Yakuza Kiwami è la cosa più vicina a un remake di Shenmue - articolo

Il Digital Foundry esamina il gioco PS4 confinato per ora in Giappone.

Dieci anni e milioni di unità dopo, la serie Yakuza (o Ryu ga Gotoku, come è nota in Giappone) è diventata una delle più popolari di Sega. È una serie che attinge ai giorni gloriosi dell'editore nipponico, e il cui team originale è formato da membri di Amusement Vision e Smilebit. In molti sensi è uno dei pochi giochi del publisher che dà la sensazione di poter essere nato nell'era Dreamcast.

Purtroppo la serie non è mai decollata in Occidente e buona parte dei titoli che la compongono resta confinata al mercato giapponese: tra questi vi è il gioco che stiamo esaminando in quest'articolo, Ryu ga Gotoku Kiwami, o Yakuza Kiwami per usare il nome in Inglese. La situazione sembra però in fase di miglioramento per i fan occidentali della serie col lancio di Yakuza 5 lo scorso anno e l'annuncio della versione nordamericana di Yakuza Zero. Tra queste recenti uscite e il successo globale di PlayStation 4, le possibilità di una localizzazione non sono mai state così alte.

Yakuza Kiwami non è comunque un gioco interamente nuovo ma un remake dell'originale uscito su PS2. Sembra quindi perfetto per il pubblico occidentale, visto che darebbe la possibilità di cominciare la serie dall'inizio senza dover comprendere il complesso intreccio narrativo. I vari titoli hanno sempre fatto un buon lavoro nell'aggiornare i giocatori sugli sviluppi della trama ma cominciare da un quarto o quinto episodio senza sapere cosa sia successo prima può essere scoraggiante. Sarebbe un modo fantastico per ripresentare la serie ai giocatori su PlayStation 4.

Non è la prima volta che l'originale ha visto la luce su console moderne. I primi capitoli per PS2 sono stati rimasterizzati e lanciati in Giappone pochi anni fa su PlayStation 3 e Wii U, ma Yakuza Kiwami è a un livello differente. È un gioco costruito sull'esperienza acquisita nel corso degli ultimi 10 anni passati a lavorare sulla serie, e ciò rende l'offerta molto superiore.

L'originale Yakuza 2 per PlayStation 2 a confronto con il remake nuovo di zecca. Il miglioramento è enorme.

Vi sono molti cambiamenti da discutere ma il primo miglioramento di rilievo è ovvio fin dal principio e sta nella risoluzione. L'originale gira su PS2 a 512x448 interlacciati e appare molto pixellato sugli schermi moderni. Su PlayStation 4 si sale a 1920x1080 con anti-aliasing post-process e un filtering delle texture di alto livello che migliora ulteriormente la qualità dell'immagine. Grazie all'aliasing minimo e alle linee pulite, Yakuza Kiwami gode di una certa nitidezza che fa un'ottima impressione.

La tecnologia impiegata deriva dal motore creato in origine per Yakuza 3, che ha subito varie modifiche da allora. Va detto che Yakuza Kiwami è disponibile anche su PS3, ma con risoluzione e frame-rate inferiori, e a fare la differenza è proprio il passaggio a 1080p60.

Una delle cose che risaltano subito fin dalla prima partita è il modo in cui il remake resta fedele alla presentazione dell'originale. Rigging, inquadrature e animazioni sono identici nelle sequenze animate, al punto che tutti gli elementi si sono allineati quando abbiamo sovrapposto le due immagini acquisite. Riprodurre un gioco di dieci anni fa non sembra una grande idea, ma le animazioni erano molto buone su PS2 e il massiccio incremento di dettaglio trasforma ogni scena. È importante anche ricordare che molti intermezzi su PS2 erano filmati pre-renderizzati, mentre su PS4 la maggior parte delle scene viene ora animata in tempo reale.

Sia le sequenze animate che il gameplay beneficiano tremendamente dell'incremento di dettaglio. Lo Yakuza originale puntava molto su motivi e shading semplici. Dopotutto, con così poca memoria a disposizione, texture più complesse erano fuori discussione. Le superfici sembrano molto più nitide su PS4, e materiali come tessuto e pelle mostrano ora piccoli dettagli d'alto livello.

