La corsa all'oro 2.0

La crisi dello sviluppo per iPhone e iPad.

Insieme al lancio europeo di iPad, gli Stati Uniti si stanno preparando ad accogliere i nuovi sistemi 3G della nuova creatura di Steve Jobs e la conseguente esplosione di richieste. Se i pronostici di vendita si riveleranno realistici, molti sviluppatori andranno con la mente ai giorni del lancio del primo gadget di Cupertino, ricordando le promesse di una “secondo corsa all'oro” e di una nuova ondata di successo proprio come accadde per le app su iPhone e iPod Touch nei loro primi giorni di vendita.

L'idea di una corsa all'oro riporta alla mente le possibilità di profitto tipiche dei territori inesplorati, opportunità non ancora sfruttate che aspettano solo le persone giuste per rivelare il loro potenziale e che rimangono libere dai grandi nomi del mercato, pronte per premiare le menti giovani e innovative.

Gli storici tenderanno a sottolineare gli aspetti oscuri delle vere corse all'oro, l'impatto ambientale e le rivalità che queste generavano, nonché la desolazione che si sono lasciate alle spalle. Terra bruciata e polverosa, fatiscenti città ricolme di coloro che non sono riusciti a raggiungere pascoli migliori; non è un caso se i più violenti film Western sono ambientati in quell'epoca.

In altre parole è utile gettare uno sguardo a cosa è rimasto della corsa all'oro di iPhone prima di eccitarsi per l'arrivo di iPad.

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Lo store di Apple garantisce la visibilità solo a pochissimi prodotti, per la maggior parte venduti a prezzi irrisori.

Non c'è dubbio che l’iPhone si sia dimostrato un sistema videoludico di immenso successo. Le entrate economiche sulla piattaforma hanno superato quelle di PSP negli USA e anche se alcune fonti sembrano essere in dubbio su questi dati, il fatto che un dispositivo i cui giochi costano 5 dollari riesca a essere nella stessa lega di un dispositivo con giochi sui 25 dollari è un fatto straordinario.

Inoltre, gran parte di quel successo è finito nelle mani di una parte di piccoli sviluppatori invece che nelle casse di firme consolidate. Sicuramente i grandi nomi hanno partecipato al mercato iPhone, ma la maggior parte delle entrate è ai dev nuovi e indipendenti.

Il loro successo deriva dalla grande apertura di Apple nei confronti dei piccoli più che dei colossi dell'industria ed è amplificato da prodotti che possono garantire entrate molto grandi rispetto all’investimento iniziale.

Purtroppo non tutti i fiumi delle terre promesse scorrono ricolmi di miele e latte. Sono sorti grandi problemi nel mercato dei videogiochi su iPhone, problemi in cui anche l'iPad rischia di incorre e di trascinarsi dietro.

Il problema più ovvio riguarda il prezzo. Dalla prospettiva dei consumatori l'iPhone possiede un valore straordinario, con giochi in vendita a cifre infiori ai 2 dollari e altri addirittura a 1 dollaro o gratis. È il risultato dell'intensa competizione sulla piattaforma che ha spinto i prezzi sempre più in basso fino al limite dei 79 centesimi, dilazionandoli proporzionalmente alla longevità della piattaforma.

Col tempo i prezzi lancio sono stati intesi come i prezzi a cui tutti dovevano puntare e i software più costosi hanno avuto una vita dura a giustificare il loro valore aggiunto.

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