MotoGP17 - prova

Tanti piccoli passi avanti per la serie di Milestone.

La continua opera di dialogo con i giocatori fa sì che ogni capitolo della serie Milestone aggiunga un pezzo del puzzle. A volte si lavora sull'intelligenza artificiale dei piloti, altre sulle modalità di gioco e altre ancora su tutti quei piccoli dettagli che rendono l'esperienza coinvolgente.

MotoGP 17 fa un po' tutto questo e va a limare diversi aspetti che, in occasione del precedente capitolo, avevano stimolato il feedback della community. Non c'è una rivoluzione, o almeno non si è fatta vedere durante l'evento che il produttore milanese ha organizzato nei suoi uffici per farci provare una build non definitiva del gioco. Il proverbiale elefante nella stanza, diciamolo, riguarda il tanto atteso cambio di motore grafico che però per le due ruote è rimandato: MotoGP 17 gira con l'engine dei precedenti episodi, che ormai porta su di sé non pochi segni del tempo trascorso dalla sua prima apparizione.

Per trovare le novità dobbiamo insomma guardare da un'altra parte, ma prima di farlo c'è tempo per un rapido accenno all'online, aspetto che ci viene promesso come in gran trasformazione anche se per ora solo di questa promessa dobbiamo accontentarci. Se è vero che l'engine è lo stesso e l'online è ancora avvolto nel mistero, non mancano i segni di evoluzione a partire da un'aggiunta chiesta a gran voce dalla community e che certamente farà la gioia degli appassionati di monoposto: i box.

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La gestione della fisica in pista è stata rinnovata, soprattutto per quanto riguarda il comportamento delle moto su vari tipi di asfalto.

Può sembrare un a novità da poco ma poter vedere il proprio pilota mentre si prepara alla corsa seduto di fianco alla moto contribuisce non poco all'immersione e soprattutto a restituire un feeling decisamente televisivo. Dai box potremo (tramite menù, non ci viene dato il controllo dell'avatar) scegliere alcune impostazioni sulla gara in arrivo e confrontarci con i membri del team sulle tattiche migliori da adottare. La voglia di Milestone di ricreare le emozioni di una diretta video è evidente anche dall'adozione di nuove grafiche chiaramente ispirate al piccolo schermo. Manca solo la voce del vostro telecronista preferito, insomma.

Una volta in pista le novità continuano su diversi fronti: la fisica delle due ruote è stata migliorata grazie all'inserimento di una nuova gestione della presa delle gomme sull'asfalto, una più raffinata gestione delle accelerazioni e un sistema di piega più credibile. La differenza tra bagnato e asciutto è notevole e costringe ad approcci sensibilmente diversi per quanto riguarda l'atteggiamento sul tracciato: sgasare come matti in curva quando piove è pratica per pochi eletti, soprattutto se si guida con tutti gli aiuti disattivati.

Anche l'intelligenza artificiale degli avversari è stata rivista per dare ai piloti più noti uno stile di guida riconoscibile e rendere più coinvolgenti le gare. Il comportamento in fase di sorpasso è stato completamente riscritto mentre delle novità ci sono anche in tema di dinamiche di gruppo e gestione delle collisioni. Nella build che abbiamo provato questa rinfrescata era integrata solo in parte, ma l'impressione è che ai livelli di difficoltà maggiori non sia affatto una passeggiata guadagnare la prima posizione. Sì tratta comunque di aggiustamenti e non di stravolgimenti, che vanno nel senso di accogliere le critiche mosse dai giocatori a Valentino Rossi: The Game.

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L'intelligenza artificiale ha subito la periodica svecchiata. Sarà la volta buona?

Gli ultimi dettagli tecnici da segnalare riguardano l'accompagnamento sonoro con l'adozione di un nuovo middleware dedicato, Rev, capace di produrre rumori più vicini alle controparti reali grazie anche alla registrazione ex novo del rombo dei motori. E, soprattutto, è da notare come il vecchio motore grafico di Milestone saluti il pubblico, per la sua ultima apparizione, sfrecciando finalmente a 60fps.

Sul fronte delle modalità di gioco troviamo quello che è stato il centro della nostra visita negli uffici dello sviluppatore nostrano: le due modalità carriera. Ad affiancare la classica esperienza per piloti troviamo infatti un'inedita Carriera Manageriale, che ci permette di gestire il nostro team non solo per quanto riguarda le corse, ma anche influenzando tutti quegli aspetti che gli stanno attorno.

Potremo comprare le moto, assumere i piloti (e poi vederli migliorare sotto i nostri occhi grazie all'allenamento o al lavoro dei preparatori tecnici e atletici) e portare nel team tutte le figure necessarie per la vittoria: ci serviranno ovviamente ingegneri di vario tipo, ma non mancano esperti di marketing, analisti, manager, addetti stampa, responsabili della logistica, personal trainer e altri ancora. Ogni reparto si occupa di un aspetto specifico e tutti concorrono nel miglioramento delle prestazioni di moto e pilota.

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Moto e piloti sono ben fatti, ma le piste e le ambientazioni mostrano decisamente i segni del tempo che passa.

Ecco, se la vostra passione è semplicemente quella di fare il manager, però, è bene segnalare che dovrete comunque scendere in pista visto che non è possibile far correre le gare all'intelligenza artificiale. Certo avrete un gregario sul tracciato, ma sarete voi a dover impersonare il vostro sportivo. A completare il quadro troviamo anche la gestione degli sponsor (riceverete offerte da brand più interessanti col migliorare dei vostri piazzamenti) e la presenza di tutti e 18 i circuiti ufficiali della stagione 2017 del MotoGp, il tutto in arrivo il prossimo 15 giugno su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Come già scritto, l'impressione è che questo capitolo della longeva serie Milestone risponda a specifiche richieste della community, limando alcune delle asperità riscontrate nei passati episodi. Non ci sono rivoluzioni o cambiamenti stravolgenti, ma diversi aspetti sono stati oggetto di migliorie, sebbene non sia ancora chiaro quali novità ci siano sul fronte dell'online.

Basteranno i passi avanti per far chiudere un occhio su una grafica ormai datata? Troverete la risposta nei prossimi mesi su queste pagine, dopo che ci sarà dato modo di scorrazzare in lungo e in largo per le piste virtuali.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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