Le grandi serie storiche dei videogiochi, di questi tempi, più che competere l'una con l'altra sembrano impegnate in una sfida contro loro stesse. La situazione di Resident Evil 6 è abbastanza chiara: una data d'uscita fissata al 2 ottobre, schivando comodamente Assassin's Creed 3 e Call of Duty, e una sfida durissima invece col proprio passato, per continuare a stupire e innovarsi dopo così tanti anni.

Il sesto capitolo dello zombie-game Capcom è chiaramente sospeso a metà tra due differenti realtà: la tradizione originale da survival horror di razza e il nuovo stile creato dall'incredibile Resident Evil 4. Lo scorso capitolo, pur essendo un buon titolo, era poco più di un remake di RE4 dotato di coop, ed ha finito per deludere parecchi fan. Adesso è il momento di rilanciare la sfida e dimostrare che Resident Evil c'è ancora.

Rinfreschiamoci brevemente la memoria sulle caratteristiche base di Resident Evil 6: tre differenti campagne single-player, tutte da affrontare anche in coop online, ognuna con il suo stile e dotata di momenti di intreccio con le altre.

Una quarta campagna basata sul personaggio di Ada Wong, una sorta di campagna di "preludio", e almeno due modalità online competitive: Agent Hunt e Mercenaries. Gli sviluppatori parlano di un totale di 50 ore di gameplay in totale per la modalità in singolo, numero che va preso con le pinze ma che ci dà almeno un'indicazione di quanto abbiano puntato in alto i ragazzi di Capcom questa volta.

La demo resa disponibile recentemente per i possessori di Dragon's Dogma non ha fatto una grandissima impressione. I brandelli di gameplay, buttati un po' lì a caso, non riuscivano a creare la giusta atmosfera. Dopo essere stati negli uffici Capcom di Osaka e aver provato il gioco in maniera approfondita, anche ai livelli di difficoltà più elevati, possiamo però dire che Resident Evil 6 è diverso da quella demo, e che nonostante ci sia ancora qualche aspetto da tarare al meglio potremmo comunque trovarci di fronte ad un capitolo di RE da non sottovalutare affatto...

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Questa sezione con Ada Wong mostra i miglioramenti dell'MT Framework anche nel visualizzare... il lato B dei protagonisti.

"La campagna di Ada Wong offre una prospettiva differente sugli eventi narrati"

L'esistenza della campagna di Ada Wong è nota da qualche tempo. Si sblocca dopo aver completato le prime tre e offre una prospettiva differente sugli eventi narrati. La sezione che abbiamo potuto giocare si apriva con una splendida vista di una cattedrale e un'inquadratura di Leon ed Helena che vi accedevano, prima che potessimo prendere il controllo di Ada.

Quest'area e ciò che vi giace al di sotto mostrano il lavoro che è stato svolto nel riscrivere la tecnologia d'illuminazione del motore MT Framework. All'esterno la pioggia crea spirali di nebbia e vapore che volteggiano intorno alle sorgenti luminose. Cadendo in un tunnel vicino ad una lapide, Ada si ritrova all'interno di una cripta sotterranea in cui il livello di dettaglio è incredibile. Avanzando su gradini sbeccati e ricoperti di muschio, attraverso grate arrugginite, sfiorando lastre di marmi opachi e gli immancabili barili dall'apparenza sospetta, riconoscerete immediatamente il sapore inconfondibile del survival horror.

Un fuocherello dipinge le pareti circostanti di un bagliore arancione, rimbalzando su una pozzanghera nei pressi e rendendo ancora più impenetrabili gli angoli più oscuri. Le ombre in Resident Evil 6 sono parte integrante del gioco, avvolgono realisticamente ogni personaggio e oggetto. In lontananza una torcia oscilla all'interno di una gabbia, illuminando col suo baluginio un passaggio seminascosto. Capcom di certo non si è tirata indietro nel mettere in mostra la sua nuova tecnologia, e il risultato è fantastico.

"Per sbloccare la campagna di Ada si dovrà prima avere completato le prime tre"

La campagna di Ada sembra offrire un assaggio di tutti i classici elementi di RE, piuttosto che rappresentare una variante sul tema: combattimenti, enigmi e scene da cardiopalma sono tutti presenti. In particolare, i puzzle sono più studiati rispetto al classico "trova l'emblema a forma di sole e inseriscilo nella fessura a forma di sole": tutti richiedono un certo livello di ragionamento e la capacità di interagire con l'ambiente circostante in modi non scontati.

Uno di quelli che ci hanno colpito di più era all'interno di un luogo piuttosto tetro, pieno di corpi penzolanti con la testa coperta da dei sacchi... un contesto davvero interessante con cui interagire!