PlayStation 4PlayStation 2
Kiryu gode di una qualità molto superiore, e gli effetti post-processing aggiungono un sapore cinematografico.
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Le scene cittadine non sono solo più ricche di dettaglio, ma il numero di pedoni è aumentato di molto in alcune sequenze.
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Anche i vicoli godono di migliore qualità delle texture e più dettagli. Notate la mancanza di dettaglio nelle texture dell'originale.
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Il vestiario di Majima beneficia sicuramente della maggiore risoluzione delle texture.

Anche la complessità dei modelli è aumentata drammaticamente, con personaggi e scenari molto migliori. In aggiunta, sono stati inclusi molti nuovi effetti e funzioni che amplificano l'atmosfera. Ad esempio, i riflessi screen-space fanno brillare i pavimenti bagnati, e il post-processing rende il tutto più cinematografico. La profondità di campo è stata rifinita in maniera significativa e viene impiegata anche durante il gameplay per gli oggetti nei pressi. Ovviamente l'effetto non è del tutto nuovo: dopotutto, PS2 è stata la prima console da gioco a far girare titoli con simili sfocature, ma gli effetti più moderni del remake sono di qualità molto superiore.

Da un remake ci aspettiamo una grafica decisamente più bella, ma vi sono anche delle migliorie tecniche che elevano genuinamente il gioco. Le novità più importanti stanno nelle inquadrature e nel sistema di caricamento. Su PS2, Yakuza fa uso di un sistema di inquadrature fisse che cambiano in base alla posizione del giocatore. Ogni cambio di prospettiva rappresenta però, a differenza di quanto accade in titoli che utilizzano lo stesso sistema, un cambiamento completo di scenario: il gioco carica ogni nuova scena quando il giocatore si muove da un limite dell'inquadratura all'altro, non si tratta di un'unica città aperta. Ciò causa dei singhiozzi visibili quando ci si sposta da un'area all'altra.

Su PS4, Yakuza Kiwami utilizza un'inquadratura regolabile, come i titoli più recenti della serie. È possibile guardarsi attorno con lo stick destro proprio come ci si aspetta e questo è ottimo, ma il vero beneficio sta nella nuova coesione dell'esperienza. Per far sì che il nuovo sistema di inquadrature funzioni, è necessario che grosse porzioni del mondo di gioco siano sempre in memoria al fine di facilitare l'esplorazione e creare una sensazione di presenza più soddisfacente. Le costanti pause di caricamento su PS2 sono veramente in grado di portare il giocatore fuori dall'esperienza, e il remake corregge completamente questo problema.

Detto questo, l'inquadratura libera non è sempre ottimale: molte situazioni vedono il protagonista all'interno di stretti corridoi, in cui la manipolazione della telecamera diventa difficile e goffa. Alcune aree passano a un'inquadratura fissa, che non sempre funziona a dovere. Anche così, la soluzione è preferibile al controllo limitato della versione PS2.

PlayStation 4PlayStation 2
La selezione di bevande al Café Serena è stata espansa di molto, così come negli altri negozi e bar della città.
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La profondità di campo viene usata con ottimi risultati e l'illuminazione è molto più naturale in questa scena.
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A parte la maggiore risoluzione delle texture delle banconote, il dettaglio della valigetta stessa è molto buono. Ogni ribattino è modellato, e la maniglia è ben arrotondata.
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Guardando attentamente questa scena potete constatare che l'animazione e il posizionamento dei personaggi è quasi identico all'originale. Nel remake sono stati però rimossi i segnali che coprono l'uomo seduto.

Percorrendo le strade si finisce inevitabilmente per restare coinvolti in vari scontri, ed è qui che vediamo all'opera il miglioramento più importante, vale a dire l'eliminazione delle schermate di caricamento. Nell'originale i giocatori sono costretti a subire un bombardamento quasi costante di queste schermate prima di ogni combattimento. La cosa diventa noiosa, specialmente quando si ha a che fare con risse da strada che possono scoppiare in qualsiasi momento. L'originale viene costantemente rallentato da questi interludi di 20-30 secondi tra gli scontri.

