La questione pirateria è quanto mai attuale e spesso si discute dell'effettivo impatto di questo fenomeno sulle forme di intrattenimento in generale e ovviamente anche e soprattutto sui videogiochi. Una recente indagine della Commissione europea ha inevitabilmente attirato la nostra attenzione anche per una conclusione davvero interessante (seppur puramente statistica).

Il report di 307 pagine è stato brevemente riassunto dai colleghi di Games Industry. La Commissione europea si è concentrata soprattutto su una serie di nazioni (UK, Germania, Francia, Spagna, Polonia e Svezia) e sull'effettivo utilizzo di contenuti illegali scaricati o utilizzati in streaming.

In queste nazioni quelle con il tasso di pirateria più elevato sarebbero la Spagna e la Polonia. Secondo il report nel 2014 una media di 51% di adulti e di 72% di minori dell'UE hanno piratato in qualche modo dei contenuti creativi. All'interno di questa percentuale pare che solo il 18% degli interpellati ha confermato di aver scaricato illegalmente dei giochi, mentre il 16% ha rivelato di giocare su una console modificata.

La pirateria quindi sarebbe viva e vegeta ma quando si parla in particolare dei videogiochi il suo peso sulle vendite non sarebbe assolutamente negativo ma addirittura il contrario. "In generale i risultati non mostrano una prova evidente dell'incidenza della pirateria sulle vendite. Questo non significa necessariamente che la pirateria non abbia alcun effetto ma solo che le analisi statistiche non permettono di affermare con sufficiente sicurezza che questo effetto ci sia".

Una sezione del report arriva addirittura ad affermare che la pirateria avrebbe un impatto positivo sugli acquisti legali (+24% quando si parla di displacement rate, ovvero dell'incidenza della pirateria sulla vendite).

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"Questo effetto positivo del download e dello streaming illegale sulle vendite dei giochi potrebbe essere spiegato dalla capacità dell'industria di convertire con successo gli utenti illegali in utenti paganti. Delle tattiche utilizzate dall'industria includono, per esempio, proporre gameplay con dei bonus extra e livelli aggiuntivi per coloro che effettivamente pagano".

Un ultimo dato interessante: il prezzo non avrebbe un'incidenza importante sul comportamento dei "pirati": "Per libri, musica e giochi, il prezzo da solo non può spiegare i livelli della pirateria perché la maggior parte dei pirati di quei contenuti sono disposti a pagare cifre più alte e non necessariamente dei prezzi estremamente bassi".

Cosa pensate dei risultati di questa indagine e cosa pensate del fenomeno della pirateria in questi ultimi anni?

Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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