They Are Billions - prova

Forse non miliardi, ma dannatamente tanti…

Gli zombie sono un'invenzione ormai diventata 'vintage'. La loro prima apparizione risale al 1968, quando apparvero in 'Night of the Living Dead' del compianto George Romero, e da quella data si è talmente abusato della loro figura da farli venire a noia alla gran parte degli appassionati di cinema e videogiochi.

Tuttavia lo zombie è il nemico perfetto, per molte ragioni. Non c'è più redenzione per lui, non ha conservato sentimenti, è cross culturale e cross razziale (i non morti appartengono a tutte le razze e a tutte le professioni) ed è sempre e comunque una minaccia terribile. Nella grande hit parade dei cattivi, nemmeno i nazisti possono vantare questo pedigree. Ecco perché gli zombie continuano imperterriti a essere i protagonisti di tanta cultura popolare, videogame inclusi.

Stavolta è il turno di un RTS con tinte di tower defense e roguelite, unite a un'ambientazione steampunk: They Are Billions. Il titolo è evocativo quanto illustrativo: lo scopo del gioco è infatti creare, gestire e far crescere una colonia che deve vedersela con un'epidemia zombie che raggiungerà, nel corso della partita, dimensioni epiche.

Il genere degli RTS è quello preponderante nel mix, visto che ci si ritrova impegnati per la maggior parte del tempo a costruire, raccogliere risorse e riflettere sul posizionamento delle strutture. Se le risorse sono implementate in maniera abbastanza standard (legno da foreste, metalli da giacimenti, denaro da lavoratori), il posizionamento delle strutture assume un'importanza strategica abbastanza inedita. Lo spazio è infatti limitato dalle vostre capacità difensive e capire cosa costruire per assicurarsi una immediata sopravvivenza e un futuro sviluppo non è affatto banale.

Ma cosa vuol dire che 'lo spazio è limitato', esattamente? Le mappe di They Are Billions offrono montagne, laghi e foreste; questi spazi non sono attraversabili dagli zombie. La vostra colonia deve altresì proteggersi dagli attacchi che provengono dai territori percorribili... e questo vuol dire che dovrete costruire, al più presto, palizzate, torri e cancelli per chiudere totalmente l'accesso alla colonia.

Ma per far questo è necessario utilizzare risorse che all'inizio sono scarse, e il tempo stringe... quindi viene da sé che le prime palizzate saranno di perimetro limitato e includeranno al proprio interno spazi ristretti. Per questo è opportuno sfruttare laghi, montagne e foreste come proseguimenti naturali delle nostre protezioni.

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Sfruttare gli impedimenti naturali è fondamentale in They Are Billions: permette di crescere in fretta e di recintare maggiori porzioni di terreno sfruttabile.

Questa prima meccanica è fondamentale in They Are Billions, anche perché è collegata alla gestione dell'energia: potete infatti costruire su uno spazio delimitato dalla portata dei vostri generatori e delle torrette Tesla, e anche queste strutture costano risorse e, così all'inizio, ci si ritrova a correre contro il tempo per decidere quanto territorio includere nelle palizzate in modo da rispondere in maniera efficiente ai primi attacchi.

Legata a questa prima meccanica ne abbiamo un'altra altrettanto importante, quella militare, che si unisce a quella dell'esplorazione. La mappa di gioco è all'inizio avvolta nella classica 'fog of war' e sta alle vostre unità militari esplorarla per capire come espandersi, quali strettoie sfruttare e dove sono localizzate le riserve di zombie più popolose. Le unità che avete a disposizione all'inizio sono soldati e arcieri; mentre i primi sono molto efficienti nella mattanza ma anche più rumorosi (quindi attirano più zombie), i secondi sono invece silenziosi e metodici, benché più lenti. Quindi all'inizio del gioco userete queste unità per esplorare e comprendere la strategia da utilizzare; poi dividerete invece il vostro esercito tra le difese (soprattutto nelle torri) e contingenti atti all'eradicazione di colonie nemiche.

Quindi veniamo agli zombie e ai relativi assalti. La mappa, come ci si aspetterebbe, è letteralmente infestata di nemici che si comportano come ci si aspetterebbe: non morti che vagano senza costrutto fino a quando non vedono umani da assalire, a quel punto si focalizzano e attaccano. Diversi tipi di zombie hanno diversi tipi di resistenza e velocità, ma ciò che è importante capire è che starete continuamente a pensare a quanto rinforzare un determinato lato della colonia a discapito degli altri, spendendo risorse scarse che sono alternativamente utilizzabili in espansione della colonia stessa. Va poi sempre considerato che gli zombie infestano la colonia in maniera rapidissima una volta penetrati nel perimetro: si moltiplicano attaccando case e civili e l'unica cosa che li ferma sono i muri e le unità militari (che sono i loro primi obiettivi).

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Una volta entrati, gli zombie sono inarrestabili; a volte è però possibile isolare alcune zone della colonia e, da lì, respingere l'attacco.

L'espansione della colonia è il vero motore del gioco visto che, in maniera completamente indipendente da voi, gli assalti si faranno sempre più violenti e densi di nemici. Questo vuol dire che sarete costretti a espandervi (per ottenere più risorse, spazio e accesso a tecnologie ed edifici migliori) per poter sperare di raggiungere lo scopo del gioco che, a proposito, è quello di raggiungere un determinato numero di giorni a seconda della difficoltà impostata.

Da 80 a 150 giorni la difficoltà s'impenna e in ottanta giorni la quantità di zombie è molto più elevata e ci si trova ad affrontare terribili orde piuttosto presto; con più giorni a disposizione, invece, si ha più tempo per costruire colonie solide e piani di difesa funzionanti.

In ultimo va considerato che il gioco offre un pulsante 'pausa' che permette ai giocatori di riflettere (e impartire ordini) in ogni momento per trovare la soluzione a situazioni particolarmente spinose. Questa possibilità è preziosa soprattutto nel momento in cui le difese della colonia sembrano crollare ed è necessario fare micromanaging delle unità militari o di alcune costruzioni particolarmente utili in questi momenti (muri, trappole...).

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L'art direction si affida a disegni piuttosto semplici ma ben colorati e animati ancora meglio.

Le dinamiche descritte costituiscono oggi il fulcro dell'esperienza offerta da They Are Billions. Il gioco è in Early Access e la modalità Survival è l'unica disponibile con quattro mappe che si sbloccano man mano che si completano le precedenti. Il team di sviluppo è al lavoro per completare sia il gameplay del gioco (nuove unità e nuovi edifici), sia la modalità campagna (stimata intorno alle 40-50 ore dagli sviluppatori stessi).

La grafica del gioco ci è piaciuta dal lato creativo (ottima art direction in stile steampunk) che da quello funzionale (interfaccia vecchio stile ma piuttosto semplice da usare), e anche il comparto audio è buono per quanto riguarda la colonna sonora (decisamente memorabile) e gli effetti. They Are Billions è insomma un titolo estremamente promettente che è già molto divertente giocare in Early Access. Per gli appassionati, si tratta di un gioco da tenere senz'altro d'occhio.

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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