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Enemy Front - prova

Tiro al nazista.

Milano - In questi giorni dominati dalle notizie sul nuovo Call of Duty non può che fare piacere avvicinarsi ad una produzione diametralmente opposta a quella Activision. Non che l'hype per Advanced Warfare non ci sia, ma quei primi rumor che parlavano di un titolo ambientato in uno dei due conflitti mondiali hanno riacceso l'amore per il tiro al nazista, attività che non passa mai di moda, un po' come l'headshot allo zombie.

L'appuntamento negli uffici milanesi di Bandai Namco per provare Enemy Front casca dunque a fagiolo, visto che ci viene messo in mano il caro vecchio M1 Garand e ci facciamo strada tra i soldati della Wehrmacht.

Partiamo dalle basi, ricordandovi che gli sviluppatori di Enemy Front sono quei polacchi di City Interactive noti ai più per la discreta serie Sniper: Ghost Warrior, il cui secondo capitolo ha riscosso un certo successo lo scorso anno. Le similitudini con il simulatore di cecchino, infatti, non sono poche a partire dal Cry Engine 3, il motore grafico utilizzato anche in questa produzione.

Motore, e lo diciamo subito, che non è che sia proprio spremuto al massimo: non mancano degli scorci piacevoli, ma modelli poligonali e texture non sono certo il punto di forza del titolo previsto per il prossimo 12 giugno in Italia.

Il background dei City Interactive non manca di farsi notare spesso e volentieri.

Già che stiamo spulciando i dettagli parliamo anche delle edizioni previste, o meglio, della curiosa scelta operata nella distribuzione di proporre esclusivamente una Limited Edition al lancio, per poi passare alla versione base una volta che la prima è stata esaurita mantenendo però lo stesso prezzo di vendita. 40 Euro su PlayStation 3 ed Xbox 360, 30 per l'edizione PC, e ci si porta a casa una campagna valutata attorno alle 10 ore di gameplay ed affiancata da modalità multigiocatore sei contro sei, ancora non dettagliate.

"Le similitudini con Sniper: Ghost Warrior non sono poche"

I bonus presenti nella Limited Edition sono quanto di più tradizionale possibile: personaggi ed armi extra, sarà dunque fondamentale valutare il bilanciamento soprattutto delle armi per assicurarsi che siano bene inserite all'interno dell'offerta generale, mettendo sullo stesso piano tutti i giocatori, anche quelli che dovessero avvicinarsi più avanti alla produzione polacca.

Chiude il capitolo delle comunicazioni di servizio l'annuncio di una collaborazione con un distributore non ancora ufficializzato, che dovrebbe permettere a chi preordinasse il gioco di portarsi a casa una missione bonus per la campagna principale.

Passando all'analisi del gameplay abbiamo potuto vedere che le somiglianze con la serie Sniper: Ghost Warrior continuano, anche se l'impressione è che Enemy Front sia come uno spin off con un minore accento alle meccaniche stealth. Il gunplay, però, sembra favorire anche in questo caso l'approccio ragionato, nonostante l'arsenale a nostra disposizione comprenda ogni tipo di arma, dalla mitragliatrice al lanciarazzi.

L'approccio silenzioso permette di far fuori i nemici in un colpo solo, per poi nasconderne i corpi.

Lanciarsi a testa bassa contro i nemici avrà il più delle volte conseguenze disastrose, spingendoci così ad una maggiore cautela, magari sfruttando un'intelligenza artificiale non particolarmente brillante.

"Il protagonista non è il solito militare a stelle e strisce, ma un giornalista coinvolto suo malgrado"

Purtroppo il codice che abbiamo provato non aveva specificato il livello di difficoltà (che a noi è sembrato medio basso) ma quello che è certo è che i nemici sono facili da gabbare e condurre in trappola.

Basta nascondersi dentro un edificio, infatti, ed aspettare che questi entrino uno dopo l'altro dalla porta offrendosi al fuoco del nostro MP 40, una condizione che possiamo solo sperare non si avveri più giocando ai livelli di difficoltà maggiori.

In campo aperto le cose migliorano un po', la mira avversaria è particolarmente buona e si rischia di finire sotto il fuoco incrociato di più gruppetti di nemici, comunque rapidi nel dimenticarsi della nostra esistenza.

Da segnalare il fatto che i nazisti possono essere evidenziati sulla minimappa dopo averli individuati grazie al pratico binocolo, e da quel momento rimangono sempre visibili con icone di colori diversi a seconda che ci stiano cercando, o che siano ignari della nostra presenza. Non manca un indicatore che ci segnala quando stiamo per essere avvistati così da metterci sotto copertura, anche se non è previsto un sistema di aggancio alle protezioni e semplicemente ci si accuccia dietro ai muretti.

"La varietà delle ambientazioni sembra più che sufficiente"

Da quanto provato pare che la varietà delle ambientazioni proposte sia più che sufficiente: ci siamo mossi per la campagna francese cercando di aiutare la resistenza, ci siamo infiltrati in un deposito nazista in territorio tedesco ed abbiamo percorso le ghiacciate rotaie di una stazione commerciale in Norvegia, mentre non abbiamo fatto a tempo a vedere una Varsavia devastata dalle bombe, che comunque si aggiunge all'offerta.

Uno degli aspetti più interessanti, almeno da quanto visto, è quello legato alla storia personale del nostro protagonista: Robert Hawkins non è il solito militare a stelle e strisce infiltrato dietro le linee nemiche, è invece un giornalista che si ritrova coinvolto negli eventi drammatici della Seconda Guerra Mondiale.

Non sappiamo bene perché si getti a testa bassa nella mischia, ma da un filmato d'intermezzo ci pare d'aver capito che si tratti di una donna.

Ogni tanto una bella sventagliata di proiettili in faccia è quello che ci vuole.

Enemy Front è un prodotto pensato per quel giocatore che apprezza gli sparatutto meno mainstream, per chi volesse tornare a calcare l'Europa del secondo conflitto mondiale, e per chi volesse un'esperienza simile a quella di Sniper: Ghost Warrior, ma più action.

Tecnicamente siamo lontani dalla spettacolarità, e non mancano i problemi all'intelligenza artificiale dei nemici, ma il codice che abbiamo provato (datato febbraio 2014) non è certo l'ultima versione disponibile, portandoci a rimandare un giudizio sui difetti in sede di recensione.

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Alessandro Arndt Mucchi

Contributor

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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