WWE 2K19 - prova

Yuke's e 2K Sports ci hanno invitato a Londra per provare WWE 2K19, uno dei capitoli della serie più ambiziosi di sempre.

Quando ti occupi di sviluppare lo stesso videogioco sportivo da quasi vent'anni, hai più di qualche vantaggio nell'approcciarti a un nuovo capitolo. Conosci quali sono stati i punti di forza dei precedenti, quali le loro debolezze, e hai tutte le carte in tavola per confezionare un prodotto significativamente migliore. Chiunque si nutra abitualmente di opere d'intrattenimento, saprà bene che sfortunatamente non funziona sempre così e anzi, capita spesso di tuffarsi in un film, in una serie TV o in un videogioco dall'importante eredità per poi costatare che quel determinato prodotto è molto indietro rispetto al suo passato.

Volendo fare un esempio concreto e soprattutto calzante potremmo prendere Yuke's, studio con sede a Osaka che dal lontano 2000 realizza videogiochi di wrestling, e che dal 2013 lo fa per 2K. La serie WWE 2K non è riuscita a registrare negli anni una costante crescita dal punto di vista qualitativo, e l'ultima apparizione del franchise risalente allo scorso anno, WWE 2K18, si è attirata più di qualche critica a causa degli evidenti difetti che la caratterizzavano. Attraversando il gate d'imbarco per Londra, dove il nuovo WWE 2K19 aspettava di essere provato per la prima volta, eravamo alquanto curiosi di mettere le mani su questo capitolo per capire se avrebbe potuto rappresentare l'attesa rinascita della serie. Ecco com'è andata.

Una volta seduti alla nostra postazione, sfogliando i rinnovati menù di WWE 2K19, è stato subito chiaro come Yuke's abbia voluto ricominciare prima di tutto dalla quantità. L'offerta contenutistica di 2K18 non solo è stata conservata, ma soprattutto ampliata con il ritorno della modalità Showcase, con l'introduzione di qualche altra novità dal punto di vista del gameplay e con un roster di lottatori mai così grande nella storia della serie. Un videogioco davvero enciclopedico su questa spettacolare quanto peculiare disciplina, che almeno dal punto di vista della carne al fuoco ha le potenzialità per essere quello più completo di sempre dell'era 2K Sports.

Ad aprire l'offerta troviamo i classici match rapidi che possono essere giocati nelle decine di varianti che la WWE ha reso celebri, dal semplice 1 contro 1 ai combattimenti in gruppo, dagli incontri nelle gabbie fino alla famosissima Royal Rumble. Novità rispetto al precedente capitolo ma non nei confronti dell'intera serie, è invece Showcase, una sorta di story mode che ripercorre la carriera di determinati lottatori entrati nell'olimpo della WWE. Presente in altri episodi del franchise, Showcase era stato inspiegabilmente escluso da 2K18 e torna questa volta in una nuova veste interamente dedicata alla vita di Daniel Bryan, popolarissimo lottatore con una brillante carriera insidiata da gravi infortuni che lo hanno costretto a rimanere per ben due anni lontano dal ring.

Attraverso le testimonianze in video dello stesso Bryan, ci vengono raccontate le origini del campione e possiamo giocare alcuni dei match che hanno segnato la sua ascesa nella World Wrestling Entertainment. Ogni incontro chiede al giocatore di effettuare specifiche prese e combinazioni di mosse, in modo tale che il match sia del tutto fedele al vero incontro che si è svolto tra le corde. Una volta completato uno di questi obiettivi l'azione viene interrotta da una cutscene che mostra i contendenti affrontarsi proprio come fecero le loro controparti reali, per un effetto finale che lascerà sicuramente senza parole gli appassionati di lunga data della WWE.

Tra le novità assolute troviamo invece gli incontri Tower, in grado di mettere a dura prova anche i fan più navigati del franchise. Nella modalità Tower il gioco propone una serie di match dalle regole prestabilite che devono necessariamente essere vinti uno dopo l'altro, senza perderne alcuno. Un comparto che sembra stato pensato per quei veterani della serie affamati di sfide sempre più impegnative, alla ricerca di ambitissimi premi. Tower si aggiornerà col passare delle settimane offrendo playlist diverse che saranno accessibili tanto nel menù principale quanto in quello dedicato alla modalità MyCareer, una delle più ambiziose mai realizzate da Yuke's.

