La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor - Reloaded

Il tempo degli elfi è finito: lascerete la Terra di Mezzo al suo destino?

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor è stata probabilmente una delle migliori sorprese del 2014: nonostante si trattasse di una licenza ufficiale del Signore degli Anelli, non era stato messo da molti in cima alla lista dei titoli da non perdere. Non c'erano molte informazioni sulla struttura di gioco, i Monolith arrivavano da una serie un periodo non particolarmente florido e più in generale l'hype non era a mille probabilmente anche a causa di una campagna pubblicitaria di secondo piano.

E invece questo action-rpg-affettatutto si è rivelato un successo inaspettato in virtù delle qualità che il nostro Emiliano Baglioni aveva messo in evidenza in occasione della recensione, ma anche dell'ottimo riscontro di critica e pubblico su Steam. Merito della buona realizzazione tecnica, ma soprattutto dell'ottimo sistema di combattimento che pone il giocatore a confronto con vere e proprie orde di orchi e relativi boss, obbligandolo a difese accanite e concatenazioni di combo infinite degne dei migliori action game di quest'ultimo periodo, in particolare la serie Batman.

Il gioco è arrivato sugli scaffali in due tempi: le versioni Xbox One, PS4 e PC a fine settembre, mentre quelle Xbox 360 e PlayStation 3 un paio di mesi dopo. La struttura di gioco è stata mantenuta anche se non intatta al 100% visto che sulle console della vecchia generazione è stato rimaneggiato il sistema "Nemesis" che genera le rivalità tra i nuovi capitani orchi man mano che vengono spediti nel loro inferno. Il gioco ha subito fatto parlare di sé ma per i giusti motivi: i voti della critica e il passaparola ne hanno immediatamente fatto un titolo molto venduto. Non sono mancate tuttavia problematiche nella fase di lancio: L'Ombra di Mordor era piuttosto stabile e funzionante ma se escludiamo alcuni bachi di secondaria importanza, il vero problema è stato quello dei salvataggi che ha colpito in particolar modo la versione PC su Steam.

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La varietà di mosse e combo finali dovuta alle rune è l'elemento portante del gameplay de L'Ombra di Mordor.

Si tratta di un difetto non ancora risolto legato al modo in cui la piattaforma di Gabe Newell organizza i salvataggi sul cloud che abbiamo peraltro già visto in altri giochi, come tutti gli F1 Codemasters per esempio. La maggiore instabilità del gioco nella prima settimana dopo il lancio ha causato molteplici situazioni di giocatori costretti a ricominciare tutto da capo e la situazione non è ancora stata recuperata a quasi due anni di distanza dalla pubblicazione. Per mitigare il problema il backup periodico della cartella di Steam in cui si trovano i salvataggi del gioco è fortemente consigliato anche oggi.

Alcuni bug sono stati individuati e risolti nell'immediato mentre altri hanno richiesto un po' di tempo in più per essere eliminati, ma tutto sommato l'esperienza di gameplay è stata portata alla sua forma definitiva già entro l'inizio della primavera 2015. Un lavoro di rifinitura efficace è stato svolto in particolare nella gestione della correzione post-processo FXAA, nella rimozione del limite di trenta frame al secondo con la sincronia verticale attivata e nel supporto allo SLI per le schede Nvidia. A queste si sono aggiunte il Photo Mode, varie correzioni alla gestione delle risoluzioni native con determinati monitor e tutta una serie di crashfix che hanno migliorato nettamente la stabilità del gioco in particolare su PC.

Non ci sono state novità particolari sul fronte del gameplay che è rimasto sostanzialmente immutato in seguito alle varie patch correttive. A cambiarlo hanno pensato tuttavia una lista di DLC tra gratuiti e a pagamento che hanno introdotto numerosi elementi extra in grado di modificare leggermente la giocabilità. Power of Shadow permette di migliorare armi ed armatura e Test of Power introduce una sfida contro una serie di nemici completamente nuovi tra quelli che la legione di Sauron aveva proposto al giocatore in prima battuta.

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Una carneficina ben riuscita è sempre fonte di grande soddisfazione, soprattutto quando gli orchi sembrano non finire mai.

Per chi vuole spendere qualche soldino, su Steam è presente una pletora di mini DLC da un euro che aggiungono abilità speciali ad un'arma specifica, combo esclusive per una mossa di combattimento, skin o nemici inediti e tra queste possiamo citare Deadly Slayer, Hidden Blade, Flame of Anor e Orc Slayer Rune, mentre per le skin troviamo The Dark Ranger e Captain of the Watch.

I DLC di classe superiore da due euro sono quelli della serie Warband che assegnano al giocatore più rune e s'intitolano Skull Crushers, Flesh Burners, Berserks e Blood Hunters. Decisamente più interessanti sono i pacchetti delle sfide da tre euro che propongono una serie di sfide diverse al giocatore mentre cerca di sopravvivere a ondate di Uruk di forza e consistenza sempre maggiori in Endless Challenge, Test of Speed e Test of Wisdom.

A questa categoria appartiene anche una quarta sfida che è tuttavia gratuita ed è indubbiamente uno dei contenuti aggiuntivi meglio riusciti del gioco. In Test of Defiance si devono eliminare sei Warchief e quindici capitani selezionati casualmente. Niente di che se non fosse per un dettaglio non di poco conto: dovete riuscirci senza mai morire. Una sfida hardcore piuttosto interessante per chi ha già spolpato tutto quello che il gioco ha da offrire, sbloccando tutte le abilità e mettendo alla prova la vostra bravura nel sistema di combattimento.

