Minecraft: Dungeons - prova

Il dungeon crawler più cubettoso di sempre.

Nella storia del nostro medium preferito, pochi giochi sono riusciti catalizzare l'attenzione del pubblico come ha fatto Minecraft. Il popolare titolo sandbox creato da Markus "Notch" Persson e dal team di Mojang, ha conquistato tutti grazie ad una formula vincente che ha saputo parlare in modo trasversale a nutrite schiere di giocatori, a prescindere dall'età anagrafica o delle preferenze in termini di videogiochi.

Minecraft, infatti, dava la possibilità ai suoi utenti di creare letteralmente qualsiasi cosa avessero in mente, di condividere le proprie creazioni con la community e anche di giocare alle opere realizzate dagli altri. Insomma, si tratta di un gioco virtualmente infinito che ancora oggi, a oltre 10 anni dal lancio, concorre per i primi posti per numero di giocatori attivi.

Ovviamente un successo così travolgente per un team indipendente non è passato inosservato e, nel 2014, Microsoft ha ufficializzato l'acquisizione di Mojang per la cifra astronomica di 2.5 miliardi di dollari. Lo scopo principale del colosso di Redmond, per loro stessa ammissione, era quello di espandere il brand di Minecraft in ogni direzione con una campagna di marketing aggressiva che avrebbe coperto praticamente ogni sfaccettatura del mondo dell'entertainment. Mojang, dal canto suo, ha sempre seguito lo sviluppo della sua gallina dalle uova d'oro aggiungendo periodicamente nuovi contenuti, producendo texture in alta definizione per le nuove piattaforme da gioco e utilizzandolo come base per una serie di eventi memorabili come il MineCon Earth, una convention tutta dedicata al mondo a cubetti ideato da Notch e compagni.

Proprio durante l'edizione del 2018 di questa celebrazione annuale è arrivato, come un fulmine a ciel sereno, l'annuncio di un nuovo progetto basato sull'universo di Minecraft sviluppato in prima persona da Mojang, il primo dai tempi dell'uscita del titolo originale. Minecraft: Dungeons, questo il nome del gioco, è un dungeon crawler che sfrutta l'inconfondibile stile grafico del brand per proporre un'avventura totalmente inedita e slegata dal tipo di esperienza offerta dal capostipite della serie.

Minecraft: Dungeons, dunque, attinge a piene mani dalla lunga tradizione dei dungeon crawler e la declina secondo i canoni dell'universo partorito da Mojang. Già ad un primo sguardo sarà facile riconoscere gli stilemi tipici di Minecraft come la classica grafica a cubetti, i personaggi stilizzati e i nemici iconici ma le differenze con gli altri esponenti del genere non si fermano qui. Tanto per cominciare, Dungeons compie la coraggiosa scelta di eliminare totalmente la selezione della razza e della classe dei personaggi nell'ottica, probabilmente, di rendere l'esperienza più accessibile per tutti.

Dopo aver deciso quale alter ego adottare da una nutrita lista di avatar predeterminati, infatti, dovrete semplicemente lanciarvi in questa nuova avventura senza soffermarvi ad analizzare statistiche, abilità uniche e bonus del vostro protagonista. Se da una parte questo fattore potrebbe scoraggiare gli amanti più puristi del genere, per gli altri può rappresentare un alleggerimento delle meccaniche utile a prendere rapidamente confidenza col titolo. Ciò significa, quindi, che Minecraft: Dungeons ha rinunciato completamente a qualunque velleità ruolistica? Ovviamente no. Come qualsiasi buon dungeon crawler che si rispetti ciascun'arma e oggetto che raccoglierete avrà delle specifiche peculiarità da tenere in considerazione nella costruzione della vostra build.

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Minecraft: Dungeons è un classico dungeon crawler con visuale isometrica basato sull'universo creato da Mojang.

L'equipaggiamento a nostra disposizione è composto da un'arma primaria, un'arma per gli attacchi a distanza e fino a tre artefatti magici dalle proprietà particolari. L'arsenale è piuttosto variegato e spazia dalla classica spada per attacchi veloci e abbastanza potenti all'ascia più lenta ma più devastante passando per i rapidissimi falcetti. Ognuna delle armi può essere poi potenziata spendendo i punti abilità che acquisirete accumulando esperienza e salendo di livello in modo da applicare loro una serie di abilità passive come la rigenerazione della salute o l'aumento della percentuale di riuscita dei colpi critici.

