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Mechwarrior Online - prova

I robottoni tornano di moda.

Sarà la recente visione di Pacific Rim, ma sembra proprio che i robottoni stiano tornando di moda. Titanfall, Hawken e ora Mechwarrior Online, sembrano intenzionati a riportare in auge i mech e questo non può farci che molto piacere. Vediamo dunque cos'ha da raccontarci questo titolo, ennesimo marchio storico ad abbracciare il mondo del free-to-play che recentemente è entrato nella fase di beta pubblica.

Nella schermata principale del gioco troviamo tutto ciò che ci serve per iniziare la nostra carriera di pilota di robot: quattro mech gratuiti standard con cui iniziare i primi scontri, lo shop in cui comprarli e modificarli e lo spazio dove aumentare le abilità di pilotaggio del nostro alter ego.

I mech sono divisi ovviamente in varie categorie di peso, un po' come i pugili. Ci sono quelli più leggeri e veloci, che servono soprattutto a individuare i nemici, poi quelli medi, che riescono a sostenere qualche danno in più e possono avere funzione di scout e di supporto, e infine troviamo quelli pesanti, delle vere e proprie fortezze semoventi in grado di lanciare tremendi attacchi missilistici e che ovviamente non brillano per mobilità.

Abusare del proprio arsenale è il modo migliore per subire l'inevitabile shutdown da surriscaldamento.

In totale ci sono circa una ventina di configurazioni base, senza contare le varianti, quindi è molto probabile che troverete sempre il mech giusto per voi; anzi, parte del gioco è senza dubbio perdersi nelle molte varianti disponibili, alla ricerca del robottone perfetto.

"Le modalità attualmente disponibile sono due, un team death match e un capture & hold"

Le modalità attualmente disponibile sono due, un team death match e un capture & hold dove si devono conquistare determinati obiettivi e mantenerli il maggior tempo possibile. Un po' poco ma il gioco è in continuo sviluppo e speriamo di vederne di nuove entro qualche mese. Molto ampia è invece la varietà delle mappe, che spaziano dagli ambienti artici a quelli urbani, dai deserti alle giungle e influenzano anche alcune caratteristiche dei mech, come il dissipamento del calore.

Per quanto riguarda il gameplay, Mechwarrior Online è una specie di mix tra World of Tanks e un FPS. La geometria delle mappe, tutte molto intricate, e il bisogno di agire in maniera coordinata, scoraggiano infatti gli assalti solitari, coi due contro uno che si risolvono quasi sempre in una sonora sconfitta. Bisogna muoversi come un team, coi piccoli che fanno da scout e i grandi pronti a picchiare duro, proprio come in World of Tanks, ma utilizzando i controlli e il punto di vista di un FPS, ricordandosi che il torso può muoversi in maniera indipendente rispetto alle gambe, e che dunque non sempre stiamo guardando nella direzione del movimento.

I laser sono armi precise ma si scaldano velocemente e non fanno molto male.

All'inizio il titolo può essere particolarmente frustrante, come la maggior parte dei giochi online. Non si sa cosa fare, non si sa dove andare e si rischia di morire in mille modi differenti: per questo è bene cercare di rimanere in gruppo, anche se ciò porta la maggior parte degli scontri a risolversi in enorme ammucchiate di metallo in cui vince chi riesce a incassare meglio, o a colpire nei punti giusti.

"All'inizio il titolo può essere particolarmente frustrante, come la maggior parte dei giochi online"

Sì perché ovviamente Mechwarrior Online non poteva non basarsi su un sistema di danni complesso, che tiene conto di ogni parte del mech, e che può portare a malfunzionamento di vario tipo. Dunque, se volete azzoppare i vostri avversari puntate alle gambe; se volete vederli correre per la mappa come polli impazziti, fate saltare le loro armi; se cercate il colpo finale, mirate al motore principale. Ovviamente alcune zone come la parte frontale sono più corazzate, proprio per sopportare questo genere di attacchi.

Il rovescio della medaglia di questo sistema che fa giustamente parte del gioco, e la cui non inclusione sarebbe stata una grave mancanza, è che è per buttare giù un mech nemico da soli ci vorrà veramente molto tempo, a meno di non usare armi particolarmente potenti su mech fragili. Il problema è che è molto difficile colpire sempre lo stesso punto di un bersaglio in movimento mentre ci stiamo muovendo a nostra volta, perché ovviamente rimanere fermi vuol dire essere rottamati in poco tempo.

Personalizzare il proprio mech dà molta soddisfazione, ma i pezzi più pregiati sono riservati a chi paga.

L'eliminazione dei mech avversari quindi è spesso un gioco di squadra, in cui più piloti devono concentrare il fuoco su un solo bersaglio. Mechwarrior Online insomma non è proprio Hawken, a cui dovreste rivolgervi se cercare qualcosa di più arcade/FPS e con una curva di apprendimento un po' meno ripida.

"I mech e le armi più potenti sono al momento acquistabili soltanto con soldi veri"

Una lacuna a nostro parere fondamentale è però la mancanza di una chat vocale adeguata. Ovviamente i clan più organizzati possono sopperire in altro modo ma per coordinarsi nelle partite più casual una chat integrata sarebbe stata utile, e decisamente più efficace di quella testuale.

Finito lo scontro e racimolati un po' di crediti, avrete sicuramente voglia di spenderli per costruirvi il vostro mech personalizzato, ed è qui che Mechwarrior Online mostra il suo lato più "avido", visto che i mech e le armi più potenti sono al momento acquistabili soltanto con il secondo tipo di valuta, quello che si ottiene convertendo i soldi veri.

Il Dragon Slayer marcia sul campo di battaglia di MechWarrior Online.

Dunque, anche se il gioco ricorda World of Tanks nelle meccaniche, avrebbe molto da imparare nel modo in cui Wargaming.net gestisce il bilanciamento tra giocatori paganti e non, visto che a entrambe le categorie vengono concesse le stesse possibilità, e sta al giocatore decidere in che modo acquistare gli upgrade e i nuovi carri.

Con la data di lancio fissata per il 17 settembre, Mechwarrior Online appare pronto per conquistare la nicchia di giocatori che amano pilotare mech in contesti "realistici", e già conta più di un milione di iscritti alla beta. Ha solo bisogno di qualche modalità di gioco in più e di rendere più accessibili i propri mech anche a chi non voglia spendere soldi reali. Altrimenti lo spettro di venire bollato per come un gioco "pay per win" sarà sempre dietro l'angolo.

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Lorenzo Fantoni

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Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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