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Lo storico incontro tra Daniel Bryan e un giovanissimo John Cena sarà solo uno dei tanti che potremo rivivere.

La carriera di 2K18 si era dimostrata uno degli elementi più critici della produzione, e sembra davvero che gli sviluppatori abbiano inquadrato nel modo giusto i problemi che la penalizzavano. Stando alle sensazioni che abbiamo avuto alle prese con le battute iniziali di questa modalità, la MyCareer di WWE 2K19 riesce a risolvere i difetti della precedente evolvendosi in qualcosa di totalmente inaspettato per un gioco di wrestling. Come ci hanno confermato gli stessi sviluppatori, la volontà del team è quella di mettere l'accento sull'aspetto narrativo dell'esperienza, seguendo il nostro wrestler dal suo modestissimo esordio fino ai palcoscenici internazionali più importanti.

La MyCareer di questo nuovo capitolo, sulla carta, segue i binari di quelle dei capitoli precedenti. Un dettagliatissimo editor permette al giocatore di assemblare la propria star personalizzando tanto il suo aspetto quanto le sue abilità, grazie all'introduzione di cinque stili di combattimento tra cui scegliere e che influenzeranno l'intera infrastruttura del set di mosse a disposizione del nostro personaggio. Se Cruiser caratterizza quei lottatori che divertono il pubblico con la loro agilità come Rey Misterio, i Technician come Kurt Angle si affideranno tra le corde principalmente alle prese e alle sottomissioni. I Giant come Big Show e i Powerhouse come Brock Lesnar potranno contare sulla loro stazza, mentre gli Striker sono quei lottatori che combinano una fisicità importante a un alto tasso di spettacolarità.

Questi stili avranno un profondo impatto non solo sull'albo delle mosse a disposizione del nostro lottatore, ma anche su tantissimi altri dettagli dentro e fuori dal ring. Nel corso della nostra prova eravamo ansiosi di giocarli tutti, a testimonianza del fatto che gli stili siano solo la prima di tante novità della MyCareer in grado di elevarne gli standard. Apportati gli ultimi ritocchi con l'editor, all'inizio non molto vasto dato che le personalizzazioni devono essere acquistate o ottenute attraverso le casse premio, una breve sequenza mette subito in chiaro quali sono le principali differenze tra questa MyCareer e quella dello scorso anno.

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Rey Misterio e altri campioni della WWE dei primi anni 2000 saranno giocabili in WWE 2K19.

Una volta confermati i connotati del lottatore, esso compare in una cutscene che anticipa uno degli aspetti che più abbiamo apprezzato della nuova MyCareer. A differenza di quanto accadeva in passato, il MyPlayer è doppiato e le sequenze ne approfondiscono il carattere e le ambizioni, nei primi passi per diventare il wrestler che un giorno sarà ai vertici della WWE. Buona parte della prima ora della MyCareer è spesa a osservare un discreto numero di filmati, con cui possiamo inoltre interagire grazie a un rudimentale sistema di dialoghi a scelta multipla, non una novità del franchise.

Mark Little, produttore esecutivo del gioco, ci ha assicurato che la narrazione nella MyCareer avrà un ruolo di primo piano fino alla fine della campagna e noi tendiamo a fidarci, anche se l'effettiva riuscita di questo esperimento sulla lunga durata dell'intera carriera sarà da valutare in sede di recensione. Per il momento, ci è sembrata una delle esperienze single player a tema wrestling più avvincenti di sempre, un segnale estremamente positivo perché sottolinea l'impegno di Yuke's a migliorare il franchise proprio in quei punti deboli resi evidenti dallo scorso capitolo.

La sezione MyPlayer, oltre al già citato editor del personaggio, dà la possibilità di potenziare quest'ultimo con una vasta gamma di perk disseminati sui tre rami principali di un dettagliato albero delle abilità, che le divide in capacità fisiche, d'attacco e di difesa. Oltre quindi a personalizzarlo nell'aspetto e nel move set, il nostro lottatore può assumere determinate caratteristiche in base alle nostre scelte, un elemento che dona ulteriore profondità a un comparto già molto forte.

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Alcuni dei wrestler hanno espressioni assolutamente convincenti, altri sembrano invece troppo rigidi.

