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Sonic Colours

La velocità prima di tutto!

A quanto pare i numerosi tentativi di SEGA di riportare la figura di Sonic agli antichi splendori stanno per dare qualche frutto interessante. Dopo gli ultimi esperimenti dalla qualità discutibile (escludendo giusto Secret Ring per Wii), infatti, in casa SEGA hanno deciso di mettercela tutta per far tornare la loro bistrattata mascotte ai fasti di un tempo con una serie di titoli sviluppati sotto l'occhio attento di Iizuka.

Mentre Sonic 4 si concentra sul ritorno alle due dimensioni e alle meccaniche classiche dei primissimi episodi per Megadrive, Sonic Colours cerca di creare un interessante cocktail tra le fasi platform a scorrimento orizzontale e i livelli sviluppati in profondità che abbiamo amato/odiato negli ultimi esperimenti per Wii.

Questa volta, però, le cose sembrano muoversi nella direzione giusta, visto che sia il level design sia il sistema di controllo appaiono più sensati del solito. I livelli mostrati fino a questo momento si distinguono per una varietà interessante, spaziando dalle ambientazioni classiche in stile Green Hill Zone (con le immancabili colline verdeggianti e gli intensi cieli blu SEGA) a scelte forse troppo Mario-style (il mondo fatto di dolciumi, tanto per fare un esempio), ma non per questo fuori luogo.

A colpirci fin da subito, in Sonic Colours, è stata la naturalezza con cui il titolo sembra passare dalle fasi platform a scorrimento orizzontale a quelle con la telecamera posta alle spalle del protagonista, senza per questo provocare disagi nel giocatore.

Il sistema di controllo si basa quasi interamente sulla leva analogica del nunchuk, a cui sono associati i movimenti di Sonic. Per tutto il resto ci si affida al tasto del salto e a qualche occasionale scuotimento del controller.

Benvenuti al luna-park interstellare!

Ogni altro elemento è affidato al gioco, che ci guida attraverso intricate ambientazioni sviluppate su più livelli. L'azione si sposta sia in altezza che in profondità, offrendo una gran quantità di strade alternative utili per raggiungere il più in fretta possibile il traguardo finale.

Questo tipo di approccio è perfettamente in linea con l'idea originale di Sonic, visto che garantisce un'esperienza veloce, frenetica e abbinata a una grande rigiocabilità, poiché dovrebbe spingere i giocatori ad affrontare più e più volte gli stessi livelli alla ricerca di nuovi percorsi, di bonus nascosti e di scorciatoie con cui guadagnare secondi preziosi.

L'unico problema riscontrato fino a questo momento è quello dell'eccessiva semplicità del gioco, ma potrebbe tranquillamente trattarsi di un elemento legato ai livelli presentati. Anche nei vecchi capitoli di Sonic, infatti, la difficoltà cresceva esponenzialmente via via che si raggiungevano gli scenari più avanzati, costringendo il giocatore a prestare sempre più attenzione ai salti effettuati e alla precisione della propria manovra.

A proposito dell'autore
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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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