Halo 4 - prova

Il ritorno di Master Chief.

C'è una certa elettricità nell'aria che circonda la nuova sede di Microsoft nel giorno della presentazione alla stampa di Halo 4. L'atmosfera è vibrante e la schiera di giornalisti è quella delle grandi occasioni.

Tra i giovani zainetti spuntano parecchi veterani che si danno di gomito bisbigliandosi l'un l'altro "è tornato, eh?", proprio davanti alla statua che all'ingresso riproduce il ben noto profilo verde con la visiera dorata.

Questa è, effettivamente, la prima notizia su Halo 4. Si sapeva, è ovvio che si sapeva, ma lo stesso regala una piacevole sensazione ascoltare l'inossidabile Andrea Giolito rimarcare che sì, Master Chief è di nuovo tra noi, o almeno lo sarà presto.

Non che nel frattempo la saga sia rimasta ferma ad aspettare ma è pur vero che tra Halo 3: ODST, Halo Wars e poi Halo: Reach, sono ormai cinque anni che il vecchio Capo è considerato disperso, ibernato in una cella criogenica da qualche parte tra le stelle.

La scomparsa del personaggio principale, l'uscita di scena se preferite, era stata giustificata all'epoca con la conclusione della trilogia, ma è chiaro che in un panorama economicamente disastrato come è quello odierno, un'icona quale Master Chief può dare una mano a salvare la situazione non soltanto dal punto di vista della trama di un gioco. Era il momento giusto per tornare, insomma.

E quello del primo Halo dopo Bungie è un ritorno in grande stile, a giudicare da ciò che si è visto e da quello che si è potuto intuire mettendo le mani sul primo livello del gioco, ancora da non considerarsi come completo al 100% ma assai vicino.

"Quello del primo Halo dopo Bungie è un ritorno in grande stile, a giudicare da ciò che si è visto"

Halo 4 infatti si propone di essere non solo l'episodio che riporta la saga agli antichi splendori e Master Chief in prima linea, ma anche il punto di partenza per una nuova trilogia a base di azione e misteri che promette di gettare nuove informazioni in pasto agli appassionati della serie.

Insieme all'eroe fa il suo gradito ritorno anche Cortana, che abbiamo potuto vedere nelle battute iniziali del livello e che, possiamo assicurare, è stata dotata di un fondoschiena talmente siderale da ammutolire la platea.

La precisione dei glutei di quella che è da più parti considerata uno dei sex-symbol del mondo dei videogiochi non è che un dettaglio marginale (beh, insomma...) dell'opera di miglioramento messa in atto dai 343 Industries sul portabandiera del comparto gaming di Microsoft. L'idea era quella di realizzare il miglior Halo possibile, oltre che un prodotto capace di giocarsela graficamente con i pezzi grossi su console

"Interventi grafici, quindi, ma anche miglioramenti a livello di Intelligenza Artificiale"

Interventi grafici, quindi, ma anche miglioramenti a livello di Intelligenza Artificiale. Molte novità, anche, a cominciare dall'ambientazione, dalle armi e dai nemici da combattere fino ad arrivare alle succose innovazioni del comparto multiplayer, delle quali parleremo a breve.

E così, su un gigantesco schermo cinematografico, assistiamo all'apertura della cella criogenica che per tutto questo tempo è stata la casa del nostro eroe. Alcuni indizi erano stati lanciati ma ora se ne ha la certezza: Master Chief si trova su Requiem, un pianeta artificiale abitato dai misteriosi Promethean.

Non è subito evidente, ma lo diventerà presto. Non ci si trova di fatto sulla superficie del pianeta ma al suo interno, in quella che possiamo immaginare come una sfera cava pulsante di energia e meccanismi alieni.

Scopo immediato della missione: andarsene. Primo problema che si incontra: eliminare una fonte di interferenza che impedisce a Cortana di contattare l'esterno del pianeta e la nave Infinity. Per farlo bisognerà raggiungere e distruggere tre centri di energia e con questo obiettivo si ci mette in cammino.

I primi nemici che vediamo vengono chiamati "Crawler". Sono dei bizzarri quadrupedi meccanici capaci di arrampicarsi sulle superfici verticali. Sono molto aggressivi, facili prede quando isolati ma devastanti quando attaccano in branco, il che accade praticamente sempre.

"Le novità dell'arsenale sono basate interamente sulla tecnologia dei nuovi avversari"

A seguire compaiono dei grossi bipedi, anch'essi meccanici (il sangue non è previsto), provvisti di grosse lame da corpo a corpo e armi a lungo raggio. Temibili alla distanza ma molto resistenti anche agli attacchi ravvicinati: un brutto cliente che punisce chi combatte in modo statico.

Pochi secondi e alla battaglia si aggiungono altre creature metalliche, stavolta volanti. L'atmosfera si scalda ma fortunatamente il livello di difficoltà al quale stiamo giocando è adeguato e in qualche modo riusciamo a procedere.

C'è il consueto approvvigionamento di armi e munizioni che si basa sulla raccolta di ciò che i nemici abbandonano, ed è qui che osserviamo le novità dell'arsenale, basate interamente sulla tecnologia dei nuovi avversari. C'è anche un efficacissimo scudo che resiste agli attacchi a distanza per un breve periodo.

La grafica appare certamente di ottima fattura e rende giustizia alla suggestiva ambientazione del pianeta cavo, con luci distanti e un campo visivo abbastanza ampio da poterli osservare negli spazi più vasti. Impossibile dare un giudizio dopo avere visto così poco, ma non sembra esserci alcun motivo di preoccupazione in quanto alla qualità visiva.

"La grafica appare certamente di ottima fattura e rende giustizia alla suggestiva ambientazione del pianeta cavo"

La lunga sezione introduttiva, abbinata al filmato di apertura, ha anche la funzione di tutorial per chi indossa per la prima volta l'elmetto verde e riepiloga per sommi capi la trama precedente, così che anche i novizi possano avere un'idea dei personaggi e della situazione.

Un discorso a parte lo meritano le due modalità a più giocatori, chiamate Wargames e Spartan Ops. Sono stati sostanzialmente confermati tutti i dettagli ampiamente descritti nella nostra prova, con l'aggiunta di qualche dettaglio in più sulle Spartan Ops, ovvero la campagna co-op.

Questa verrà distribuita in forma di singole missioni, gratuite per i possessori di account Gold, ambientate dopo gli eventi del gioco con il compito di espandere l'esperienza e dare un punto di vista differente sulla trama. Le missioni verranno distribuite con cadenza regolare nell'arco di dieci settimane.

Se le prime battute del gioco sono indicative di ciò che verrà in seguito, allora la sensazione è che si tratti di un ritorno a casa in tutti i sensi. Alcuni momenti ci hanno fatto pensare a un FPS "vecchia scuola", tutto azione e pochi fronzoli. È Halo, puro Master Chief senza compromessi.

Naturalmente è solo una missione e il resto è tutto da scoprire, ma c'è la sensazione che i ragazzi di 343 si siano ben guardati dal profanare una leggenda snaturandone la struttura e i contenuti.

Ritroveremo l'eroe esattamente dove lo avevamo lasciato. Il punto è che lui era rinchiuso in una cella criogenica. Il mondo, invece, è andato avanti di cinque anni.

Halo 4 è previsto in uscita il 06 novembre per Xbox 360.

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Riguardo l'autore

Mike Ortolani

Mike Ortolani

Redattore

Dopo un passato di musicista, incontra il buon Silvestri che lo coinvolge con Eurogamer. Mike ne è entusiasta, ma nel suo animo è ancora abbastanza sicuro di essere un musicista.

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