Le armi e le armature, inoltre, sono disponibili in diversi livelli di rarità contrassegnati da un colore: si parte dal bianco per le comuni e si arriva all'arancione per le leggendarie che sono dotate di un nome proprio e di attributi fuori scala. In aggiunta a questo ci sono le armi a distanza come l'arco, adatte per avere da meglio contro nemici posti sulle sommità delle colline o specializzati nel combattimento da lontano.

Il vostro arsenale, infine, potrà includere anche tre artefatti magici che rappresentano le abilità attive del vostro personaggio e che non si basano su un'apposita barra del mana: possono essere utilizzate tutte le volte che vorrete, a patto che il cooldown tra un uso e l'altro sia stato completato. Durante la nostra prova, avvenuta nel corso della closed beta, abbiamo raccolto la Freccia Pirica che permette di aggiungere danno ad area alle nostre frecce; la Canna da Pesca, utile per attirare gli avversari lontani e stordirli e, infine, l'Osso Appetitoso che ha la funzione di evocare un companion lupo che aggredirà i nemici nelle vostre vicinanze. Per il resto, i movimenti sono assegnati al semplice movimento del mouse mentre le varie skill vengono assegnate ai tasti 1, 2 e 3 della tastiera. C'è anche un tasto dedicato alla schivata e uno alle pozioni curative che si ricaricheranno automaticamente dopo ogni utilizzo.

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Non ci sono razze né classi: la personalizzazione del vostro personaggio si basa esclusivamente sul suo equipaggiamento.

La gestione delle quest avviene in uno spazio social chiamato 'L'Accampamento' in cui sarà possibile incontrare altri giocatori, accettare nuove missioni e acquistare nuovi pezzi dell'equipaggiamento spendendo le gemme verdi che raccoglierete sul vostro cammino. Non abbiamo apprezzato particolarmente la scelta di distribuire gli oggetti in pacchetti casuali presso i venditori: avremmo preferito scegliere direttamente quali strumenti acquistare per personalizzare al meglio il nostro alter ego, invece che affidarci alla buona sorte. Le missioni, dal canto loro, possono essere affrontate anche più di una volta modificandone la difficoltà tramite un apposito selettore che andrà a variare anche il moltiplicatore di ricompense a fine missione. Completando le varie quest, infatti, si verrà premiati con un buon quantitativo di punti EXP e gemme verdi oltre che con una cassa di equipaggiamento random.

Per quanto riguarda il level design, Mojang ha pensato di includere in Dungeons mappe dall'ampio respiro, articolate e piene di segreti da scovare. Siamo lontani dal livello di dettaglio raggiunto da mostri sacri come Diablo, sia chiaro, ma è comunque un'ambientazione piacevole da esplorare, ricca di attività opzionali da completare e condita da oggetti bonus da raccogliere. Anche i nemici sono tra i più iconici dell'immaginario di Minecraft: ci sono gli zombie, gli scheletri, i banditi e gli immancabili Creeper che esplodono dopo pochi colpi e possono sottrarre parecchi punti vita. Non mancano nemmeno i boss, seppure presenti in numero esiguo nella nostra prova, dotati di moveset particolari da analizzare approfonditamente per scovarne i punti deboli.

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Le armi e gli artefatti magici sono disponibili in livelli di rarità che vanno dal bianco (comune) all'arancione (leggendario).

Insomma, Minecraft: Dungeons è tra le prime, vere sorprese di questo 2020. La nuova opera di Mojang si presenta come il più classico dei dungeon crawler con visuale isometrica, arricchito, però, dall'innegabile fascino dell'universo ideato da Notch e soci. C'è qualche semplificazione di troppo che potrebbe allontanare i puristi del genere ma il tutto dovrebbe essere compensato da ore di divertimento da affrontare anche in compagnia di tre amici sia online che in split-screen. Non vediamo l'ora di mettere le mani sul prodotto completo.

Minecraft: Dungeons è in arrivo il 26 maggio 2020 per PC, Xbox One, PS4 e Nintendo Switch.

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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