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Xenoblade Chronicles Definitive Edition - prova

Manca poco al ritorno di Shulk e della sua indimenticabile avventura.

È davvero difficile credere che Xenoblade Chronicles Definitive Edition sia il remake di un titolo vecchio un decennio. Questa nuova edizione ha senza dubbio migliorato la quality of life del giocatore, con menu e interfacce più ordinate e leggibili, per non parlare ovviamente del restyle grafico, che dona ai personaggi un'espressività mai vista e una qualità visiva assolutamente dignitosa per uno stile "anime cel-shading" del 2020; eppure, l'essenza del gioco è rimasta immutata e stupisce ancora oggi, e senza dubbio anche grazie all'accompagnamento di musiche riarrangiate per risultare ancor più evocative.

La storia di Shulk e dei suoi compagni di viaggio non è cambiata: dopo un violento assalto alla Colonia 9 da parte dei Machina, il giovane prende con sé la Monade, una spada leggendaria e dal potere misterioso, e si mette in cammino alla ricerca di risposte e giustizia.

Xenoblade Chronicles Definitive Edition mantiene la suddivisione in capitoli della storia principale, così come la presenza di numerosissime missioni secondarie, utili a ottenere denaro ed esperienza extra, oltre a utili equipaggiamenti. Sono state però introdotte nuove attività opzionali e un'inedita modulazione della difficoltà di gioco, di cui vi parleremo in modo più approfondito in sede di recensione.

I giochi di ruolo moderni, non ultimo l'incredibile Final Fantasy VII Remake, vivono ancora oggi con difficoltà il raggiungimento di un duraturo equilibrio fra trama ed esplorazione, dialoghi e azione, rischiando di risultare da una parte troppo verbosi, dall'altra superficiali e maldestri nell'esposizione.

Xenoblade Chronicles, anche su questo versante, ancora oggi non ha che da insegnare: esplorare in lungo e in largo Bionis, aiutando NPC bisognosi e sconfiggendo creature pericolose offre senza dubbio una marcia in più all'esperienza di gioco, riuscendo a portare il contatore delle ore di gioco ben oltre il centinaio; a controbilanciare, la missione principale è priva di lungaggini e attività inserite solo per allungare il brodo, e si concentra solo su ciò che conta: narrazione, lore, sviluppo dei personaggi.

La possibilità di effettuare fin da subito il viaggio rapido da una parte all'altra della mappa, inoltre, offre una libertà tutt'altro che scontata al videogiocatore, che può tener traccia dell'avanzamento di ogni missione e attività secondaria da menu di facile lettura... e, nel caso in cui ci si trovasse obbligati a interrompere la partita sul più bello, il gioco permette di salvare i propri progressi in qualunque momento, senza quindi doversi necessariamente affidare alla Sleep Mode della console.

I combattimenti richiedono elevata mobilità e grande attenzione, specialmente contro boss e mostri unici.

La quality of life di un videogioco non è un elemento da prendere sottogamba. Un gioco di ruolo, anche complesso nelle sue sfide, ma semplice da comprendere nelle meccaniche, è esattamente ciò che distingue un buon titolo da uno ottimo: se il giocatore punta al completismo non perchè deve, ma perchè vuole, se il giocatore sconfitto prova senso di sfida e rivalsa e non confusione - o peggio, frustrazione - per quanto accaduto a schermo, allora ci troviamo sicuramente davanti a un videogioco degno di questo nome.

A tutto questo si aggiunge un ulteriore elemento da tenere in considerazione: come già accennato in apertura, il genere JRPG ha subito una netta declinazione in salsa action nel corso degli anni, spesso a discapito della complessità delle meccaniche di gioco.

La nuova grafica appiana l'unico elemento ormai polveroso del gioco.

Non è però il caso di Xenoblade Chronicles, che in questa Definitive Edition ripropone, inalterato, un combat system dinamico ma tutt'altro che banale: pur se estremamente semplice nella teoria, le sconfitte saranno sempre dietro l'angolo, soprattutto nel caso in cui, preso dall'euforia dell'esplorazione, un giocatore scavezzacollo decida d'inoltrarsi in lande piene di creature di livello decisamente più alto del suo.

Avremo modo di discuterne in maniera più approfondita in futuro, ma non possiamo non evidenziare ancora una volta quanto la caratterizzazione dei personaggi risulti matura e credibile ancora oggi e che, pur rifacendosi a stilemi tipici della cultura videoludica nipponica, mostri umanità e comportamenti credibili, mai macchiettistici.

Anche la trama, nonostante si fondi su idee molto diffuse nell'immaginario fantasy con elementi sci-fi, riesce a combinare concept sempreverdi (come il viaggio dell'eroe) a eventi e tematiche in grado di far riflettere il videogiocatore, oggi come allora.

Oltre alla modernizzazione grafica e musicale, l'interfaccia rinnovata e le piacevoli attività aggiuntive, Xenoblade Chronicles Definitive Edition introduce per la prima volta un capitolo completamente inedito, chiamato Future Connected: ambientato un anno dopo la fine della storia originale, vede vecchi amici e nuove conoscenze far fronte comune contro una misteriosa minaccia.

Future Connected è un arco narrativo inedito, pronto a incuriosire anche i fan dell'originale Xenoblade Chronicles.

Anche in questo caso, vi chiediamo di attendere la recensione per un'analisi più dettagliata, ma possiamo già anticipare che questa espansione porterà con sé diverse ore di divertimento e novità anche per i fan nostalgici.

Mancano ancora un paio di settimane alla sua pubblicazione ma, alla luce della nostra esperienza, Xenoblade Chronicles Definitive Edition è già candidato come ottimo remake di un titolo già eccellente e avanguardistico ai tempi di Nintendo Wii, con le novità introdotte e l'ottimizzazione tecnica a offrire un'esperienza di gioco fresca, equilibrata e adatta tanto ai fan nuovi, quanto a quelli di vecchia data.

A proposito dell'autore

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Lara Arlotta

Contributor

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla è darle da mangiare, ma l'effetto è solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civiltà eternauta.

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