Gloomwood - prova

Sulle orme di Thief e Dishonored in un FPS/stealth cupo e misterioso.

"We want Bloodborne!" Un coro unanime e martellante, inarrestabile che per quasi due ore è spuntato più o meno insistentemente. "We want Bloodborne!" continua ad apparire imperterrito nelle chat delle dirette del PC Gaming Show. "We want Bloodborne!" perché le esclusive Sony stanno iniziando a sbarcare anche su PC in qualche caso e perché proprio il titolo realizzato da From Software e Japan Studio è stato protagonista di un paio di rumor apparentemente molto credibili.

Poi a un certo punto l'annuncio: al termine del PC Gaming Show ci sarà una sorpresa, non andate via immediatamente. "We want Bloodborne!" si ferma improvvisamente ma poi si intensifica in maniera esponenziale, ormai sembra l'unico messaggio in chat. Buio, una luna piena, una città cupa e maledetta, una spada. "We want Bloodborne!" improvvisamente sparisce completamente.

In effetti molti ingredienti ci sono. C'è il combattimento all'arma bianca ma ci sono anche le armi da fuoco. C'è l'atmosfera oscura che flirta con l'horror e c'è la sensazione di trovarsi alle prese con un'avventura che non sarà di certo una scampagnata. Lo stile retro però è una certezza: a meno che non si tratti di Bloodborne Demake qui di Bloodborne non c'è assolutamente nulla. Alla fine è Gloomwood il nome che spunta al termine del trailer e con esso un po' di inevitabile delusione. Delusione che però potete tranquillamente scacciare.

Certo, non ci troviamo alle prese con il capolavoro assoluto che è Bloodborne ma questo progetto che ha debuttato su Steam con una demo della durata superiore a un'ora è una potenziale perla. Noi abbiamo provato proprio quella demo e siamo qui per spiegarvi perché Gloomwood meriti la vostra attenzione al di là del fatto di essere "l'odiato gioco presentato al posto di Bloodborne". Una presentazione che a quanto pare è nata da un errore dell'organizzazione del PC Gaming Show, che per rimediare ha involontariamente messo sulle spalle del progetto la zavorra di grande annuncio a sorpresa.

Già perché il filmato di presentazione era previsto in coda agli altri annunci di New Blood Interactive, un'etichetta che sta lentamente diventando un vero e proprio simbolo di una seconda giovinezza per tutti quegli FPS old-school che si muovono sulle orme dell'iconico DOOM. Ma per quanto i papà di questo nuovo progetto siano delle figure chiave proprio di un ottimo FPS vecchia scuola come DUSK, ovvero Dillon Rogers e David Szymanski, Gloomwood è una bestia molto diversa sin dagli accostamenti che si è portato appresso in questi giorni successivi all'annuncio. D'altronde se si cita il primo iconico Thief, il pensiero non può che correre verso un titolo stealth che ha fatto la storia del genere.

E dopo la nostra prova che ci richiedeva di entrare in una misteriosa villa sbloccandone l'entrata attentamente protetta, un altro nome che ci è inevitabilmente venuto in mente è quello di Dishonored. In effetti questo titolo che non ha ancora una data di uscita ma che dovrebbe essere pubblicato "a breve", permette di approcciarsi agli scontri sia ad armi da fuoco spianate che muovendoci nell'ombra pronti a scoccare un letale colpo caricato del nostro bastone animato, prendendo alle spalle il nemico ignaro di turno. È possibile accovacciarsi ovviamente e per rendersi ancora più silenziosi c'è un tasto dedicato al muoversi di soppiatto che diminuisce al minimo le possibilità di essere individuati (inevitabilmente a discapito della velocità di movimento).

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Una notte eterna in una città maledetta.

Si tratta di un gioco molto interessante che per il momento propone quattro livelli di difficoltà in grado di modificare il numero di nemici, la loro forza, i loro coni visivi, il numero di risorse disponibili nel mondo di gioco e anche la gestione dei salvataggi. Questo aspetto prende a piene mani dalla scuola survival con la possibilità standard di salvare solo a dei fonografi, delle varianti molto azzeccate delle macchine da scrivere di Resident Evil. E l'accostamento alla scena survival horror è per certi versi inevitabile anche per altri aspetti.

L'incipit narrativo non è nulla di trascendentale ma è ben studiato e già nella demo incuriosisce non poco grazie a riferimenti a un lore che potrebbe regalare più di qualche soddisfazione. Rapiti e intrappolati in una oscura città dai tratti vittoriani consumata da un'antica maledizione dobbiamo pianificare la nostra sopravvivenza e la nostra fuga utilizzando nient'altro che un arsenale di armi assortite e improvvisate e la nostra forza di volontà. Il tutto all'interno di un'avventura cupa, ispirata alle immersive sim e ai survival horror degli anni 90 e dei primi anni 2000.

Gloomwood può a tutti gli effetti essere considerato una sorta di immersive sim in salsa retro che non ci prende per mano con indicatori e minimappe ma che ci chiede di esplorare diverse aree di una oscura città vittoriana molto vasta e interconnessa da passaggi segreti, marchingegni e accessi da sbloccare. La consapevolezza di non avere una marea di munizioni tra revolver, fucili e altre armi non presenti nella demo spinge necessariamente a un approccio almeno inizialmente prudente, garantito anche dalla possibilità di utilizzare diversi oggetti per distrarre nemici e dalla capacità di nasconderne i corpi per non allarmare le ronde che pattugliano le diverse zone.

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Chi o cosa si cela nella misteriosa villa?

Un approccio che tra l'altro è fortemente incentivato dal level design che pare un grande punto di forza della produzione. Cunicoli, ascensori, stanze e passaggi segreti e in generale una verticalità che può essere sfruttata con la capacità di arrampicarsi su certi appigli ma anche attraverso uno spararampini che nella versione di prova non era presente ma che è stato confermato insieme a diversi altri gadget ancora da scoprire.

L'anima survival horror a cui abbiamo accennato poco fa è palese non solo nelle risorse e nelle munizioni da preservare con estrema attenzione ma anche nella gestione dell'inventario e in generale nelle atmosfere tratteggiate dagli sviluppatori. Il nostro inventario è letteralmente uno zaino che per essere gestito va tolto dalle nostre spalle ed esplorato mentre rimaniamo potenzialmente in balia degli attacchi nemici. Le atmosfere, invece, ci mettono di fronte a una città oscura e letale che sembra in balie di forze antiche e soprannaturali e infestata da oscuri figuri incappucciati ma anche da creature mostruose che battono gli angoli più oscuri della metropoli vittoriana pronte ad attaccare al minimo segnale di debolezza.

Come nei migliori degli stealth, il connubio luce/ombra è un elemento centrale del gameplay con i due elementi che a seconda delle situazioni si trasformano in preziosi alleati o in mortali traditori. Tutto dipende dai nemici che potrebbero sentirci e vederci e dai possibili pericoli che attendono il nostro più piccolo passo falso dietro all'ennesimo angolo immerso nell'oscurità più totale.

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L'esplorazione e la verticalità sono fondamentali per cogliere di sorpresa i nemici.

Gloomwood è un FPS/stealth con sfumature da survival horror che si inseriscono in una impostazione da immersive sim molto interessante. Una città interconnessa da esplorare, tanta libertà d'approccio e delle atmosfere, quelle sì, che rimandano a Bloodborne confezionano un titolo che per lo stile retro potrebbe allontanare diversi giocatori ma che dovrebbe entrare nella wishlist di chi è alla ricerca di un ibrido alla Arkane Studios ma molto più vicino a quel mostro sacro che è Thief.

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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