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'Signora, mi concede un ballo''. 'Ma anche no!'.

Il labirinto sotterraneo termina con alcune trappole ben studiate e una serie di combattimenti che Ada dovrà superare prima di imbattersi in Leon e Helena, giusto in tempo per uno scontro con un boss. Il mostro in questione è una donna nuda dalla cui schiena spuntano degli enormi tentacoli, che ci accoglierà facendo crollare il pavimento, separando il nostro team e dando inizio alle danze. Un altro paio di crolli e colpi di scena, e il tutto culminerà in una folle corsa su dei carrelli da miniera, con la nostra signorina svestita sempre intenzionata ad accompagnarci con la sua minacciosa presenza.

Il tutto, ve lo ricordiamo, in una struttura che da fuori aveva l'aspetto di una semplice cattedrale. Il modo in cui ogni cosa precipita trasformandosi in sequenze adrenaliniche e inattese attraverso continui colpi di scena ricorda nettamente lo stile inconfondibile e un po' esuberante, per usare un eufemismo, di Resident Evil 4.

Questa sequenza porta alla luce anche altri elementi, come ad esempio il fatto che i nuovi controlli consentono ai combattimenti con i boss di essere più avvincenti, merito soprattutto della dinamica di schivata. I precedenti capitoli di RE ci ponevano di fronte a cattivoni ultra-minacciosi, che però dovevano fare i conti con una realtà, ossia che i nostri spostamenti erano lenti e macchinosi. Ora che i movimenti sono più liberi e rapidi, i boss possono essere molto più aggressivi che in passato!

"Ogni cosa precipita trasformandosi in sequenze adrenaliniche e inattese attraverso continui colpi di scena "

Un altro particolare che si nota è il ritorno a un misto di horror e umorismo che serpeggia lungo il corso di tutto il gioco. Si tratta di semplici tocchi, come il fatto che Leon, salendo sul carrello da miniera, inviti gli altri a seguirlo con un "tutti a bordo!"; oppure che Ada dia sempre a Leon un anello, parte di un puzzle da risolvere, e accompagni il gesto dicendo "non farti strane idee". Insomma, un tipo di approccio diverso da quello a base di steroidi e machismo che condiva Resident Evil 5.

Parlando delle modalità, Agent Hunt ci è sembrata trarre ispirazione da una fonte inattesa, ossia la dinamica di "invasioni" di Dark Souls. Ci verrà infatti data la possibilità di entrare nella partita di un altro giocatore scelto a caso e di interpretare il ruolo del mostro (il tipo del mostro dipende dal punto in cui il nostro avversario si trova nella campagna), con un massimo di due invasori possibili contemporaneamente. Se il bilanciamento vi sembra in favore dei mostri, lasciate che vi diciamo una cosa: vincere uno scontro con un personaggio non è uno scherzo.

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La modalità Agent Hunt trae chiara ispirazione dalle invasioni di Dark Souls. Con qualche piccola variazione sul tema...

La sezione che abbiamo giocato avveniva durante la campagna di Jake/Sherry, nel momento in cui si trovano a fronteggiare numerosi J'Avo e ad avanzare lungo strade colme di detriti e auto distrutte. Spawnando nei panni di un J'Avo si ha la possibilità di scegliere differenti location, quindi abbiamo scelto la più vicina a Jake e gli siamo corsi incontro... per farci spappolare immediatamente. Se l'avversario vede la minaccia in arrivo e comincia a sparare, non avete speranze. Quindi, il trucco sta nell'assicurarsi di attaccare approfittando dell'effetto sorpresa.

Il J'Avo inizialmente sembra goffo da controllare rispetto ai personaggi normali, ma riuscendo ad assalire alle spalle un giocatore inconsapevole avrete il tempo sufficiente per assestare diversi colpi prima che questo possa rispondere, e nel frattempo gli altri mostri controllati dall'Intelligenza Artificiale ne approfitteranno per avvicinarsi in gruppo alla preda.

Uccidere un agente è molto difficile, ma lo scopo della modalità è proprio quello, quindi starà a voi portare in campo tutte le tattiche più adeguate per distrarli, portarli al panico e infine sopraffarli. Alla fine di ogni round verranno assegnate delle medaglie in base ai danni inflitti, alle uccisioni, alle finishing move utilizzate e così via. Dopo ogni morte subita, invece, ci sarà un breve conto alla rovescia prima del respawn.

