Ci sono giochi che puntano ad un intrattenimento educativo, ma mai accademico, e che si innalzano ad opera d'arte senza perdere il loro aspetto ludico. Giochi che possono dare valore alla Storia più di quanto potrebbe fare un enorme manuale pieno d'informazioni senza alcuna umanità. Avventure che reclamano tutta la nostra attenzione per poter essere comprese ed apprezzate appieno. Nel nostro breve, ma intenso incontro con 11-11: Memories Retold ci siamo trovati di fronte ad un'opera con queste esatte caratteristiche.

Pad alla mano e cuffie calate sulle orecchie, ci siamo fatti trasportare all'interno di un'oscura fabbrica di dirigibili, anno 1916, per immergerci totalmente in quella che ha tutta l'aria di essere un'esperienza da vivere con la giusta intensità e concentrazione.

In primo luogo, perché si tratta di un'opera nata dalla collaborazione di grandi professionisti uniti sotto l'egida di Bandai Namco. Lo studio di sviluppo DigixArt si è infatti appoggiato alla britannica Aardman Animations (Wallace & Gromit) per l'animazione, vero cuore pulsante del gioco. Per non parlare poi del doppiaggio di tutto rispetto, affidato a personalità del calibro di Elijah Wood e Sebastian Koch e del comparto sonoro orchestrale da brividi, registrato nientemeno che negli Abbey Road Studios.

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La scelta dei colori, così come le pennellate decise aumentano il pathos di ogni singola scena.

Queste sono però tutte motivazioni che gravitano attorno alla vera ragione per cui questo titolo merita la nostra completa attenzione: la tematica che esso si propone di affrontare. La prima guerra mondiale è infatti un argomento complesso e vasto, che in 11-11: Memories Retold viene trattato ponendo al centro della narrazione l'uomo e la sua necessità di restare umano di fronte a tutte le atrocità che lo circondano.

Gli orrori del primo conflitto mondiale e le sue conseguenze saranno raccontati attraverso gli occhi e le esperienze dei due protagonisti della storia, conosciuti in occasione della nostra prova. Il tedesco Kurt, tecnico di un'industria di dirigibili che sceglie di arruolarsi per ritrovare il figlio disperso, e il canadese Harry, un fotografo idealista che partecipa alla guerra in cerca di grandi avventure.

Le storie dei due uomini sappiamo che sono destinate ad intrecciarsi: non abbiamo avuto modo di scoprire come e in che misura, ma è probabile che saranno proprio le nostre scelte ad influenzare le loro vite.

Quello di cui siamo sicuri però, è che il vero momento di svolta delle loro esistenze è collegato ad una data evocativa, quell'11-11-1918 che pose fine al sanguinoso conflitto mondiale e che il gioco vuole celebrare esattamente 100 anni dopo con quest'avventura interattiva dinamica e mozzafiato: un vero e proprio inno alla pace e all'umanità.

La trama che andrà a dipanarsi si muove di pari passo con l'altro elemento protagonista dell'intera esperienza di 11-11 Memories Retold (che è anche quello che ci ha lasciati più impressionati): uno stile artistico unico che si richiama apertamente alla pittura del diciottesimo e diciannovesimo secolo.

Nelle pennellate spesse e vibranti, nei colori infuocati che riusciamo a scorgere dalla nostra trincea e dalle variazioni tonali di marrone della piana fangosa in cui siamo costretti a correre disarmati, si ritrovano tutte le dichiarate ispirazioni del romanticismo che piano piano scema versa l'impressionismo.

Harry che si lancia forsennatamente da una trincea all'altra sotto il fuoco nemico e Kurt che tenta disperatamente di fermare l'avanzata dell'avversario, fanno entrambi parte di un'immensa opera d'arte in movimento, che dona al tutto una struggente drammaticità e un senso di coinvolgimento elevatissimo.

L'emozione dei colori delicati del cielo che si fanno sopraffare dai rossi del fuoco non possono che spingerci a correre verso la sopravvivenza, in un'opera che si prospetta piena di emozioni e che ci ha stilisticamente ricordato l'ispirato lavoro d'animazione "Loving Vincent" (recuperatelo se non l'avete visto).

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In guerra la luce ti uccide, l'oscurità è salvezza.

La frequente alternanza da un protagonista all'altro e da un fronte all'altro, ci permetterà inoltre di avere un'immagine non parziale né superficiale del conflitto, donando allo stesso tempo una giusta variabilità al gioco e un ritmo incalzante che ricorda in tutto la concitazione della battaglia.

In sostanza, si tratta di un titolo da affrontare con la giusta dose di serietà che non punta soltanto al mero divertimento ma che, seguendo le orme di giochi come Valiant Hearts, spinge il giocatore ad immedesimarsi in quel drammatico conflitto, puntando su sentimenti come la fratellanza e la compassione, senza lasciare che la Grande Guerra si riduca ad un semplice sfondo storico.

Ecco perché non vediamo l'ora di immergerci ancora in questa immensa opera d'arte fatta di storie incredibilmente umane. Non ci resta che attendere l'8 novembre, giorno previsto per l'uscita su PS4, Xbox One e PC di 11-11: Memories Retold.

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Silvia Olivieri

Silvia Olivieri

Redattore