Battlefield 1943

EA torna sul campo di battaglia.

Lo scorso mese Electronic Arts e DICE hanno annunciato lo sviluppo di due nuovi titoli della serie Battlefield: Bad Company 2 e Battlefield 1943. Ci occuperemo del secondo della lista, che si presenta come una via di mezzo tra 1942 e Heroes, in beta ormai da mesi e arenato non si sa su quale sperduta spiaggia di chissà quale oceano. Potremmo descrivere questo nuovo progetto con una semplice frase rilasciata da Karl Magnus Troedsson, Executive Producer del franchise: "Battlefield 1943 è una riproposizione di meccaniche di gioco del passato spinte da una nuova tecnologia". Niente di più, niente di meno. I fan della serie, vogliosi da tempo di vedere un vero terzo capitolo capace di dare al fantastico 1942 un degno erede, dovranno nuovamente attendere il vero messia, poiché a conti fatti questa nuova versione è di fatto un titolo low budget. La data di uscita è infatti prevista per l'estate su Xbox Live Arcade, PSN e Steam, ad una modica cifra che pare aggirarsi tra i 15 e i 20 Euro.

Battlefield 1943 nasce con l'intenzione di divertire i videogiocatori del futuro con i rodati meccanismi del passato, attraverso i mezzi del presente. Ragionamento arzigogolato ma esplicativo: questa nuova produzione si fonda sostanzialmente sulla base di Battlefield 1942 (potremmo definirlo un vero e proprio remake) arricchito da un nuovo motore grafico, il Frostbite engine, che è lo stesso utilizzato da Bad Company. L' unica modalità disponibile è quella multigiocatore, dunque niente single player o partite via LAN: dovrete combattere la vostra battaglia rigorosamente online. Una volta lanciato il gioco ci si accorge subito come il 3 risulti essere un numero magico per questo titolo, non solo perché parliamo del '43, ma poiché abbiamo a disposizione soltanto 3 mappe (l’intramontabile Wake, Guadalcanal e Iwo Jima), così come 3 classi tra cui scegliere: fante, fuciliere ed esploratore. Il primo è un soldato letale a corto raggio essendo dotato di mitra Thompson, il secondo più adatto alla media distanza, vista la dotazione del fucile M1, mentre il terzo imbraccerà il classico "cannone" da cecchino.

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Le dinamiche collaudate di Battlefield sono riproposte in versone light per gli appassionati.

Ogni classe ha a disposizione un arsenale diverso che vi indurrà, almeno teoricamente, ad un approccio differente alla battaglia. Teoricamente perchè a conti fatti siamo davanti ad un titolo prettamente arcade e chiunque cerchi un po' di simulazione e tattica all'interno di questa produzione resterà con l'amaro in bocca. Tutto si ridurrà, a conti fatti, ad una grossa ammucchiata in puro stile Battlefield Heroes. A valorizzare questa tesi si aggiunge la rigenerazione automatica della vita in stile Call of Duty (a nostro avviso una scelta che stronca ormai da tempo la competitività online) e le munizioni infinite che non hanno certamente bisogno di ulteriori commenti. La modalità di gioco è l’ormai collaudata Conquista, dove i giocatori, suddivisi in team da massimo 4 componenti, dovranno conquistare le varie bandiere sparse lungo il territorio in modo da restringere sempre di più il campo d'azione degli avversari limitandone i punti di respawn fino a prendere possesso di tutta la mappa, decretando così la fine del match. DICE assicura che gli scenari saranno totalmente distruttibili, così come in Bad Company, e che potranno essere usati mezzi di terra e di aria.

La nota dolente è senza dubbio il cap di giocatori in un server fissato a 24, una scelta inspiegabile data la natura del titolo stesso: la caratteristica vincente della serie Battlefield è da sempre la vastità delle mappe e il gran numero di giocatori nello stesso match, perché dunque limitare tale parametro in questo modo? Un'aggiunta interessante è invece quella di chiamare raid aerei in qualunque punto e momento, a patto di aver conquistato un aeroporto militare, con tanto di sirena che suonerà sul luogo di bombardamento.

Per quanto riguarda il supporto che EA intende dare al gioco, ci sarà fin da subito uno strutturato sistema di ranking, senza tuttavia alcuna possibilità di sbloccare armi, oggetti o mezzi utilizzabili in game. Sarebbe infatti utile, ad esempio, permettere all'utente di sbloccare nuove classi come il demolitore, dato che attualmente non esiste alcun soldato di terra adibito alla distruzione dei mezzi (il classico anticarro), cosa che ci ha lasciato perplessi non poco. DICE ha affermato inoltre che in base agli introiti ricavati deciderà o meno se allungare il supporto e quindi la vita della sua nuova creatura, detto in parole povere: più il titolo sarà acquistato e porterà denaro in cassa, maggiori saranno le possibilità ulteriori sviluppi futuri, a tutti i liveli. Tirando le somme, cosa dobbiamo davvero aspettarci da questo Battlefield 1943? Non è Battlefield Heroes, non è nemmeno il seguito di Battlefield 1942 che tutti stanno aspettando, e allora cos’è? Da quanto si è visto fino ad ora, sembra semplicemente il risultato di una banale operazione di marketing con la quale DICE ed EA intendono rifarsi dopo il mezzo flop di Heroes, sfruttando le idee di quest'ultimo sul marchio 1942, creando quello che sarebbe dovuto essere proprio "quel" gioco che non è stato.

Un gioco semplice e magari anche divertente, ma che sa inevitabilmente di qualcosa di già visto e rivisto, anche troppo. Trattandosi comunque di un prodotto destinato al download, la via "easy" era del resto la più prevedibile ma non è escluso che alla fine il risultato possa essere un qualcosa che funzioni, vista anche la formula scelta per questo ritorno della saga.

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David Vulpetti

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