniche della propria console next-gen, Microsoft ha svelato anche la propria strategia per la gestione del periodo a cavallo tra le generazioni con una politica che ha incontrato il favore degli utenti. Ora la parola passa a Sony che, stranamente, continua a mantenere il silenzio su PS5, al netto delle informazioni rilasciate negli articoli pubblicati da Wired.

Da quel momento in poi, infatti, Sony ha solo mostrato il logo della console e ciò che sembra un placeholder sul sito ufficiale. Non ci resta che sperare di ricevere qualche dettaglio in più in tempi brevi. Al momento, però, possiamo già supporre che a dispetto delle inevitabili similitudini tra le due console, Sony potrà proporre una visione del futuro alquanto differente rispetto a quella di Microsoft oltre che un diverso design dell'hardware. Se i leak di AMD si rivelassero accurati, la disputa sulla potenza delle console sarebbe già conclusa. Come dice Phil Spencer, però, la potenza bruta è solo una parte della storia...

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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