Il marchio Xbox è davvero in vendita? - articolo

I rumor continuano a dire che Microsoft è in cerca di un compratore, ma qualcuno si farà avanti?

La divisione Xbox di Microsoft oggi si trova in uno stato di salute molto migliore di quanto non fosse un anno fa. Recuperare terreno non è stato semplice: il progetto Xbox One originale ha dovuto reinventarsi in modo plateale e per molti versi brusco, dopo che la sua filosofia iniziale si è dimostrata gradita al pubblico come un calcio nelle parti basse. Il processo ha portato anche a numerosi avvicendamenti al vertice della dirigenza e ad un cambio di direzione talmente netto da essersi raramente visto in pubblico: di solito, le aziende preferiscono fare cose del genere in modo riservato nella fase di pre-lancio, restando lontane dal clamore mediatico. Ancora oggi, però, l'Xbox One resta ancorata ai residui fossili della sua prima e ormai rinnegata vita: Kinect 2.0 è stato abbandonato, liberando risorse di sistema e rappresentando una rottura importante per la console, ma altri retaggi (come le costose componenti richieste per l'input HDMI e l'elaborazione del segnale TV) restano integrati nell'hardware e non possono essere rimossi, almeno non fino al prossimo ed inevitabile redesign.

Sotto il regno di Phil Spencer come nuovo boss Xbox, la console ha compiuto un'inversione di tendenza che in pochi avrebbero previsto (anche se la cosa potrebbe spiegarsi con le aspettative piuttosto basse che ormai circolavano). Ciò non toglie, però, che nonostante gli sforzi di Spencer e del suo team, l'Xbox One sia ancora una console nei guai. L'ultima stagione natalizia è stata un successo ma solamente in un territorio (gli Stati Uniti, dominati dall'Xbox anche nella precedente generazione) e grazie ad un taglio di prezzo temporaneo. Il successo, inoltre, è stato in qualche modo sminuito dai grossi problemi tecnici che hanno afflitto uno dei titoli più importanti in uscita in quel periodo: la Master Chief Collection.

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I problemi tecnici della Master Chief Collection hanno parzialmente oscurato il successo natalizio dell'Xbox One negli USA.

Dall'inizio del 2015, le cose sono tornate sul binario abituale: PS4 supera costantemente le vendite di Xbox One, persino negli USA, accumulando di solito qualcosa come il doppio delle unità piazzate dalla sua concorrente nel mercato globale. L'Xbox One vende meglio del Wii U mese su mese, ma è una magra consolazione, considerando che la console di Nintendo è ormai comunemente ritenuta un fallimento commerciale, e l'azienda ha già confermato che la sua vita non sarà molto lunga, annunciando il nuovo progetto Nintendo NX che dovrebbe essere svelato in pieno nel 2016. Microsoft è lungi dal trovarsi in una situazione altrettanto critica, ma le sue vendite nel corso di quest'anno non sono poi così tanto lontane da quelle del Wii U, e le basi installate dei due hardware sono praticamente le stesse in termini numerici.

La cosa strana e al tempo stesso positiva su cui Microsoft cerca di focalizzare le attenzioni è il fatto che, anche se l'Xbox One pare zoppicare, in realtà sta vendendo meglio di quanto non avesse venduto l'Xbox 360 allo stesso punto della sua parabola vitale. Con un calcolo approssimativo, la base installata di Xbox One supera di circa 2,5 milioni di unità quella dell'Xbox 360 a parità di tempo trascorso dall'uscita sul mercato. Ironicamente, questo la mette più sul livello della PS3 che, a dispetto dei primi anni problematici, al momento del lancio sul mercato fu molto più rapida a vendere della rivale di Microsoft. Il punto fondamentale, però, rimane: in termini commerciali l'Xbox One sta facendo meglio dell'Xbox 360... ma la PS4 a sua volta sta facendo meglio di qualsiasi console mai uscita sul mercato, mettendo in ombra i risultati ottenuti dall'hardware Microsoft.

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Con la nomina a CEO di Microsoft di Satya Nadella, molto più orientato al business, l'Xbox ha cominciato a sembrare sempre più fuori posto nel portfolio di Microsoft.