Il video di presentazione del DLC del Signore Lucente.

Tornando ai contenuti scaricabili legati alla strisciata della carta di credito i due più importanti sono stati quelli che hanno aggiunto una storia alternativa rispetto a quanto raccontato nel gioco originale, considerato anche il costo di dieci euro. Lord of the Hunt (Il signore della Caccia) è stato pubblicato a dicembre 2014 aggiungendo un considerevole numero di missioni e nemici inediti insieme a una nuova sfida la Test of the Wild. The Bright Lord (Il Signore Lucente) è invece arrivato a febbraio 2015 e ed è più concentrato sulla storia giocata nei panni di Celebrimbor: un extra gradito anche se solo per i più sfegatati sostenitori dell'originale.

Il supporto ormai si è concluso da tempo, ma a parte l'occasionale problema dei salvataggi corrotti legato all'uso del Cloud di Steam, la stabilità raggiunta nel gameplay in occasione dei combattimenti con le orde di orchi è tuttavia più che buona per tutte le versioni e spiega perché il gioco è stato apprezzato in modo trasversale su tutte le piattaforme per cui è stato venduto anche parecchio tempo dopo il lancio. Un successo tangibile anche considerando le copie vendute che sono parecchie per quella che possiamo considerare una nuova proprietà intellettuale per quanto riguarda la natura del gameplay, rafforzata chiaramente dal brand del Signore degli Anelli. I rilevamenti di VGChartz parlano di quasi sei milioni di copie vendute suddivise tra le cinque piattaforme su cui è stato pubblicato.

La parte del leone l'ha fatta PS4 con tre milioni di pezzi, seguita dal milione e trecentomila copie della versione Xbox One mentre PS3 e Xbox 360 si suddividono il milioncino rimanente a cui si aggiungono le trecentocinquantamila copie retail della versione PC. Si tratta in realtà di un dato parziale visto che a questo dobbiamo aggiungere l'eccellente risultato della versione PC su Steam che ha piazzato oltre due milioni di copie portando il totale ad otto.

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La possibilità di sviluppare le abilità di arco e spada in simultanea caratterizza la bontà del sistema di combattimento.

Non abbiamo trovato uno storico delle oscillazioni di prezzo del gioco su Steam negli ultimi due anni, ma visto che ora viene venduto a 39 euro, è probabile che qualche periodo di supersconto (follie di metà settimana, saldi di Steam) abbia fatto schizzare verso l'alto il totale del venduto grazie a prezzi stracciati praticati per un periodo limitato. In ogni caso, il risultato complessivo è eccezionale e fa presumere che le voci sul seguito in attualmente in lavorazione ma non ancora annunciato siano del tutto fondate.

L'ottimo successo commerciale è sicuramente una buona notizia per Monolith, uno studio di grande blasone ma che dai tempi di F.E.A.R. non azzeccava un gioco di così alto livello in termini di qualità e vendite. A macchiare il postvendita di questo titolo, anche se per questioni di marketing del tutto estranee all'operato degli sviluppatori ha pensato la pessima idea di Warner Bros. di pagare alcuni Youtuber per incensarlo senza menzionarne i bachi ma soprattutto senza specificare che il video non era una normale sessione di gameplay ma un vero e proprio contenuto sponsorizzato.

Una situazione in cui anche la Federal Trade Commission americana ha voluto vederci chiaro e che ha portato all'avvertimento nei confronti di Warner Bros. a desistere da pratiche di questo genere. Un peccato gli altarini siano stati scoperti per un titolo di qualità come questo che, per quanto caratterizzato da qualche problema in fase di lancio, è stato adeguatamente supportato dal suo sviluppatore e a tutt'oggi è uno degli action game orientati al combattimento più interessanti del suo genere.

Una disamina del potenziamento di Armi e Rune.

A confermare questo status troviamo anche la valida realizzazione tecnica su tutte e tre le piattaforme per cui è stato pubblicato: la versione PC è complessivamente la migliore, ma quelle console seguono a ruota, mettendo in mostra un notevole livello qualitativo che accomuna elementi grafici e solidità del frame rate. Tra le due versioni, quella PS4 è leggermente superiore, ma anche i possessori di Xbox One possono definirsi più che soddisfatti del lavoro svolto da Monolith nel realizzare un gioco che rende benissimo in Full-HD anche quando a schermo ci sono legioni di Uruk lanciate al vostro inseguimento.

Attualmente il prezzo oscilla tra i venti e i trenta euro a seconda della versione scelta, ed è più che adeguato per il quantitativo di divertimento complessivo che il gioco offre, tenendo in considerazione anche le sfide, nonostante sia completamente sprovvisto di una modalità multigiocatore: un peccato non sia presente una modalità cooperativa che avrebbe reso gli scontri esponenzialmente più divertenti. In ogni caso, se gli RPG di combattimento contro orde di nemici in stile Batman vi esaltano e i boss che li comandano sono solo la ciliegina sulla torta, La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor è sicuramente un gioco da evocare a scatola chiusa anche due anni dopo la sua pubblicazione.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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