Vista l'importanza che i Naughty Dog hanno acquisito per tutto il medium videoludico e lo status di software house di altissima qualità che il team si è guadagnato nel corso degli anni, ogni notizia su questo studio non può che attirare l'attenzione di parecchi fan.

In questo caso vi dobbiamo parlare di un addio, quello di Christophe Balestra, copresidente di Naughty Dog che dopo 15 anni ha deciso di lasciare la compagnia. L'annuncio è arrivato direttamente sul sito ufficiale di Naughty Dog, attraverso le parole di Balestra stesso che ha rivelato che si prenderà del tempo libero per la famiglia e che cercherà di realizzare dei progetti personali.

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"È davvero difficile arrivare alla realizzazione che è arrivato il momento di allontanarsi da una carriera per perseguire ambizioni e progetti personali. Lo sto facendo ora con il massimo rispetto per il team e per l'incrollabile impegno nei confronti di Naughty Dog e dei nostri progetti. Per me è arrivato il momento di spendere più tempo con la mia famiglia e di creare un vuoto per scoprire con cosa riuscirò a riempirlo (il che ovviamente riguarderà la programmazione)".

"Ho sempre sorriso quando ci chiedevano quale fosse il nostro segreto. Non ne abbiamo nessuno. Dedichiamo noi stessi al fine di assemblare il migliore e più determinato gruppo di programmatori, designer e artisti che siamo in grado di trovare. Il nostro 'segreto' è e sarà sempre il talento, la guida di tutto il team di Naughty Dog. È per questo motivo che posso allontanarmi con molta fiducia riguardo al futuro di Naughty Dog, perché il team sta perdendo solo uno dei suoi tanti membri".

Ora il ruolo di presidente verrà ricoperto completamente da Evan Wells. Non ci resta che augurare un imbocca al lupo a Balestra e attendere con curiosità i suoi nuovi progetti.

Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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