Mirror's Edge Catalyst - prova

Una beta che scioglie molti dubbi.

L'anno scorso, nel corso della nostra anteprima di Mirror's Edge Catalyst dell'E3, rimanendo in parte delusi dal sistema di controllo e dalla nuova direzione intrapresa da DICE. Naturalmente sapevamo che si trattava di impressioni frettolose basate su una prova davvero troppo breve, quindi abbiamo aspettato pazientemente di poter affrontare sessioni più lunghe in compagnia dell'atletica Faith.

Dopo aver speso qualche ora con la beta di Mirror's Edge Catalyst, tutti i nostri dubbi sull'ultima fatica del team DICE si sono sciolti come neve al sole, per essere sostituiti da un'attesa spasmodica per la versione finale del gioco.

Affrontando il gioco con calma, infatti, ci siamo resi conto che il sistema di controllo è in realtà rimasto molto simile a quello del primo episodio, dimostrandosi a tratti ancor più stretto e preciso per i giocatori più intraprendenti.

A differenza di quanto accadeva nel primo Mirror's Edge, dove l'esperienza era stata pensata per un pubblico esigente e piuttosto pratico di videogiochi, Catalyst si adatta a un target più ampio, dimostrandosi perfettamente in grado di offrire una sfida su più livelli.

Giocando con le impostazioni di base, infatti, si può contare su un'opzione chiamata Runner's Vision, attivabile tramite la pressione di uno degli stick analogici del controller. Questo espediente di game design fa apparire sullo schermo una scia rossa che, in sostanza, mostra una delle strade percorribili per andare dal punto A al punto B.

Mirror's Edge Catalyst_1
Per abbattere gli avversari senza rallentare si devono sfruttare i colpi veloci durante le evoluzioni.

La struttura aperta di Catalyst, tuttavia, tende a premiare la creatività dei giocatori, complice anche l'ottimo level design ideato dal team di sviluppo. Dobbiamo ammettere di aver avuto più di un dubbio sulle possibilità di portare in una struttura open world il gameplay preciso, rifinito e studiato al millimetro del primo Mirror's Edge, ma DICE sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per riuscire nell'impresa.

La pallida Glass City, infatti, è stata studiata per essere il paradiso dei runner e per garantire ai giocatori più creativi la possibilità di correre senza freni sfruttando ogni elemento dello scenario per mantenere un'andatura fluida come quella di un corso d'acqua.

Mantenere il "flow" è importante per godersi al massimo Mirror's Edge Catalyst, e per farlo è necessario metabolizzare un sistema di controllo apparentemente semplice ma saldamente legato alla corretta esecuzione da parte dell'utente e a un tempismo impeccabile.

In Catalyst un tasto è associato alle evoluzioni verso l'alto (salti, volteggi e via dicendo) e un altro a tutte le acrobazie verso il basso (capriole, scivolate, ecc.). A seconda della manovra che si vuole far compiere a Faith è possibile premere brevemente il tasto ad essa associato, oppure tenerlo premuto per ottenere un effetto ancora diverso.

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In Mirror's Edge Catalyst, Glass City affianca in tutto e per tutto Faith come coprotagonista.

Si può quindi optare per un breve volteggio sopra un ostacolo, oppure scegliere di trasformare la barriera di turno in un pratico trampolino per raggiungere un punto soprelevato dello scenario, magari dopo una spettacolare corsa sul muro.

Se avete amato il primo Mirror's Edge, quindi, con ogni probabilità impazzirete anche per Catalyst e per il suo sistema di controllo ulteriormente raffinato, che consentirà evoluzioni degne dei migliori parkour.

I miglioramenti più evidenti riguardano i combattimenti, che nel precedente episodio erano interessanti ma staccati dal resto dell'esperienza. Fin troppo spesso, infatti, ci si trovava costretti a interrompere la corsa per affrontare le guardie nemiche, cosa che finiva col rompere la fluidità costante e naturale che caratterizzava il gameplay. A quanto abbiamo potuto vedere giocando la beta di Catalyst, gli sviluppatori hanno lavorato sodo per amalgamare gli scontri (rigorosamente a mani nude) e la corsa sfrenata, con risultati davvero convincenti.

Ora perfino le guardie possono essere sfruttate per continuare la propria corsa senza fine, e con un calcio ben piazzato si trasformano in pratici trampolini con cui prolungare la propria serie di evoluzioni spericolate.

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Accumulando punti esperienza si possono potenziare diversi elementi con cui aiutare Faith nella propria avventura.

Si può attaccare in corsa, scivolando, dandosi lo slancio contro i muri, oppure semplicemente esibirsi in coreografiche combinazioni di colpi che si concludono in complesse proiezioni e chiavi articolari.

Gli attacchi forti, portati con i calci, permettono anche di spostare con prepotenza il bersaglio colpito per farlo cadere giù da un tetto o, perché no, per sbatterlo violentemente contro il muro o un collega, aprendo ulteriori finestre per andare a segno.

L'agilità di Faith non è fine a se stessa, ma serve per permettere alla bella runner di raggiungere ogni singolo punto della città in cui è ambientato Catalyst. Il giocatore viene chiamato a vestire i panni dell'eroina di turno subito dopo la sua uscita di prigione.

Glass City è un posto apparentemente solare e arioso ma in realtà è un luogo opprimente che tende a soffocare il prossimo in una prigione senza mura o porte blindate. Il controllo capillare dell'informazione ha infatti permesso alla corporazione di turno di mettere il guinzaglio al popolo, tenendo facilmente sotto controllo ogni elemento della vita quotidiana.

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La versione PS4 soffre ancora di qualche problemino tecnico e avrà bisogno di molto lavoro per essere ottimizzata al meglio.

In questo contesto distopico si posizionano i runner, una sorta di corrieri ribelli che sfidano il sistema uscendo dalla griglia comune e svolgendo missioni di ogni genere, cercando di far conoscere al mondo la verità.

La storia viene portata avanti attraverso una serie di missioni che spaziano dalla raccolta di oggetti specifici (come i chip della rete di sicurezza) al raggiungimento entro un tempo specifico dei luoghi segnati sulla mappa. Il tutto mentre si raccolgono i tradizionali collezionabili, fondamentali nei titoli con questo tipo di struttura.

Vagabondando sui tetti di Glass City, infatti, si possono trovare pacchetti di informazioni, le classiche borse gialle con cui abbiamo già avuto a che fare nel primo Mirror's Edge, e una serie di globi luminosi che ricordano gli orb di Crackdown.

Ogni risultato registrato dal giocatore viene immediatamente salvato e inserito all'interno della classifica mondiale, che permette di tenere sempre alto l'interesse creando una rivalità costruttiva tra gli utenti. I più competitivi, infatti, non potranno fare a meno di ripetere più volte le missioni cercando di battere il risultato di chi li precede in classifica, esattamente come accade nei migliori giochi di guida.

Per il momento, quindi, Mirror's Edge Catalyst offre sensazioni molto positive. Naturalmente ci sono ancora moltissimi elementi da testare e valutare, ma per quelli dovremo attendere il mese di giugno, quando il gioco arriverà nei negozi accompagnato dalla nostra recensione.

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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