Call of Duty: Modern Warfare - anteprima

Activision torna alle origini del mito.

Dopo Black Ops. 4 la serie di Call of Duty si è trovata di fronte ad un vicolo cieco. L'aver giocato contemporaneamente le carte Battle Royale e Black Ops. avrebbe dovuto, secondo i piani di Activision, consentire al suo blockbuster di rintuzzare l'avanzata di Fortnite, convincere il suo pubblico di riferimento ad abbandonare il colorato titolo di Epic Games per tornare a sfidarsi nelle arene del suo nuovo capitolo e riprendersi lo scettro di gioco più venduto dell'anno.

Sfortunatamente, però, dopo le prime settimane incoraggianti, influencer e giocatori hanno cominciato ad abbandonare Black Ops. 4 e sono tornati ad affrontarsi su Fortnite, lasciando il colosso americano coi server vuoti e una serie senza più un'identità.

Quando si smarrisce la strada, però, la soluzione migliore è sempre quella di tornare sulle proprie orme e ripartire da dove tutto è cominciato. Ed è vero che la serie ha debuttato con gli spettacolari scenari della Seconda Guerra Mondiale, ma Call of Duty è diventato quello che è diventato grazie a Call of Duty 4: Modern Warfare.

Lo sparatutto di Infinity Ward, infatti, ha riscritto le regole degli FPS su console, elevando all'ennesima potenza la qualità della narrazione, la fedeltà grafica e la competizione online. Era quindi naturale ripartire da qui per ridare a Call of Duty una sua forma e riconoscibilità. Solo che al posto di creare un remake o un reboot del classico del 2007, Activision ha deciso di tentare una terza via, forse meno battuta ed usale, ma potenzialmente in grado di pagare i maggiori dividendi sul lungo periodo.

Sfruttando alcuni dei personaggi e delle tematiche dell'originale Modern Warfare, Infinity Ward ha voluto dare una nuova prospettiva a quella che è diventata la guerra odierna. Per questo non ci sono numeri o altri riferimenti alla serie originale, perchè il tentativo non è quello di riscrivere quella storia ma di mostrare come sia cambiato profondamente il modo di "fare la guerra moderna" in questi 12 anni.

Quindi il Soap che abbiamo visto nel trailer non è il medesimo che abbiamo imparato ad amare nei giochi passati, nonostante condivida con lui alcune caratteristiche morali, oltre che fisiche. Sarà un veterano di mille battaglie, pronto a guidare uno dei tre protagonisti del gioco lungo i tanti scenari presenti, ma non ha nessuna idea di chi sia Makarov e il suo mondo non è sopravvissuto ad una nuova escalation nucleare.

Anche questa è una delle caratteristiche che torna dagli originali Modern Warfare: la narrazione non procederà in maniera lineare ma ci porterà in diverse parti del pianeta, dalle strade di Londra ai deserti mediorientali. Infinity Ward sta spendendo enormi risorse per ricostruire in maniera puntuale e credibile ognuno di questi scenari. Attraverso i piccoli dettagli Infinity Ward vuole raccontare una parte della storia, non importa che sia attraverso un oggetto posizionato in un punto strategico di un livello o grazie a un'animazione particolare.

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Il sistema di illuminazione è stato completamente rivisto.

Una cura per i dettagli davvero unica che ricorda quella vista nei vari Uncharted o The Last of Us. Non a caso Infinity Ward ha assunto molti professionisti provenienti dallo studio first party di Sony, in modo da provare ad elevare ulteriormente la qualità della narrazione introducendo anche questo genere di elementi nella sua creatura.

Anche il ritmo sembra essere leggermente cambiato: non dovremmo trovarci di fronte ad un sincopato susseguirsi di battaglie campali, ma momenti di calma si alterneranno ad altri nei quali l'azione si consuma in pochi secondi, esattamente come avviene durante le vere operazioni delle forze speciali. Coloro che hanno potuto vedere in diretta le prime fasi di gioco hanno parlato di reminiscenze di Rainbow Six Vegas, tanto per far capire sia la gestione del rinculo meno "rambesca" sia la necessità di agire più in maniera chirurgica che sfrontata.

Certi cambiamenti, però, hanno richiesto anche una profonda evoluzione del motore grafico, ora in grado di supportare tutte le più moderne tecnologie del settore, dal raytracing al sistema di decal rendering PBR. Queste novità, unite al supporto per il 4K HDR e alla nuova illuminazione ambientale volumetrica contribuiscono a creare scenari di impatto, ricchi di dettagli interattivi (sembra si possa sparare attraverso i muri) e in grado di cambiare volto se analizzati con il visore ad infrarossi o quello notturno.

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Gli scenari mediorientali hanno sempre il loro fascino.

Anche dal punto di vista audio registriamo una cura per il dettaglio davvero incredibile che parte dal pieno supporto al Dolby Atmos e finisce con i suoni, anche quelli più insignificanti, come il rumore di un bossolo che cade per terra, che variano a seconda dell'ambiente circostante.

