Abbiamo provato l'Auto HDR di Xbox Series X: ecco cosa funziona e cosa no - articolo

Dalla prima Xbox a Xbox One, i grandi classici risplendono di nuova luce.

Uno dei punti di forza maggiori di Xbox Series S e X è il loro approccio alla retrocompatibilità, cioè la possibilità di rivisitare vecchi classici dell'era Xbox, Xbox 360 e della current gen con qualche upgrade. Potremo, infatti, giocare ai vecchi giochi con risoluzione e frame-rate migliori, per non parlare dei tempi di caricamento drasticamente ridotti. E poi, ed è il motivo per cui scriviamo oggi, vedremo all'opera anche l'HDR automatico generato da un algoritmo machine learning capace di aggiungere l'HDR, appunto, su titoli disponibili solo grazie alla retrocompatibilità. La domanda, dunque, è semplice: funziona? Può davvero confrontarsi ad armi pari con l'HDR nativo?

Quando è implementato con giudizio, l'high dynamic range può cambiare l'aspetto di un gioco, ma un buon HDR non è da dare per scontato nemmeno oggi. Hellblade, Final Fantasy 15 e Sekiro, per dire, ne godono a pieno, a patto di avere schermi che supportano il picco in luminosità (idealmente di 600 nits) e capaci di portare alla vita dettagli altrimenti invisibili. I contorni del sole in Sekiro diventano più definiti sul cielo nuvoloso. I grigi di Hellblade risaltano con gradienti più eleganti, mentre i dettagli più scuri prendono nuova vita nelle grotte o tra l'erba alta. In Resident Evil 3 il fuoco prende una lucentezza più realistica e, passando ai giochi di corse, in Dirt 5 l'illuminazione dei fari anteriori convince molto di più nelle gare in notturna. Detta facile, l'HDR ci permette di vedere un maggiore spettro di toni, aumentando dettaglio nei colori scuri e contrasto.

Ma cosa succede ai giochi che non supportano l'HDR? Ecco che in loro (nostro) soccorso arriva l'Auto HDR. I risultati non sono eterogenei, ma possiamo tranquillamente dire che le volte che ci prende sono più di quelle in cui non arriva a bersaglio. Cominciamo da Batman: Arkham Knight, dove l'Auto HDR è praticamente la miglioria più evidente al titolo. La risoluzione rimane infatti di 1440x1080 come su Xbox One, così come i 30fps (che qui sono più stabili). Su Series X, insomma, il vero passo avanti è l'Auto HDR.

La Gotham City creata da Rocksteady è praticamente perfetta per mostrare questa caratteristica. I sistemi di illuminazione (lampioni e fari) risplendono su una città costantemente immersa nell'oscurità. Il funzionamento del sistema è, sulla carta, semplice: l'Auto HDR prende come riferimento l'immagine di partenza e, tramite un algoritmo creato da Microsoft, cerca di portare ogni valore di luminosità agli estremi così come succederebbe con un HDR nativo. Non sarà dappertutto così però: già sappiamo che in alcuni giochi non sarà possibile attivare il miglioramento (almeno per ora, i lavori sono ancora in corso), quando a Microsoft non sembrerà che il gioco possa valere la candela come nel caso di GTA IV. Nelle avventure di Niko Bellic, durante i test, sono comparsi effetti inaspettati (vestiti brillanti, segnaletica orizzontale eccessivamente luminosa) già segnalati durante il nostro primo incontro con la console (e ora spariti, segno di come Microsoft sia impegnata attivamente fino all'ultimo).

Il Digital Foundry ci racconta l'interessante Auto HDR in anteprima.

Inutile girarci attorno: la qualità dell'immagine di Arkham Knight è chiaramente superiore con l'Auto HDR attivato. Ci abbiamo giocato per ore e, nonostante si fermi a 1080p30 su Series X (e dunque rimanendo al livello marcato da Xbox One), i colori sono decisamente più convincenti. Dobbiamo però dire che la palette cromatica dl gioco ha probabilmente aiutato gli sviluppatori di Rocksteady: una città immersa in una perpetua notte aiuta a selezionare gli elementi da esaltare con l'HDR, dalle scintille sulla Batmobile alle esplosioni, passando per le insegne dei negozi.

Un altro esempio simile è MGS5 Ground Zeroes. Nella missione principale, l'illuminazione notturna sembra gestita con semplicità proprio per permettere modifiche. I flash delle armi, i barili esplosivi e le torce sono avvantaggiati dal passaggio in HDR, anche se i risultati non sono positivi su tutti i fronti. Anzi, dobbiamo dire che Ground Zeroes evidenzia uno dei problemi principali di questo approccio: il trattamento dei loghi. Schermate con fondo scuro e loghi in bianco rischiano di sembrare innaturali giocando con queste impostazioni, ma è l'unica nota negativa rilevata nel titolo Konami.

