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NORCO Recensione | Un videogioco ammaliante che flirta con l'assurdo

Il cugino sotto acidi di Disco Elysium e Kentucky Route Zero.
Eurogamer.it - Essenziale
Una narrazione ammaliante, un universo da trip e personaggi che flirtano con l'assurdo. NORCO sorprende e cattura.

Esplosioni e fiamme. Il cielo è una distesa luminosa ma le stelle ormai sono solo un lontano ricordo, completamente abbagliato e avvolto dalle luci e dai fumi della raffineria. Shield è Norco e Norco è Shield, la città stessa e le periferie disagiate che la circondano nel bene (e soprattutto nel male) sono scavate dai segni indelebili della multinazionale che tanto ha saputo dare ma che, come un parassita di inenarrabile ingordigia, ancor di più ha tolto. Le stelle, il silenzio, un'aria decente... nostro padre.

“Piuttosto di tornare meglio ritrovarsi a far compagnia ai vermi!”. Ce lo siamo ripetuti mille volte, anche quando la mamma ci chiedeva solo un messaggio, solo una rassicurazione o una visita, anche fugace e repentina. Non abbiamo mai risposto, preferendo sempre vagabondare lontano alla ricerca di qualcosa che nemmeno noi sappiamo capire, figuriamoci provare a spiegare. L'unica certezza è sempre stata tutto ma non Norco. Ma questa volta è diverso. Questa volta la mamma non c'è più e ignorare l'ennesimo messaggio non è davvero possibile.

NORCO è un titolo che ha debuttato in sordina nella ressa disordinata del panorama indie di Steam. E pensare che l'opera prima del collettivo Geography of Robots ha dalla sua delle credenziali impressionanti essendosi aggiudicata il premio più ambito nella neonata sezione videogiochi del Tribeca Film Festival. Un premio ottenuto “per il potenziale di esprimere l'eccellenza nell'arte e nella narrazione attraverso il design, la maestria artistica e mondi altamente immersivi”. E lo ha fatto battendo videogiochi decisamente più blasonati e quotati di questi anni come Kena: Bridge of Spirits, Lost in Random e Sable.

Si alza il sipario, che entri in scena l'assurdo.

Questa strana avventura surreale, immersa nel profondo sud degli USA, ha indubbiamente il “difetto” di essere meno mainstream e di catturare meno l'occhio ma senza troppi giri di parole mai premio è stato più meritato. NORCO ti si insinua dentro andando oltre i confini dei generi, delle classiche definizioni, della realtà e della distopia stessa miscelando finzione e cronaca, sci-fi e presente con una scelta insolitamente specifica, concreta e “locale” fortemente legata proprio alla cittadina (che esiste davvero) con cui condivide il nome.

Norco, Louisiana, è un luogo radicato nella realtà come pochi, pieno com'è di gravi problemi e profonde contraddizioni disseminati all'ombra della raffineria del colosso petrolifero Shell (la Shield del gioco non ha di certo un nome a caso). Una cittadina che gli sviluppatori hanno deciso di raccontare filtrandola attraverso un setting fantastico, in un futuro sotto alcuni aspetti inavvicinabile ma sorprendentemente non troppo lontano, incatenato ai giorni nostri dalle strade incidentate e dai quartieri fatiscenti dove i sobborghi degli operai declinano nelle paludi infestate da strane creature, da miti e misteri e da storie così assurde da essere reali.

Protagonista di NORCO è la giovane Kay, una ragazza che ha cercato di fuggire dalla propria città non voltandosi mai indietro, nemmeno di fronte alla grave malattia di una mamma che sperava solamente di rivedere la propria bambina ancora una volta. Solo la morte della povera madre spingerà la giovane a un ritorno controvoglia che innescherà un'avventura ai limiti dell'assurdo alla ricerca di Blake, il fratello minore scomparso improvvisamente nel nulla.

In un gioco come NORCO perfino un semplice pupazzo della nostra infanzia ha ben poco di normale.

Una semplice ricerca tra amici e conoscenti si ingrandisce a dismisura toccando presente e passato della città, della Shield e della famiglia della protagonista arrivando a rivelare un intreccio narrativo non solo complesso ma in ugual modo maturo e assurdo. Merito di tematiche squisitamente sci-fi arricchite da situazioni e personaggi che sembrano partoriti da un trip di sostanze non meglio specificate.

