L.A. Noire

Il cuore oscuro di Los Angeles.

L.A. Noire è finalmente disponibile. Qualora foste interessati a completare il gioco al 100%, vi invitiamo a consultare la nostra soluzione completa di L.A. Noire!

L.A. Noire è apparso per la prima volta, se la memoria non m'inganna, nel 2004, con un video teaser che faceva intuire poco o niente. Qualche triste nota di tromba, un po' di bianco e nero e stop, ma c'era già chi parlava di "GTA che incontra gli Intoccabili". Poi il vorticoso mondo dei videogiochi è andato avanti, il gioco è sparito come il cadavere di Jimmy Hoffa, Rockstar e Team Bondi hanno portato avanti il loro progetto con calma e tutti hanno guardato altrove.

L'imprevisto trailer della settimana scorsa, anche se composto solo da scene d'intermezzo (dare informazioni col contagocce è uno dei crudeli meccanismi dell'hype), ha fatto tornare alle stelle la curiosità intorno al gioco ed è quindi con molta curiosità in testa e poche informazioni in tasca che mi sono recato presso gli studi londinesi di Rockstar, per vedere se sotto il fumo cuoceva anche un bell'arrosto.

Il risultato? Più che GTA giocato nei panni di Elliot Ness, ci troviamo di fronte al frutto di un incontro clandestino tra un romanzo hard boiled e un manuale di linguaggio non verbale.

Com'è facile intuire, l'ambientazione è la Los Angeles del primo dopo guerra, un periodo in cui l'industria cinematografica muoveva i primi passi tra flash e lustrini, mentre un oscuro sottobosco di gangster, pappa e gentaglia varia cercava di fare della città il proprio impero criminale.

L.A. Noire è la storia di Cole Phelps, veterano decorato durante il secondo conflitto mondiale, che una volta deposto l'elmetto ha deciso di indossare un Fedora e entrare nell'L.A.P.D., intraprendendo una carriera da detective che lo porterà a seguire casi sempre più importanti ed intricati, ispirati a fatti di cronaca realmente accaduti nei tardi anni '40. E l'inquietante il database di foto prese direttamente dalle scene del crimine che i ragazzi di Rockstar mostrano orgogliosi sta a dimostrare che vedremo veramente il peggio che Los Angeles poteva offrire.

L'indagine che ho potuto vedere si chiama "Fallen Angel" e inizia con una breve introduzione dal tocco decisamente cinematografico, in cui una macchina vola a tutta velocità da una scarpata nel cuore della notte. Chi c'è al volante? Ci sono dei morti? E come mai il guidatore ha perso il controllo? Toccherà a noi e al nostro istinto di detective fare luce sull'accaduto.

Dopo l'introduzione è la volta del classico briefing, in cui il capo della polizia da le informazioni necessarie per avviare l'indagine. Nel corso della nostra carriera verremo assegnati a dipartimenti dall'importanza sempre maggiore: traffico, droga, omicidi, ecc. Ogni volta al nostro fianco ci sarà un nuovo collega, pronto a condividere informazioni, cazzotti e battutacce sessiste.

Basta questa breve introduzione per notare l'altissima cura risposta nell'espressività e nella recitazione dei personaggi che, come vedremo più avanti, non si limita ad essere un mero abbellimento estetico, ma diventa un fondamentale elemento di gameplay.

Tutto questo è possibile grazie al MotionScan, tecnologia di cattura delle espressioni facciali sviluppata dal Team Bondi, basata su decine di videocamere ad altissima definizione, in grado di registrare anche il più piccolo movimento del volto. Il risultato è che i personaggi aggrotteranno la fronte, strizzeranno gli occhi, storceranno la bocca e arricceranno il naso con un realismo mai visto in un videogioco.

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Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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