Alan Wake

Un incubo ad occhi aperti.

Dopo essere scomparso dai nostri radar per lunghissimo tempo, Alan Wake risorge dall'oblio per tornare a mostrarsi nel corso dell'E3 2009. La presentazione a porte chiuse, organizzata dai ragazzi di Remedy, ci ha permesso di capire meglio quel che possiamo aspettarci entro (e si spera non oltre) la primavera del prossimo anno. Il trailer mostrato durante la conferenza Microsoft non ci aveva particolarmente entusiasmato (causa aspettative talmente elevate da non poter essere soddisfatte da un semplice filmato), ed è stato proprio grazie ad un'analisi approfondita che abbiamo potuto tirare tutti un sospiro di sollievo.

Breve riassunto sulla trama: Alan Wake è l'ennesimo autore di best-seller ad essere incappato nel temibile "blocco dello scrittore". La moglie Alice gli suggerisce un periodo di vacanza nell'incantevole paesino di Bright Falls, pacifica e ideale meta per riprendere fiato, serenità e ispirazione. Come ogni buona storia votata all'orrore, strani fatti e presenze inquietanti cominciano a manifestarsi nella tranquilla cittadina, eventi che sfocieranno inevitabilmente nella scomparsa di Alice e nel conseguente tentativo di Alan nel ritrovarla. Fine del breve riassunto sulla trama.

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Il protagonista in tutto il suo splendore.

Gli sviluppatori non esitano a parlare di thriller psicologico, e il materiale mostratoci ha senza dubbio confermato tale definizione. Nel corso della nostra prova, Alan fungeva da protagonista e voce narrante insieme. L'intera atmosfera del titolo sembra giocare sull'impossibilità di distringuere la realtà dal sogno, in una strana dimensione onirica, impalpabile e proprio per questo tremendamente accattivante. Ma c'è di più: l'incredibile sequela di eventi che stanno scuotendo la cittadina sembra essere scaturita direttamente dalle pagine scritte da Alan, quasi si trovasse egli stesso imprigionato nei meandri dei propri incubi. Il plot, inutile negarlo, ha un suo indiscutibile fascino. I parallelismi con alcune storie di Stephen King sono evidenti, ma rimane nonostante tutto dell'ottimo materiale per un videogame.

Ciò è ancor più vero grazie alla perizia con cui lo sviluppatore sembra voler ricreare ogni nodo dell'intreccio, suddiviso in capitoli proprio per rimandare all'idea di un qualcosa già scritto che ineluttabilmente "deve" accadere. Tanto l'atmosfera quanto il gameplay hanno come comune denominatore l'esigenza di mantenere costante la tensione del giocatore, che si troverà a passare da un incubo all'altro senza apparente via di fuga. La libertà di esplorare a piacimento gli ambienti si sposa con la struttura pilotata della storia, che come sempre procederà seguendo un ordine prestabilito, ma non per questo avaro di sorprese e colpi di scena.

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La torcia sarà una preziosa alleata nelle tenebre di Bright Falls.

Le fondamenta del gameplay sono quelle tipiche dei survival horror. Che si tratti di scenari urbani o della tetra foresta che circonda Bright Falls, il nostro eroe si troverà a dover sopravvivere contro un esercito di ombre demoniache e assetate di sangue. Badate però: il nostro protagonista non è un cazzuto marine né il classico detective dal grilletto facile. Alan è un semplice scrittore che si troverà, suo malgrado, a lottare contro la più malvagia rappresentazione delle proprie paure. Ecco perciò spiegata la sua goffaggine nell'uso delle armi da fuoco, o quel senso di impotenza evidenziato dai movimenti impacciati tipici delle persone in preda al panico. Potranno anche sembrarvi piccole cose, ma è proprio in questo genere di dettagli che si annidano i più efficaci meccanismi di immedesimazione. I ragazzi di Remedy, prevedibilmente, hanno saputo dominarli nel migliore dei modi.

Abbiamo visto Alan utilizzare pistola e fucile a pompa, ma è nella luce che risiede la sua arma migliore, nonché l'unica sua speranza di salvezza. Utilizzando la torcia elettrcia, il fuoco o qualsiasi altra fonte luminosa, avremo la possibilità di annientare i nemici o di neutralizzarli il tempo necessario a predisporre una via di fuga. Un fascio diretto infliggerà loro gravissimi danni, con tanto di scintille scoppiettanti che impazzano intorno. Eppure non crediate che sia così semplice: quelle che vi troverete a combattere sono delle vere e proprie forze sovranaturali, e la manifestazione del loro potere sarà evidenziata da oggetti che d'improvviso prendono vita e che si scagliano contro di voi annientando al contempo qualsiasi fonte di luce abbiate predisposto.

L'enfasi sui combattimenti è galvanizzante e ben sottolineata da visuali specifiche o repentini cambi di inquadrature, il tutto ovviamente contornato da una buona dose di effetti visivi e da un uso dell'illuminazione sicuramente intrigante. L'unica cosa su cui ci sentiamo di recriminare è data dai legnosi movimenti del protagonista e da alcuni elementi ambientali, riprodotti forse in maniera un po' troppo grossolana. Per il resto, l'azione si mantiene gradevolmente frenetica e il pathos da pelle d'oca sembra già essere una presenza costante dell'intera avventura. Estremamente curato il versante sonoro, per il quale possiamo già prevedere sicure menzioni d'onore. L'alternarsi di sessioni notturne e diurne garantisce infine la giusta mediazione tra esplorazione, enigmi e combattimenti a ritmo serrato. Non c'è altro da aggiungere, Alan Wake potrebbe rivelarsi l'incubo che ogni videogiocatore vorrebbe sperimentare. Per ingannare la lunga attesa che ci separa dal gioco, non ci resta che sognare ad occhi aperti....

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