Singularity

Un FPS che vi porterà a spasso nel tempo.

Scopiazzando allegramente qua e là e rielaborando soluzioni e idee già viste altrove gli esiti possono essere sostanzialmente due: nel primo caso, quello di Rabbids Go Home, il risultato sarà un gioco inferiore alla somma delle sue singole componenti, nel secondo e più proficuo caso, quello del qui presente Singularity, il risultato sarà superiore all'amalgama degli elementi costitutivi.

Si tratta alla fine di una questione di scelte e di furbizia: se infatti ambire allo status di nuovo Katamari potrebbe essere una sfida persa in partenza riuscire a superare il trascurabilissimo TimeShift non dovrebbe essere un'impresa propriamente erculea. Prendete allora le dinamiche temporali del first person shooter di Saber Interactive, aggiungete l'atmosfera comunisto-decadente del sottovalutatissimo Dark Sector, condite il tutto con la narrazione un po' così dell'ultima serie di Lost e otterrete Singularity, nuovo progetto di Raven Software in arrivo il prossimo inverno sulle console HD.

Ambientato a cavallo tra il 2010 (in una Russia alternativa dove il Comunismo ha lasciato ben più di qualche traccia) ed il 1950, il gioco segue le intricate vicende di un'isola segreta chiamata Katorga-12. In quel luogo è avvenuto un sinistro incidente (il Singularity del titolo) causato da non precisati esperimenti con un materiale instabile, e nei panni del pilota Nate Renko dovrete districarvi tra le spire di una cospirazione decennale e portare a galla la verità.

Nella vostra lotta potrete ad ogni modo servirvi del TMD, uno strabiliante macchinario da polso capace di farvi giocare a piacimento col tempo, spostando voi e tutto ciò che vi circonda avanti ed indietro tra il 2010 ed il 1950. Il Time Manipulation Device avrà ovviamente ripercussioni a dir poco croccanti in termini di gameplay, tali da rendere Singularity un FPS genuinamente interessante e diverso dalla massa indistinta di competitor.

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Nonostante la ricercatezza della trama e dell'ambientazione il protagonista è il solito, banalissimo eroe. Sigh.

Alcuni esempi? Potrete spostare gli oggetti avanti o indietro nel tempo per farli tornare nuovi o per deperirli a seconda delle necessità. Potrete fare invecchiare i nemici fino a farli morire, o magari cristallizzare una granata proprio prima che esploda per usarla a vostro vantaggio. Quello che colpisce dell'ultima fatica dei creatori di X-Men Origins: Wolverine è l'assoluta non linearità: se da una parte alcuni passaggi saranno obbligati (ad esempio i numerosi puzzle sparsi qua e là), altre situazioni verrano totalmente lasciate nelle mani del giocatore, che sarà dunque libero di sbizzarrirsi con effetti esaltanti. Gli scontri a fuoco potranno allora essere goderecciamente vari e creativi, con trovate quali trincee da distruggere riportandole nel passato a prima che venissero erette, strutture da far crollare con il peso dell'età e quant'altro.

Singularity ambisce ad una certa originalità anche nel mood: l'Unreal Engine 3 è stato utilizzato in maniera più che buona (con picchi di eccellenza assoluta come nel caso dell'effetto di invecchiamento istantaneo degli edifici...) per ricreare un universo esotico ed affascinante in cui vecchio e nuovo si ibridano compenetrandosi. E così tra scritte al neon in cirillico, piante fosforescenti dal retrogusto metroidiano e rovine alla Rapture l'atmosfera è servita.

Con un multiplayer tutt'altro che banale, una storyline arzigogolata a dovere ed un gameplay non comune Singularity farà verosimilmente parlare di sé nei mesi a venire: non sarà un paradigma del genere o una dirompente rivoluzione, eppure ha dalla sua tutte le carte in regola per poter ambire allo status di silenziosa ma piacevole sorpresa. Da tenere d'occhio, sperando che il tempo non giochi brutti scherzi.

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