Tales from the Borderlands (Switch) - recensione

Bentornati a Pandora! 

Era il 2014, un'annata fortunata per il nostro hobby preferito. Con l'uscita di alcuni dei titoli più importanti della scorsa generazione, a figurare c'era anche Tales from the Borderlands, l'avventura grafica sviluppata dalla defunta Telltale Games, in collaborazione con Gearbox Software e 2K.

Dopo il fallimento del 2018, il team californiano è stato costretto a ritirare dal mercato tutti i suoi videogiochi, Tales from the Borderlands compreso. Grazie al recente intervento di 2K, però, il titolo è stato salvato dal dimenticatoio, spuntando nuovamente negli store online e ora anche su Nintendo Switch.

Ambientato ancora una volta su Pandora, in Tales from the Borderlands vestiamo i panni di Rhys e Fiona, due personaggi molto diversi tra loro che cercano inizialmente di uccidersi a vicenda per impossessarsi della chiave della Cripta del Viaggiatore. Rhys è un dipendente della Hyperion, furbo e ponderato, mentre Fiona è una truffatrice provetta che vive alla giornata riuscendo sempre a spuntarla.

Pandora è un pianeta inospitale e pericoloso, ricco di opportunità e svago, che può ucciderci a causa dei banditi o per i raggi lunari sparati dalla base Helios della Hyperion, intenta a metterci i bastoni tra le ruote per impossessarsi del ricco tesoro della Cripta del Viaggiatore. I due protagonisti devono dunque collaborare per sopravvivere e arrivare a mettere le mani sull'ambito premio, desiderato dai più crudeli banditi dell'intero pianeta e da chi non si fa scrupoli a uccidere per divertimento.

Tales from the Borderlands è un'avventura grafica ben realizzata e con dialoghi ispirati alle opere sci-fi più apprezzate, in cui sono le nostre scelte a determinare come si evolvono gli eventi nel corso dell'esperienza. Tales from the Borderlands si colloca appunto tra il secondo e il terzo episodio della seria canonica, poco dopo la sconfitta di Jack il Bello.

La trama è il punto focale, da vivere intensamente prestando attenzione ai dialoghi con i vari personaggi presenti nella storia, che sin dall'inizio ha ritmi alti e mai noiosi, complice una valida scrittura degli avvenimenti e un livello qualitativo che riesce a convincere anche dopo tutti questi anni.

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Pandora vista dalla stazione spaziale Helios non appare affatto così pericolosa...

Il lavoro svolto dal punto di vista registico è rilevante ed imponente, considerate le potenzialità effettive che un franchise come Borderlands porta con sé, mantenendo gli stessi toni ironici e brutali come siamo stati abituati a vivere nel corso degli anni.

Non mancano dunque le solite battute offensive nei confronti di un personaggio e un sarcasmo di fondo che strappa sempre una risata, facendo del black humour un cavallo vincente che spezza le tematiche più delicate e importanti dell'opera, come il valore dell'amicizia.

Tales from the Borderlands non si discosta affatto dalle altre opere del team californiano, e gioca sul sicuro: possiamo rispondere in tre modi differenti a una domanda di un personaggio o stare in silenzio per non incorrere in spiacevoli situazioni che possono complicarci la vita. Indipendentemente dalle nostre parole, le reazioni di chi abbiamo di fronte cambiano in base alla risposta che optiamo.

Se è un'offesa, non possiamo pretendere che l'interlocutore ci riempia di convenevoli; in caso contrario, è naturale che i complimenti siano ben accetti. Peraltro i personaggi non si dimenticano di quello che fuoriesce dalla nostra bocca, né di quello che facciamo: è importante ragionare prima di compiere un'azione, che può cambiare in meglio o in peggio il nostro futuro.

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Meglio tenere le mani ben salde, soprattutto se si scappa da qualcosa che può folgorarci da un momento all'altro.