Per fortuna il gioco esegue velocemente le transizioni tra gli scontri su PlayStation 4. Le scritte sono le stesse, ma non si passa mai per una schermata nera e ci sono solo degli spostamenti dell'inquadratura prima di arrivare direttamente al combattimento. L'impatto sull'esperienza è tremendamente benefico, e rende il tutto molto più giocabile.

Il combattimento viene ulteriormente migliorato dalle prestazioni: Yakuza Kiwami opera a 60fps durante il gameplay, mentre le sequenze animate sono limitate a 30fps. In confronto, la versione originale gira ad appena 30fps con molti rallentamenti, e questo avveniva durante l'era PS2, in cui il volume di giochi a 60fps era molto più alto rispetto a oggi.

Le prestazioni, però, non sono perfette su PS4, con fotogrammi saltati o incompleti nella parte superiore dello schermo in alcune aree della città. Per fortuna ciò non accade abbastanza spesso da diventare un problema, e la stragrande maggioranza dell'esperienza scorre molto solidamente a 60fps. Ad ogni modo, è un passo in avanti rispetto ai 30fps con rallentamenti della versione PS2.

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La profondità di campo è utilizzata in una serie di scene su PlayStation 2, anche se con qualità molto inferiore. Tra sfocatura e bloom, nell'originale molto viene lasciato all'immaginazione.
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Quest'immagine d'apertura dimostra la differenza nelle inquadrature. La versione PS4 offre una visuale più ampia con un sistema di telecamere mobili, mentre PS2 utilizza inquadrature fisse.
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La bassa risoluzione di 512x448 pixel dell'originale balza all'occhio nelle scene senza effetti post-processing. La versione PS4 risulta molto più nitida nel confronto.
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Un altro sguardo a Kamurocho su PlayStation 4 contro la versione originale PS2. È interessante vedere come sono state aggirate all'epoca le limitazioni della piattaforma originale.

Oltre alla tecnologia, vi sono molti nuovi contenuti. Le sequenze animate sono spesso più lunghe e sono stati introdotti scenari del tutto nuovi. Non si sa mai quando qualcosa di nuovo salterà fuori durante il gameplay. Le sequenze d'intermezzo aggiuntive spiegano bene dei dettagli che in precedenza erano poco chiari. In più, il popolare Majima Goro compare più a lungo sullo schermo, ma preparativi ad assistere a momenti veramente bizzarri.

Anche l'audio ha ricevuto molta attenzione. Anche se molto del copione è lo stesso, tutte le voci sono state nuovamente registrate con qualità superiore, mentre suoni e colonna sonora sono stati migliorati ancora di più. Il surround trascina ottimamente il giocatore nello scenario. Si può perfino scegliere tra due tipi di font e salvare il gioco in qualsiasi punto, una soluzione molto più comoda del sistema basato sui telefoni dell'originale.

In questo periodo vediamo molte rimasterizzazioni arrivare sugli scaffali. È spesso un ottimo modo di attirare un nuovo pubblico e far giocare di nuovo questi titoli ai fan degli originali. Questi progetti, però, non sono sempre un successo, e problemi tecnici o la mancanza di nuovi contenuti si traducono a volte in esperienze non esaltanti.

Non è questo il caso di Yakuza Kiwami, un remake solido che riesce a riprendere molti degli elementi migliori della serie raccontando nuovamente la storia originale. È un ottimo gioco sia per i neofiti che per i fan di lunga data, brillante su PlayStation 4. Possiamo solo sperare che, in un futuro troppo distante, sia questo titolo che Yakuza 6 vengano annunciati per l'Occidente. Dopotutto, sembra che la serie stia cominciando a riscuotere più apprezzamento a livello globale.

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Riguardo l'autore

John Linneman

John Linneman

Staff Writer, Digital Foundry

An American living in Germany, John has been gaming and collecting games since the late 80s. His keen eye for and obsession with high frame-rates have earned him the nickname "The Human FRAPS" in some circles. He’s also responsible for the creation of DF Retro.

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