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Sniper Ghost Warrior 3 - prova

Preparati, esplora, pianifica, uccidi!

La figura del cecchino è di certo una delle più emblematiche tra quelle che calcano i campi di battaglia. Lupi solitari arroccati in punti strategici che dispensano morte dall'alto, invisibili e letali come spettri. Sniper Ghost Warrior, nella sua terza incarnazione, ci cala nuovamente nei panni di un killer a sangue freddo, dotato di una mira da far invidia ad Occhio di Falco e di un arsenale più fornito di quello del Punitore.

La beta a cui abbiamo di recente avuto accesso si apre con alcuni video esplicativi, utili per darci un'infarinatura generale delle feature più succose presenti nel titolo. Il gioco è uno stealth game in cui la pianificazione dell'azione e lo studio del campo di battaglia sono elementi chiave per la buona riuscita della missione. Calibrare alla perfezione il mirino ottico del fucile in base alla distanza del bersaglio e alla forza del vento, studiare la posizione dei nemici tramite l'uso del drone, individuare videocamere di sorveglianza e dare uno sguardo agli elementi interattivi dello scenario, devono diventare la routine prima di entrare in azione.

Dopo aver assistito alle sequenze introduttive ci siamo quindi trovati al volante della nostra jeep, spronati da una voce via radio a raggiungere il nostro covo segreto, una grotta nascosta tra le montagne. E una volta raggiunta è cominciata la fase di preparazione vera e propria. Esattamente come James Bond fa incetta di armi e gadget prima di partire per una missione, anche noi abbiamo sentito il bisogno di rifornirci come si deve. Dalla base operativa è infatti possibile selezionare l'armamentario fatto di fucile di precisione, fucile d'assalto, pistola, arma da mischia e tutta una serie di altri utili strumenti come medikit, esplosivi di varia natura e il drone.

Il protagonista è un mago col fucile da cecchino ma se la cava bene anche con altri tipi di armi.

Una volta scelto l'equipaggiamento abbiamo raggiunto il tavolo da lavoro, ci siamo messi all'opera e abbiamo craftato un po' di proiettili adatti alle nostre bocche da fuoco. Un riposino sulla scomoda branda nell'angolo del rifugio in attesa che le tenebre della notte calassero e una capatina al portatile d'ordinanza per scegliere il nostro obiettivo sono state le ultime azioni prima di partire per la missione. Questa beta ci ha messo davanti a due incarichi: far fuori un leader separatista e sabotare un impianto di comunicazione. Smaniosi di mettere mano al nostro arsenale e impazienti di centrare in mezzo agli occhi qualche nemico al di là dell'orizzonte, abbiamo optato per la prima.

Sgattaiolati fuori dalla grotta siamo quindi tornati al voltante della jeep, uno sguardo veloce alla mappa e le ruote del fuoristrada stavano già macinando i chilometri di fangoso sterrato che ci separavano dall'accampamento nemico. Sulla nostra strada abbiamo trovato qualche punto di interesse, perlopiù edifici abbandonati, in cui non abbiamo esitato ad entrare, facendo fuori i soldati di guardia, rubacchiando qua e là e perquisendo i corpi senza vita delle nostre vittime.

Una volta giunti al limitare dell'accampamento nemico l'idea migliore è sembrata quella di arrampicarsi su una formazione rocciosa, in modo da avere una buona visuale prima di lanciare il drone verso l'alto. Il piccolo spione volante è il nostro più fedele alleato ed è in grado, se utilizzato correttamente, di darci un notevole vantaggio tattico. I nemici e i punti "caldi" rimangono evidenziati una volta individuati, e non appena il drone è tornato sano e salvo nelle nostre mani mettere a segno qualche bel headshot è stato un lavoro piuttosto semplice.

Il drone è un fedele alleato: il suo sguardo vigile concede un vantaggio tattico senza il quale saremmo veramente nei guai.

Accucciati tra le rocce abbiamo iniziato a distribuire morte tra gli ignari soldati occupati nella loro noiosa sorveglianza. Fuori uno, fuori due, fuori un terzo che aveva cominciato a muoversi. Nemmeno il tempo di inquadrare il quarto bersaglio che un indicatore rosso compare a destra, è a forma di mirino e non promette nulla di buono. L'istante dopo ci ritroviamo a terra mentre la scritta "Riprova" lampeggia beffarda al centro dello schermo.