Nonostante un impatto eccellente, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione degli esseri umani, analizzando i primi filmati si potrebbe notare una modellazione poligonale non eccessivamente ricca ma l'avere un il frame rate incollato sui 60fps è un'altro di quei mantra della serie che tornano con forza. La versione PC è in fase di sviluppo presso Beenox (il che dovrebbe garantire il pieno sfruttamento delle capacità della piattaforma), arriverà su Battle.net e potrà essere giocata in cross play con gli utenti console.

Tutte queste tecnologie sono messe al servizio di una narrazione che per fare il salto di qualità dovrà essere esplicita, ovvero attraverso filmati e scambi di battute, ma anche implicita, parlando delle condizioni di guerra o delle conseguenze delle nostre azioni attraverso gli scenari, le espressioni facciali, i dettagli disseminati nei livelli.

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Alcuni personaggi chiave ritorneranno, ma saranno diversi da come li ricordiamo.

L'intento sembra quello di provare, finalmente, a rivolgersi nuovamente ad un'utenza più adulta e "raffinata", che vuole qualcosa di più dietro gli effetti speciali hollywoodiani. Un processo per certi versi simile a quello fatto dai Santa Monica con God of War.

Quello che gli sviluppatori stanno cercando di fare è il costruire una serie di situazioni realistiche, che provino a raccontare la liquidità della guerra moderna. In Modern Warfare non ci saranno buoni o cattivi, ma solo esseri umani coinvolti in conflitti più grandi di loro, dai quali devono provare in tutti i modi ad uscirne. Ecco che con queste premesse, lontane dalle banalizzazioni degli ultimi anni (press F to Pay Respect, tanto per citare la più famosa), ci aspettiamo tematiche controverse, come quelle che che ci hanno spinto ad agire come terroristi senza scrupoli in "No Russian".

Lo scatenare clamore intorno a questo nuovo capitolo potrebbe essere un dei modi pensati da Infinity Ward per riportare l'attenzione su di una serie che fino a due anni fa aveva tutti i riflettori puntati su di sé. Ma che poi ha rinunciato a graffiare per non sollevare polveroni che ne avrebbero potuto comprometterne il successo commerciale. Adesso invece è giunto il momento di tornare alla ribalta.

Per questo il resto della strategia di riconquista dei cuori dei fan passa dalla creazione di un pacchetto ludico nuovamente completo, formato dal solito trittico campagna/cooperativa/multiplayer, e dalla sperimentazione di un nuovo modello economico a sostegno del supporto post lancio. Stupisce, quindi, la completa scomparsa, almeno dalle comunicazioni iniziali, di ogni riferimento ad eventuali modalità battle royale. Ancora non sappiamo se ciò sia legato alla volontà di puntare l'attenzione sul ritorno della campagna, o sulla completa assenza di questa modalità, magari per rendere Blackout free-to-play e provare a rilanciarne le ambizioni.

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I visori non sono dei semplici filtri applicati alla grafica, ma analizzano e rielaborano lo scenario con un effetto davvero convincente.

Il "terremoto Fortnite" ha comunque lasciato segni indelebili sull'industria tradizionale, ora messa di fronte alla necessità di trovare modelli economici sostenibili che possano fare a meno di barriere all'ingresso come il prezzo di copertina o abbonamenti online. Per questo motivo Infinity Ward ha affermato che tutti i contenuti pubblicati dopo il 25 ottobre 2019, ovvero il giorno nel quale Call of Duty Modern Warfare arriverà nei negozi per PC, Xbox One e PlayStation 4, saranno disponibili gratuitamente per tutti. Activision rinuncerà quindi ai Season Pass e di conseguenza, con tutta probabilità, infarcirà il suo gioco con personalizzazioni estetiche da acquistare tramite microtransazioni. Similmente a quanto accade in Fortnite e Battlefield V.

Quindi dopo anni di apparente staticità, la serie di Call of Duty (per la seconda volta) si trova di fronte alla necessità di trasformarsi. Dopo il tentativo, fallito miseramente, di scalfire il successo di Fortnite, Activision sembra aver deciso di tornare sui propri passi e piuttosto che stravolgere nuovamente il DNA di un brand così famoso ha deciso di attualizzarlo, tenendo fermi alcuni punti distintivi e modernizzando tutto il resto. Sfumando i bordi della retorica a stelle e strisce da una parte, e fornendo un taglio più profondo e consapevole della realtà dall'altra. Concentrandosi infine sugli stili di gioco che hanno fatto le fortune di Call of Duty senza apparentemente inseguire le mode del momento.

Perché se sembra quasi impossibile staccare le nuove generazioni da Fortnite, si può sempre provare ad assecondare i milioni di fan che tra Sbarchi in Normandia, attentati a Mosca o voli nello spazio, hanno sempre dimostrato un grande attaccamento alla serie di Call of Duty. Basterà a riconquistare la leadership del mercato?

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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