"Una delle feature più interessanti di Agent Hunt è che i J'Avo potranno diventare più forti dopo essere abbattuti"

A meno che non subiate una mutazione, ovviamente. Una delle feature più interessanti di Agent Hunt è infatti che i J'Avo, su base totalmente casuale, potranno diventare più forti dopo essere stati abbattuti, sviluppando un gigantesco tentacolo al posto del braccio o trasformandosi in una creatura completamente nuova, il Needler.

La prima situazione ci rende ancora più goffi ma ci consente di assestare colpi devastanti e afferrare gli agenti dalla distanza; la seconda, nelle mani giuste, è ancora più letale: potremo infatti sgattaiolare via come un serpente per poi scattare verso la preda, lanciandogli contro aculei che infliggono una grande quantità di danno.

Insomma, uno stile di gioco nettamente diverso rispetto a quello classico di RE, che si configura in una modalità davvero interessante. La dinamica dei respawn veloci bilancia la difficoltà e fa sì che, ogni volta che verremo fatti a brandelli da un colpo di arma da fuoco, potremo tornare in azione dopo pochi secondi e avere l'occasione di un altro assalto.

Giocando da agenti, invece, si prova l'emozione di combattere contro qualcosa che non è semplicemente l'Intelligenza Artificiale. Tramite le opzioni si potrà scegliere di disattivare le invasioni della propria partita, ma il nostro consiglio è di non rinunciare a questo brivido ulteriore.

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Ogni personaggio ha delle armi distintive. Quella di Ada è una balestra con cui appendere i nemici alle pareti. Utile e anche divertente...

Nella versione provata erano disponibili anche le sezioni di Leon, Chris e Jake già viste al Comic-Con, quindi ne abbiamo approfittato. La parte di Leon, ambientata nella "Ivy University", è affascinante nel classico stile di Resident Evil e offre un ambiente ricchissimo di dettagli, anche se le texture viste da vicino fanno meno effetto che non nella visione d'insieme.

"Giocando da agenti si prova l'emozione di combattere contro qualcosa che non è semplicemente l'Intelligenza Artificiale"

Qui, gli zombie e i nemici hanno un feeling completamente diverso da quello dei J'Avo, risultando più inclini agli attacchi a sorpresa e agli assalti in sciami. La sezione di Chris soffre invece per il fatto che la dinamica di coperture richiede la pressione di due tasti per funzionare, il che la rende immediatamente meno intuitiva e fluida di un Gears of Wars. Abbiamo sinceramente preferito rigiocare il tutto nei panni di Piers, il più giovane compagno di Chris, che con il suo ruolo e la sua dotazione da cecchino consente di far saltare in aria teste zombesche che è un piacere.

Il fatto che, uscendo dalla visione zoomata del mirino, l'intera scena resti fuori fuoco per un istante, simulando la reazione dei nostri occhi al rapido cambio visivo, è solo uno dei tocchi di classe che impreziosiscono RE6.

Infine, c'è Jake: una sezione fatta per metà di sparatorie e per metà di combattimenti corpo a corpo, dal bilanciamento che ci appare ancora piuttosto misterioso. È semplicissimo, infatti, terminare le munizioni e ritrovarsi di punto in bianco da una situazione di relativa sicurezza al panico totale, che ovviamente può culminare in un modo solo. Il tutto in ambienti aperti, che offrono punti di ingresso multipli per i nemici e dunque una dinamica di gioco più imprevedibile, ma che al momento non abbiamo ancora digerito completamente...

"Resident Evil 6 sarà molto probabilmente il capitolo più "pesante" della serie"

Concludendo, non si può avere un'opinione unitaria su Resident Evil 6: dev'essere necessariamente sfaccettata, esattamente come lo è la storia e la tradizione di questa infinita serie, che negli anni ha dimostrato di saper cambiare stile e pelle più di una volta.

Capcom, stretta alle corde dai fan che reclamano ognuno una direzione differente per questo nuovo capitolo, ha fatto una scelta coraggiosa e rischiosa al tempo stesso: li ha mescolati tutti. Quattro campagne, più un prologo, più le modalità Agent Hunt e Mercenaries, più tutto quello che ci verrà riservato - ci scommettiamo - come sorpresa dell'ultimo istante.

Resident Evil 6 sarà molto probabilmente il capitolo più "pesante", in termini di sostanza, della serie. Sarà anche il migliore? Dopo aver provato la demo, non credevamo che l'avremmo mai detto, ma le possibilità ci sono... e non sono affatto così remote.

Traduzione a cura di Luca Signorini.

Riguardo l'autore

Jeffrey Matulef

Jeffrey Matulef

Redattore

Jeffrey Matulef is the best-dressed man in 1984.