Risultano determinanti le scelte che compiamo, utili soprattutto nel rapporto con gli altri personaggi. È impossibile non provare empatia con alcuni di loro per l'umanità che trasmettono e la spontaneità con cui si rivolgono ai due protagonisti principali.

Il gameplay è semplice e chiaro, già visto in altre produzioni simili nonché utilizzato sin dai tempi di The Walking Dead dalla stessa Telltale Games: raccogliamo e analizziamo degli oggetti, sblocchiamo le cutscene, ci muoviamo in un'area alla ricerca di indizi e affrontiamo dei divertenti quick time event, inseriti anche stavolta in maniera omogenea e funzionale alla trama di gioco, che mantiene un ritmo incalzante dall'inizio alla fine senza mai apparire banale.

Nonostante il gameplay sia limitato come in qualunque opera story-driven, riteniamo che sia essenziale e senza pretese, incastrandosi ottimamente nella narrazione precisa e dettagliata dell'irriverente storia di Rhys e Fiona.

La trama mantiene dei livelli alti soprattutto per merito di una scrittura convincente e di spessore, capace di sorprendere per i vari riferimenti alle opere fantascientifiche che possiamo facilmente cogliere mentre viviamo l'esperienza. A volte alcune scene possono apparire ripetitive, sebbene siano fluide e ben diluite nell'evoluzione delle vicende dell'esperienza di gioco.

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Di momenti iconici ce ne sono parecchi, in Tales from the Borderlands. Questo è quello che ci ha fatto ridere di più!

Se l'opera matura e ingrana dal primo all'ultimo episodio, è grazie ai personaggi primari e secondari, introdotti da una schermata originale come negli indimenticabili titoli della serie canonica, che Telltale ha saputo omaggiare con accuratezza e rispetto.

Ma il vero valore aggiunto, che riesce a sorprenderci, verte sul motore grafico in cel-shading tipico del miglior Borderlands. Inevitabilmente è naturale parlare della direzione artistica, che offre scenari iconici e ispirati, da immortalare e condividere. Le espressioni facciali dei protagonisti, al tempo già migliorate rispetto ai lavori passati di Telltale, sono ancora piacevoli da osservare.

Il porting su Nintendo Switch è di buona qualità e senza rallentamenti, con tempi di caricamento immediati. Il framerate è stabile a 30 fps, sebbene alcune texture a volte appaiano sbiadite a causa delle rapide azioni che i protagonisti compiono durante le fasi più concitate.

Nel mercato si colloca come un prodotto adatto a pochi ma apprezzabile da tutti, sia dagli appassionati di Borderlands che non mancano neanche un titolo quanto da quelli che non lo conoscono. Approcciarsi a un'esperienza come Tales from the Borderlands su Nintendo Switch è una scelta che si può prendere a cuor leggero, considerato il prezzo di 24,99 euro sullo store e una longevità che si attesta sulle dieci ore per arrivare ai titoli di coda, completando tutt'e cinque gli episodi disponibili, che offrono la possibilità di rivivere l'esperienza compiendo delle scelte differenti, aumentando esponenzialmente la rigiocabilità.

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Ecco, forse era meglio non accarezzare quegli animaletti...

Gli appassionati delle avventure grafiche non possono chiedere di meglio, considerando il valore complessivo del prodotto e quello che propone, nonostante sia già passato qualche anno.

Tornare su Pandora è sempre bello, ed è complesso resistere al fascino delle peripezie dei Cacciatori della Cripta per non desiderare di diventarlo. E ora che è disponibile anche sulla console ibrida più apprezzata da grandi e piccini, non avete più scuse: Pandora vi aspetta.

7 /10

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Riguardo l'autore

Nicholas Mercurio

Nicholas Mercurio

Redattore

Classe '95, Nicholas ama i videogiochi difficili e gli RPG, non disdegna gli indie e fa incetta di titoli ogni volta che può, per riempire la sua preziosa collezione. Uno scapestrato, in tutto e per tutto.

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