Il che ci porta al problema: Microsoft, il cui business principale consiste nella vendita di software per ufficio e impresa, servizi di cloud e sistemi operativi, sarà davvero intenzionata a restare nel mondo dei videogame per ottenere solo profitti marginali? Sin dall'uscita di scena di Steva Ballmer e dalla conseguente nomina a CEO di Satya Nadella, personalità molto più orientata al business, il ramo Xbox ha cominciato a sembrare sempre più fuori posto nel portfolio di Microsoft, specialmente dopo che anche altri progetti come Surface e Windows Phone sono stati ridimensionati. Se l'Xbox gioca ancora un ruolo importante, è quello di portabandiera di Microsoft nel settore consumer, ma anche da questo punto di vista la "testa di ponte" nel salotto di casa è sempre meno importante ora che Sony non sembra più una vera competitor per Microsoft, dal momento che le due compagnie hanno rifocalizzato e razionalizzato i propri business fino al punto che non si sovrappongono più, focalizzandosi su mercati differenti. Inoltre, l'Xbox One sta perdendo la battaglia con PS4: anche se Microsoft volesse ancora riservarsi uno spazio nel salotto di casa, il progetto Xbox rischierebbe di non essere più sufficiente a tale scopo.

Probabilmente, per i più attenti ai movimenti del mercato, quello che stiamo dicendo non suonerà affatto come una cosa nuova. Pochi mesi fa sono già circolati rumor, poi finiti nel nulla, secondo i quali Microsoft sarebbe entrata in contatto con Amazon per scaricarle la divisione Xbox. C'è anche da dire che alla GDC si è fatto un gran parlare del ruolo di Xbox One nell'ecosistema Windows 10, con lo stesso Spencer che ha ribadito più volte il supporto di Satya Nadella. Anche la recente acquisizione di Minecraft sembrerebbe una strana iniziativa se Microsoft volesse veramente disfarsi del marchio Xbox. Scampato pericolo, quindi?

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L'acquisizione di Minecraft parrebbe scongiurare l'ipotesi di una cessione da parte di Microsoft del ramo Xbox.

Sembra di no, perché continuano a circolare vorticosamente i rumor secondo i quali Microsoft avrebbe effettivamente messo sul mercato il suo ramo Xbox, e starebbe silenziosamente cercando un acquirente. Sia durante che dopo la GDC, sono state infinite le speculazioni su chi potrebbe essere il nuovo proprietario dell'Xbox. Le interazioni della console con Windows 10, inclusa l'eventuale transizione dal suo OS proprietario al kernel di W10, il presunto supporto di Nadella, l'acquisizione di Minecraft... nessuno di questi elementi ha messo a tacere le voci di corridoio secondo cui Microsoft non vede più l'Xbox come un asset fondamentale e vorrebbe disfarsene. La recente riorganizzazione del management aziendale, durante la quale Phil Harrison ha lasciato l'azienda e Kudo Tsunoda ha preso in carico la gestione di alcuni aspetti di Microsoft Games Studios insieme a Phil Spencer, non ha fatto altro che gettare nuova benzina sul fuoco. Volendo leggerli in un certo modo, questi movimenti potrebbero essere la conferma che si sta creando una linea di divisione interna, che faciliterebbe un eventuale distacco.

Ma potrebbe veramente succedere? Noi pensiamo di sì: se Microsoft vuole veramente vendere l'Xbox e se saltasse fuori un vero compratore, l'operazione potrebbe filare più liscia di quanto non si immagini. L'Xbox One continuerebbe a far parte della nuova visione di Windows 10, entro certi margini, e probabilmente riceverebbe anche l'upgrade al kernel di W10, ma non sarebbe più un hardware di proprietà di Microsoft: una situazione non nuova per un'azienda che ha basato la sua intera esistenza sulla vendita di sistemi operativi per hardware di altri produttori. Nessuno comprerebbe il marchio Xbox se questo non includesse anche Halo, Forza e gli altri titoli inclusi nel pacchetto, ma il nuovo entusiasmo di Microsoft per il gaming su piattaforma Windows suggerirebbe un tipo di accordo complesso nel quale alcune IP (inclusa, probabilmente, Minecraft) rimarrebbero con Microsoft, mentre altre verrebbero cedute insieme al ramo Xbox.

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Nonostante i paragoni con Project Morpheus, HoloLens non è collegato direttamente all'Xbox e non è stato proposto come un add-on per la sua console.

