Legendary

La formula magica di Atari: piombo e mostri.

Chiamare un gioco Legendary (letteralmente "Leggendario" nell'idioma di Albione..) è indubbiamente un mezzo interessante per farsi notare. Soprattutto se ti rivolgi ad una generazione che ha usato una definizione di quel tipo per opere dall'eccellenza più che dubbia -tipo i film di Chuck Norris, piuttosto che per riferimenti propriamente mitologici. Ma oggi tutto è marketing, si sa..

E' dunque una sorpresa (o forse no) che la nostra prima impressione di Legendary possa essere riassunta altrettanto ermeticamente con due sole parole: senza pretese. Parliamo infatti di un titolo diretto come pochi, un first person shooter senza chissà quali mire rivoluzionarie, un po'alla maniera di quelli di qualche anno fa: roba incentrata su un tizio con un arsenale fenomenale che prende a pallottole in faccia legioni di creature demoniache incazzate nere, insomma.

Il "Legendary" del titolo si riferisce proprio a quelle creature: con un patchwork ardito come pochi il gioco vi proporrà infatti un mix di esseri presi dalle varie mitologie del globo, tutti insieme appassionatamente (e illogicamente). Via libera allora a grifoni, lupi mannari, kraken e amenità varie pescate a piene mani dal folklore est europeo. Wow.

La trama viaggia giocoforza su binari ugualmente trash: interpreterete un ladro incaricato da qualcuno di rubare un certo oggetto contenuto in una certa scatola custodita all'interno di un certo museo di New York. Il problema, come si evince dalle prime battute del gioco (che fanno anche da tutorial per i controlli), è che il vostro obiettivo si scopre essere nientemeno che il Vaso di Pandora. Vaso che ovviamente scoperchierete, aprendo così le danze per un gustoso armageddon in salsa demonico-mitologica condito da edifici in rovina, macchine fatte volare come birilli di qua e di là e campi di energia malvagia che pulsano visibili in cielo.

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Vicini vicini, abbastanza per cogliere la sottile fragranza del suo alito millenario.

Mano a mano che il plot entrerà nel vivo vi ritroverete al cospetto di altre trovate della serie "così pessime da risultare piacevoli", tra forze antiche in lotta fra loro (ora equipaggiate con gli ultimi ritrovati della tecnologia militare) e quant'altro. Anche se si tratta solo e soltanto di pretesti per offrire varietà e spettacolarità all'azione, e il gioco neanche proverà più di tanto a prendersi davvero sul serio.

Spenderà invece tutte le sue risorse in un'unica direzione: cercando di offrire un'esperienza corri e spara (o spara e corri se preferite..) che risulti genuinamente divertente. Liberandosi di tutte quelle idee avveniristiche e di quelle trovate complesse che hanno fatto evolvere gli FPS dai tempi di Doom, Legendary impiega le prestazioni degli hardware di oggi solamente per aumentare in modo significativo la scala degli avvenimenti. E la cosa si traduce in parte facendovi affrontare dozzine di creature tutte insieme, in parte portando a livelli davvero epici l'azione.

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Grifoni, lupi mannari e golem tutti insieme. A NY. Almeno non si prende sul serio, per fortuna.

L'intenzione di fare le cose "in grande" viene messa in evidenza già a partire dai primi attimi di gioco. Pensate che durante la sezione ambientata a New York verrete ripetutamente minacciati da un colossale mostro che distruggerà al solo passaggio grattacieli ed interi isolati. Si parla per la cronaca di un Golem alto una cinquantina di metri, che tuttavia nell'universo di Legendary non è fatto di creta, bensì di macchine distrutte e parti di edifici crollati. E la resa dei conti con l'imponente nemico avverrà tra le rovine al neon di quel che resta di Times Square, in un livello fenomenale che da solo vale il prezzo del biglietto.

Questo per quanto abbiamo avuto modo di vedere, anche se ci è stato assicurato che in seguito l'azione si sposterà a Londra, dove ovviamente esseri altrettanto impressionanti imperverseranno. E il Big Ben e il London Eye non faranno una bella fine. In maniera un po'insolita più avanti vi ritroverete anche a...Durham. Ok, siamo sicuri che la città inglese sia epica da morire di suo, eppure non possiamo proprio fare a meno di annoverarla tra le location bizzarre citate da alcuni videogame (basti pensare anche alla Grimsby di Resistance..).

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Marco Mottura

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