The Medium (PS5) - recensione

Un'antica minaccia, in una nuova edizione.

Abbiamo già avuto modo, all'inizio del 2021, di recensire The Medium, un affascinante horror psicologico in terza persona sviluppato da Bloober Team, la talentuosa casa di sviluppo già conosciuta per piccole perle come i due Layers of Fear e Observer.

A distanza di diversi mesi, la nuova fatica della software house polacca ha raggiunto anche l'ecosistema PlayStation. Abbiamo confrontato le diverse versioni del titolo in un articolo precedente e, dopo aver avuto modo di sperimentare in modo diretto questa nuova edizione del gioco, non possiamo che confermare quanto già discusso: su PlayStation 5, The Medium offre una risoluzione superiore ma, salvo futuri aggiornamenti, manca del ray-tracing (e questo influenza non poco la resa estetica di alcune sezioni). Presenta poi uno stuttering più frequente nonostante il framerate non superi mai i 30fps e, ultimo ma non meno importante, richiede tempi di caricamento superiori, a volte persino doppi in durata rispetto all'ecosistema Microsoft e alla versione PC, la quale (ovviamente con i settaggi al massimo) resta imbattuta per prestazioni e resa visiva.

Nonostante non si tratti quindi di un porting particolarmente memorabile, The Medium su PlayStation 5 ha comunque qualcosa d'interessante e originale da offrire: ci riferiamo ovviamente alle feature del controller proprietario di Sony, il DualSense: l'esperienza di gioco vede implementati il sensore di movimento, il microfono integrato e, soprattutto, i grilletti adattivi, per un'esperienza decisamente più immersiva e coinvolgente rispetto al passato.

Nulla, invece, è stato aggiunto o modificato per quanto riguarda la narrazione o il gameplay. Ambientato in Polonia durante la fine degli anni '90, la storia di The Medium ruota attorno al passato di Marianne, una ragazza con un dono incredibile, ma terribile: la possibilità di vivere e percepire contemporaneamente il mondo materiale e quello spirituale. Poco dopo la morte dell'uomo che l'aveva e cresciuta, Marianne riceve una chiamata misteriosa, che la invita a raggiungere il resort Niwa, ove anni addietro si è consumato un terribile incidente e che, a detta dello sconosciuto interlocutore, nasconde le risposte sul passato della giovane, i suoi poteri e la sua famiglia.

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La chiave per superare gli enigmi di The Medium è l'interazione tra le due versioni del medesimo ambiente.

Il sistema di gioco di The Medium si fonda proprio sulla meccanica del Dual-Reality Gameplay, ovvero la possibilità di muoversi e interagire contemporaneamente con la versione materiale e spirituale delle ambientazioni. Avanzare nel corso della storia richiede quindi il superamento di tanti, ma basilari enigmi legati al potere della protagonista, a cui si alternano sezioni di walking simulator puramente narrativo che, a nostro avviso, sono la parte più riuscita del titolo, proprio perchè iconico marchio di fabbrica dei giochi di Bloober Team, come i già citati Layers of Fear, o il più recente Blair Witch.

Le parti più "attive" di The Medium, come le fasi stealth, peccano purtroppo di scarsa originalità e di una generale legnosità dei comandi, che ne mina pericolosamente la fruizione. Per fortuna, il tutto si regge in piedi con dignità, grazie al - come sempre - eccellente lavoro della software house nella creazione di ambienti e atmosfera, in questo caso ispirati alle opere del pittore polacco Zdzisław Beksiński.

Impossibile non menzionare anche l'ottima colonna sonora, composta da Arkadiusz Reikowski e Akira Yamaoka, quest'ultimo conosciuto e amato dai fan dei titoli horror proprio grazie al suo insostituibile apporto nella creazione delle musiche della serie Silent Hill.

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L'estetica di The Medium è sempre di forte impatto.

Oltre agli oggetti indispensabili per l'avanzamento della storia, sono presenti anche diversi collezionabili opzionali, che approfondiscono il background di alcuni personaggi; infine, per la gioia dei cacciatori di trofei, The Medium offre un trofeo di platino, estremamente semplice da ottenere.

Questa nuova edizione di The Medium è pensata per chi non ha avuto, in passato, la possibilità di recuperare il titolo all'interno dell'ecosistema Microsoft e PC. Non si tratta forse del migliore dei porting, ma le nuove feature legate al DualSense e la generica buona qualità del prodotto ne riescono a giustificare pienamente l'acquisto.

7 /10

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Lara Arlotta

Lara Arlotta

Redattore

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla č darle da mangiare, ma l'effetto č solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civiltā eternauta.

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