C'è davvero di tutto nella narrazione targata Geography of Robots ed è stupefacente rendersi conto che quello che dovrebbe essere un calderone senza capo né coda funziona e lo fa dannatamente bene, nonostante alcune sottotrame non convincenti fino alla fine e qualche intreccio che al termine dell'avventura di circa 8 ore sembra leggermente inconcludente.

Merito di una scrittura che infonde profondità e dignità anche nei personaggi apparentemente più infimi e inutili, e di una ricercatezza pregevole in ogni tematica, dalla più mistica e mitologica alla più tecnologica e futuristica. Ma tra IA, culti assurdi nascosti in luoghi a dir poco improbabili, robot domestici e detective che spiano il mondo da una finestra, comodamente seduti sulla tavoletta di un WC, la domanda è più che legittima: che cos'è NORCO in termini di puro gameplay?

Se volessimo farla semplice, è una via di mezzo tra avventura narrativa e punta e clicca. Ma ovviamente un'opera di questo tipo avrebbe mai potuto essere semplice? La base è sicuramente quella dell'avventura punta e clicca: ci sono delle schermate semi-fisse tra cui spostarsi utilizzando particolari punti di accesso cliccabili, una sorta di mappa globale del mondo esplorabile più o meno liberamente in base all'avanzamento della storia e anche degli enigmi risolvibili utilizzando l'inventario e in certi casi combinando oggetti tra di loro.

La Mappa Mentale è una inestimabile guida tra ricordi e intuizioni.

È però un approccio ai point and click molto soft, che evita strade cervellotiche o idee troppo astruse ed è un piacere notare come le soluzioni necessarie a proseguire siano in larghissima parte frutto dell'intuito, dell'osservazione, dell'esplorazione e dell'interazione con l'ambiente o con gli NPC. Una progressione organica forse troppo semplice per i veterani più puristi del genere ma molto funzionale e godibile, capace com'è di dare il giusto peso tanto alle abilità del giocatore quanto ai dialoghi e allo sviluppo narrativo senza risultare mai inutilmente forzata o inopportunamente e artificiosamente difficoltosa. D'altronde ormai dovrebbe essere chiaro anche ai muri, non tutti i titoli devono essere necessariamente difficili o puntare assolutamente sulla sfida per essere dei piccoli, grandi capolavori.

Al di là degli elementi da punta e clicca c'è però anche molta altra carne al fuoco, a partire da una delle idee più lodevoli: la Mappa Mentale. È una sorta di piccola enciclopedia che si amplia man mano che Kay interagisce con il mondo di gioco, ottenendo nuovi indizi o più semplicemente sbloccando ricordi e sentimenti sopiti negli angoli più reconditi della memoria. Un modo molto intelligente per trasportare noi giocatori nel mondo di NORCO e per metterci davvero sul piano della protagonista, come se noi stessi vivessimo all'interno di questo immaginario.

La Mappa Mentale è poi il perfetto “taccuino” del buon detective, fondamentale per tenere traccia delle scoperte e delle informazioni arricchite anche da alcune considerazioni del nostro avatar virtuale. Le chicche a livello di meccaniche non finiscono qui con trovate estemporanee geniali per variare il ritmo e contestualizzate perfettamente tra l'esplorazione di un edificio completamente immerso nell'oscurità, una palude tentacolare da attraversare e registratori e realtà aumentata come fidi alleati.

La parola è l'anima pulsante di NORCO.

Non vogliamo svelare troppo per non rovinare l'entrata in scena spesso illuminante delle idee degli sviluppatori ma vogliamo invece spendere due parole per lo stile artistico con audio e video perfetti veicoli dei molti volti di un universo così banale quanto originale. Una realtà sotto acidi, un trip sci-fi ancorato nei problemi di oggi, dove le cospirazioni, i culti, le malattie, la morte e la vita stessa sembrano solo versioni leggermente distorte di tutto ciò che in fondo potremmo incontrare già ora in questo “normale”, folle presente. Pixel art e musiche curate nei minimi dettagli che sposano la fantascienza e i suoi neon con le paludi e i fumi delle ciminiere e un gusto southern gothic molto ispirato.

NORCO è quel fantastico indie che non ha superato le barriere della nicchia. Le ottime recensioni dei pochi portali che lo hanno trattato non sono bastate e non hanno fatto la differenza nemmeno un publisher di una certa importanza e grandi premi autorevoli. Ora sta a voi: davvero volete ignorare questa splendida nicchia?

9 / 10

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Alessandro Baravalle

Contributor

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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