Certo che riproviamo! Questa volta osserviamo con più attenzione il palazzo ad ovest, dopo una breve ricognizione col drone la causa della nostra precedente dipartita si palesa: è un cecchino anche lui, e se ne sta rintanato dietro un muro sulla cima di un palazzo. Meglio cominciare da lui questa volta. Lo facciamo fuori sprecando più colpi di quanti vorremmo e ci rendiamo conto di non aver ancora carpito tutti i segreti della gestione della parabola discendente del proiettile. Una volta messo a tacere lo sniper abbiamo ripreso a dispensare morte tra i soldati al centro del campo. Sono tanti, dopo qualche centro cominciano a correre verso la nostra posizione, meglio scendere e trovare un buon rifugio tra le rocce.

Arrivano in massa, aggressivi ma stupidi, cercano tutti di salire arrampicandosi dallo stesso punto, noi li aspettiamo con calma e li falciamo con rapide raffiche del fucile d'assalto. Dopo averne fatti fuori un bel po' è giunta l'ora di sbarazzarsi del nostro obiettivo principale, che si trova rintanato in un palazzo.

Presso il rifugio possiamo equipaggiarci al meglio e confezionare munizioni per le nostre bocche da fuoco.

Unico punto attraverso il quale è possibile piazzare un buon colpo è una finestra ma serve una visuale migliore, il tetto dove stava il cecchino che abbiamo fatto fuori poco prima sembra perfetto. Ci incamminiamo quindi per un sentiero con l'intento di raggiungere un cavo che collega il tetto ad un'altura poco distante, sperando che la zip line diventi un'opzione disponibile.

Ci muoviamo circospetti, anche se i soldati dell'accampamento sono ben distanti. Improvvisamente giungono grida di allarme, poi una pioggia di proiettili ci investe, ponendo fine alla nostra missione. A quanto pare pattuglie nemiche girano a caso per la mappa, e un casolare che sembrava vuoto fino a poco prima è diventato il punto di ritrovo dei nostri carnefici.

Senza stare qui a descrivervi per filo e per segno il prosieguo della nostra prova possiamo dirvi che ci sono voluti un bel po' di tentativi prima di portare a termine con successo i due incarichi disponibili nella beta. Sniper Ghost Warrior 3 è uno stealth senza compromessi in cui siamo tanto letali quanto vulnerabili agli attacchi. Venire accerchiati significa la morte, e il fatto di avere per le mani un fucile d'assalto non ci rende pericolosi come in un qualsiasi fps. Tutto deve essere calcolato e pianificato, i colpi di testa servono solo per gestire situazioni al limite, che solitamente si risolvono con la nostra dipartita o con un fuga per il rotto della cuffia.

Alla formula si aggiungono anche varie componenti GDR, con tre alberi distinti in cui distribuire punti abilità, permettendoci di diventare cecchini migliori, di aumentare le competenze in campo stealth e di metter su un po' di muscoli. Presenti anche potenziamenti per il drone che, una volta modificato opportunamente, disporrà anche di gustose funzioni aggiuntive come la visone notturna o un richiamo per distrarre i nemici.

Possono ritenersi tranquilli i feticisti del comparto tecnico: Sniper Ghost Warrior 3 è realizzato con il Cry Engine e presenta una grafica del tutto soddisfacente a cui si aggiunge un meteo dinamico che farà piovere sul nostro protagonista litri su litri d'acqua oltre che i consueti confetti di piombo. Se siete amanti degli stealth duri e puri e vi piace pianificare l'azione nei dettagli prima di mettere il dito sul grilletto, a breve avrete pane per i vostri denti.

A proposito dell'autore
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Andrea Forlani

Contributor

Andrea Forlani videogioca da sempre e scrive da parecchio. Il suo ambiente naturale è la sedia davanti al PC e si nutre principalmente di cibo spazzatura. Se importunato, potrebbe difendersi tirandovi contro manciate di dadi da 20.

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