HoloLens rimarrebbe un progetto Microsoft: non è al momento collegato direttamente all'Xbox e non è mai stato proposto come un add-on per console, nonostante i paragoni con Project Morpheus che ha spontaneamente generato. I giochi Xbox continuerebbero a funzionare con i servizi di cloud Azure (Microsoft sarà lieta di vendere l'accesso a chiunque, su qualsiasi piattaforma), su cui continuerebbe ad essere basato anche Xbox Live. Quindi, sì: il divorzio tra Xbox e Microsoft potrebbe consumarsi d'amore e d'accordo, consentendo di mantenere una stretta relazione collaborativa tra le parti, ossia tra la casa di Redmond e la nuova azienda acquirente, possibilmente una i cui obiettivi siano molto più in linea col progetto Xbox di quanto non li siano quelli della nuova Microsoft.

Con ogni probabilità, è questo l'ostacolo più grande. Credo che Microsoft voglia davvero vendere il ramo Xbox e che stia già sondando il terreno; quello che al momento non riesco ad immaginare è un potenziale compratore. Nessuna delle attuali aziende competitor di Xbox sul mercato appare pronta a rilevare una divisione così imponente, e non s'individuano nemmeno software house pronte a compiere il grande balzo verso la detenzione di una piattaforma hardware propria. Infine, né per Apple né tanto meno per Google avrebbe il minimo senso entrare nel business Xbox, una console chiaramente fuori dallo stile di Apple in quanto a filosofia e approccio, e fuori dai piani anche di Google, notoriamente disinteressata al mondo del gaming e molto prudente anche sul fronte dell'hardware.

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Con la nuova gestione, l'Xbox One ha conosciuto un'indiscutibile fase di rilancio. Ma il vero obiettivo di Phil Spencer sarà renderla indispensabile nell'ecosistema di Microsoft.

Amazon, ossia l'azienda su cui sono circolati i primi rumor, continua ad apparire come il compratore più verosimile, anche se al momento sembra intenzionata a perseguire la sua strategia interna per l'abbordaggio al salotto di casa (con scarso successo, finora). Si può immaginare che le due parti stiano ancora "esplorando le possibilità" a riguardo, ma se un eventuale deal fosse veramente nell'aria, forse sarebbe avvenuto già l'anno scorso. Chi rimane, dunque? Netflix, forse, è un outsider interessante: l'azienda sta cominciando a produrre contenuti TV originali e la sua abitudine ad ospitare contenuti di terze parti si legherebbe bene alla fusione con Xbox e i suoi Game Studios, ma è difficile immaginare che una compagnia che finora ha lavorato così duramente per distaccarsi dal concetto di "prodotto fisico" possa improvvisamente invertire la rotta acquistando un grosso e ingombrante hardware domestico.

È per queste ragioni che, io credo, Xbox finirà per restare con Microsoft, nel bene e nel male. Essere ceduta potrebbe rappresentare un bene, nel caso in cui la nuova proprietaria fosse un'azienda intenzionata a fare dei suoi punti di forza la propria chiave strategica, ma non credo che attualmente ci sia un'azienda del genere pronta a raccogliere le redini del progetto Xbox. Piuttosto, Spencer e il suo talentuoso team dovranno lavorare duro per assicurare che Xbox rimanga importante e rilevante all'interno di Microsoft. Creare una sinergia con Windows 10 è stato un buon inizio; immaginare altri modi tramite i quali Xbox possa continuare ad essere una grande piattaforma da gioco, sfruttando al contempo tutti gli altri punti di forza offerti dalla casa madre, sarà probabilmente la sfida dei prossimi anni. Dopo aver ribaltato la percezione pubblica dell'hardware con un'ammirevole manovra strategica, Spencer dovrà far sì che la percezione di Xbox cambi anche all'interno della stessa Microsoft, se vorrà ricavarsi uno spazio all'interno di un'azienda che orma ha smesso di puntare così fortemente alla conquista del salotto di casa.

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Riguardo l'autore

Rob Fahey

Rob Fahey

Contributing Editor

Rob Fahey is a former editor of GamesIndustry.biz who spent several years living in Japan and probably still has a mint condition Dreamcast Samba de Amigo set.

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