Panzer Dragoon Orta è un altro titolo dove i risultati sono importanti. Si tratta di un gioco originariamente uscito sulla prima Xbox (raccogliendo ottime valutazioni per l'aspetto grafico) e dunque particolarmente interessante da mettere alla prova nel suo debutto in HDR. Possiamo dire che la prima missione (ambientata di notte e ricca di fulmini, pioggia, fuoco e proiettili) presenti già ottimi risultati anche grazie all'aumento della risoluzione garantito da Series X. Da segnalare, però, che ancora una volta i loghi sono eccessivamente luminosi, così come gli schizzi d'acqua, ma una volta superato il singhiozzo si va che è una meraviglia (anche in altri giochi quali Mirror's Edge Catalyst).

Uno sguardo generale a come funziona la retrocompatibilità su Xbox Series X.

Un altro titolo che consigliamo di provare è Geometry Wars 2. Chiaramente si tratta di un classico Xbox 360 con uno stile facile da esaltare (sfondi neri, e azione coloratissima al neon), sottolineato dall'Auto HDR. L'impressione è che gli sviluppatori Bizzarre Creations non sarebbero dispiaciuta dai risultati che vediamo su Series X, tanto che questa potrebbe essere la realizzazione della loro visione. Auto HDR, insomma, funziona al meglio quando i giochi hanno uno stile grafico pulito e omogeneo.

Con altri giochi, i risultati ci sono sembrati meno riusciti. Perfect Dark Zero e Apex Legends hanno entrambi mostrato picchi di luminosità degni dell'HDR. Diciamo pure che il titolo Rare (originariamente tra i giochi disponibili al lancio di Xbox 360) brilla per contrasto, nonostante chiaramente il resto del pacchetto sia datato. Altri giochi, però, sono meno riusciti: Fallout 4, e Crackdown 360, per esempio. In questi casi l'impatto è stato meno evidente, e soprattutto siamo lontani da quanto mostrato dall'HDR nativo in Crackdown 3.

Questa carrellata di esempi ci porta per forza di cose a parlare di quei giochi che, diciamolo, non funzionano ancora. Al giorno d'oggi (le cose possono cambiare), Dark Sould 2: Scholar of the First Sin ha qualche problema di sovraesposizione, per esempio. I cieli di Majula, specialmente attorno a Heide's Tower, sono particolarmente saturati. Nessun grande problema nelle grotte, nei dungeon e nelle foreste, ma nelle aree più aperte l'Auto HDR genera una luminosità accecante. Anche con Dark Souls 2 ci accorgiamo dei limiti della tecnologia che parte da un'immagine SDR: non vengono aggiunti dettagli alle aree illuminate. L'HDR nativo contiene le informazioni necessarie per rappresentare il sole in lontananza, cosa che manca ai giochi più vecchi. Gears of War Ultimate Edition funziona bene, comunque, così come Sunset Overdrive.

Dovete davvero usare il prezioso spazio sull'SSD per la retrocompatibilità su Series X? Il Digital Foundry valuta le opzioni digitali.

Mettendo per un attimo da parte l'analisi di cosa migliora con Auto HDR, dobbiamo segnalare alcune aree di peggioramento. Prima di tutto diciamo che i menu e le scritte in sovraimpressione in genere sono troppo luminose rispetto al resto dello schermo, come si vede in Super Meat Boy. Dobbiamo dire che abbiamo notato un problema analogo anche con la modalità HDR Effect dei televisori LG 4K, una specie di Auto HDR che prende gli spazi bianchi e cerca di portarli al picco di luminosità con effetti non riusciti sugli elementi dell'interfaccia (nonostante il sistema non sia identico).

Per concludere, ci sono più aspetti positivi che negativi per questa caratteristica delle console Microsoft, e fa davvero piacere tanta attenzione verso titoli ormai passati mirata a farli risplendere più di quanto non facessero in passato. È vero che i risultati migliori si vedono in giochi come Geometry Wars 2 che sembrano fatti apposta per godere dell'Auto HDR, e che in altri i risultati sono praticamente invisibili, ma ricordiamo che questa è solo una delle funzioni pensate per migliorare l'impatto del retrogaming marchiato Xbox: arriveranno anche potenziamenti del frame-rate e aumento della risoluzione.

Ancora una volta dobbiamo ricordare che questo aspetto di Xbox Series X è ancora in testing. L'impressione, però, è che l'Auto HDR non possa diventare la soluzione di default, ma che sia comunque qualcosa che funziona alla grande. Al momento è possibile attivarlo a livello di sistema, ma per il futuro ci permettiamo di consigliare l'opzione di selezionarlo solo su giochi specifichi che sappiamo ne beneficerebbero maggiormente senza presentare artefatti. L'Auto HDR è uno strumento interessante, insomma, capace di dare nuova vita a titoli con parecchi anni sulle spalle. Magari sarà la volta buona che scoprirete le migliori esclusive Xbox, ora in versione ripulita, nell'attesa di vedere cosa ci riserva la next-gen.

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Riguardo l'autore

Thomas Morgan

Thomas Morgan

Senior Staff Writer, Digital Foundry

32-bit era nostalgic and gadget enthusiast Tom has been writing for Eurogamer and Digital Foundry since 2011. His favourite games include Gitaroo Man, F-Zero GX and StarCraft 2.

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