Infine, non poteva mancare la modalità Universe a concludere la line up di contenuti di WWE 2K19. Se non aveste avuto l'occasione di conoscerla nel corso della serie, Universe permette al giocatore di gestire nel minimo dettaglio la federazione e gli show che la compongono, fin nei minimi dettagli. Squadra che vince non si cambia, e fa piacere che Universe torni a essere uno dei pilastri del gioco nonostante fatichino a distinguersi delle differenze sostanziali dalle precedenti annate. Ciò che invece risalta agli occhi è la dimensione spropositata del catalogo di lottatori da interpretare negli incontri di 2K19, il più grande da quando 2K Sports ha cominciato a occuparsi di wrestling.

Ci sono tutti ma davvero tutti gli atleti più popolari del momento, ma ciò che lascia sbalorditi è la mole di wrestler del grande passato inclusi in questo capitolo. Addirittura, alcune vecchie glorie della WWE sono presenti in più di una versione, che rappresentano questi campioni in diversi momenti della loro carriera. WWE 2K19 meriterebbe di essere acquistato dai fan del wrestling anche solo per essere una minuziosa enciclopedia ludica di questo sport, con la quale rivivere gli storici incontri che ci entusiasmavano così tanto da bambini.

Affrontiamo ora, quasi in ultima analisi, il gameplay di questo capitolo. Abbiamo voluto dare spazio alle modalità di gioco poiché celano le più importanti novità di 2K19, mentre il gameplay è largamente basato sull'infrastruttura del precedente, salvo qualche piccolissima innovazione che ci apprestiamo a trattare. Lo schema dei comandi è rimasto invariato così come il sistema delle prese e dei contrattacchi, disponibili come da tradizione in numero limitato. Gli sviluppatori devono aver trovato il meccanismo dei contrattacchi leggermente sbilanciato, poiché Yuke's fa esordire in WWE 2K19 il payback, un'innovazione dallo scopo simile a quello del comeback ma dal funzionamento completamente diverso.

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La trama della MyCareer si anticipa molto avvincente e ben al di sopra degli standard di quelle precedenti.

Il payback è una speciale abilità che può essere utilizzata raramente nel corso del match (e in alcuni casi, una sola volta), che si carica man mano che il wrestler di cui siamo in controllo viene colpito. Ha lo scopo di essere sfruttata nel momento più critico dell'incontro, per stravolgere le sorti di un combattimento che sta rapidamente volgendo al peggio. Prima di scendere nel quadrato potremo selezionare l'abilità payback che troviamo più utile in base alle caratteristiche del lottatore, anche se ci sono sembrate tutte piuttosto potenti rendendoci difficile la scelta: c'è quella che regala all'istante una mossa finale, o quella che permette di recuperare una buona dose di stamina. Insomma, ce ne sono davvero per tutti i gusti, e provarle tutte sarà uno dei piaceri offerti dal titolo.

È dal punto di vista tecnico che purtroppo, senza mezzi termini, il titolo mostra il fianco alle critiche. Dopo anni di WWE targato 2K, le animazioni in ogni frangente del match non sono tuttora curate come le vorremmo, anche se ci è parso di cogliere qualche miglioramento quando a scendere nel ring sono due wrestler molto famosi, realizzati evidentemente con maggiore attenzione. Se le star più popolari riescono in fin dei conti a strappare l'occhio del giocatore, quelle meno conosciute e il MyPlayer non sono all'altezza delle ambizioni di questo capitolo. Abbiamo avuto solo un assaggio di WWE 2K19 e la situazione nel gioco finale potrebbe essere diversa, ma questo aspetto è uno di quelli che ci preoccupa maggiormente.

A poco più di una settimana dal lancio di WWE 2K19, fissato per il 5 ottobre su PC, Xbox One e PS4, il gioco si è comunque dimostrato in forma eccellente, migliorandosi dove avrebbe dovuto farlo e cogliendoci invece di sorpresa con alcuni passi avanti che davvero non ci saremmo aspettati. Il gioco ha tutte le carte in regola per essere il più completo e il migliore della serie, mentre si è già ampiamente dimostrato come il più ambizioso mai sviluppato dal binomio Yuke's e 2K Sports. Non vediamo l'ora di mettere nuovamente le mani sul gioco per la recensione completa, che sancirà una volta per tutte se WWE 2K19 è un buon capitolo del franchise o la definitiva rinascita del wrestling su console e PC.

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Riguardo l'autore

Gianluca Musso

Gianluca Musso

Redattore

Si è appassionato ai videogiochi grazie al capolavoro Monkey Island, oggi massacra NPC nei GDR Bethesda. Qualcosa dev'essere andato storto!

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