Borderlands 3 - prova

Ci abbiamo giocato per ore e ore esplorando pianeti con i nuovi protagonisti!

Manca poco meno di un mese all'uscita di Borderlands 3, il nuovo capitolo dell'esplosiva serie di Gearbox che si è fatto attendere per lunghi anni da i tantissimi fan di tutto il mondo.

Siamo stati quindi ospiti di 2K, publisher del gioco, in un evento dedicato tenutosi in una splendida location a tema post apocalittico in quel di Londra, con la possibilità di mettere mano sull'ultima versione del titolo per tante ore e anche di fare domande al team di sviluppo, come leggerete in un articolo a parte.

È stata l'occasione perfetta per vedere cosa ci aspetta nel terzo capitolo, che prevede un'evoluzione netta rispetto ai predecessori con la ricerca della tanto bramata Cripta, spostatasi dal singolo pianeta di Pandora a molteplici altri in giro per la galassia, ovviamente con un quartetto di eroi nuovi di zecca e "gazilioni" di armi fuori di testa, divertentissime da usare.

Principale protagonista dell'evento è stato Fl4k, il Beastmaster, che potrebbe essere tradotto come "il domatore", avente infatti a disposizione tra le sue abilità speciali quella di poter richiamare un companion animale, in modo da aiutarlo a sconfiggere le orde di nemici a frapporsi tra noi e il nostro obiettivo. Un personaggio decisamente diverso dagli altri tre poiché, come in passato, si sfruttano le distinte capacità per permetterci di affrontare l'avventura con un gameplay tutto nuovo.

Le differenze con Amara la Sirena, Moze l'artigliera e Zane l'operatore, sono marcate, essendo Fl4k un cacciatore spietato i cui alberi di abilità fanno affidamento sul miglioramento delle capacità dei companion e quelle fisiche, invece di poteri sovrannaturali e tecnologia. Ha un atteggiamento pesato e riflessivo, anche se molto duro e pragmatico, caratterizzato splendidamente dalla parlata compassata e dalla voce metallica. Perché la voce metallica? Perché è un robot!

Con lui scopriamo una delle tante novità che ci aspettano in Borderlands 3. Scegliere quale dei tre companion usare, uno Skag, uno Spiderant o un Jabber (nuove creature ispirate alle scimmie), implica l'uso di un'abilità speciale diversa così come un intero albero delle abilità diverso. Si può scegliere in ogni momento quale richiamare, senza limitazioni, con le diverse ramificazioni che sbloccano ora buff unici, a seconda di dove decidete di investire i punti guadagnati. Anche questo a favore di un gameplay nuovo ad ogni partita.

Bilanciare la presenza dei companion è stato un arduo compito, ci hanno spiegato gli sviluppatori. Abbiamo potuto giocare l'intera introduzione (senza filmato iniziale per ovvie ragioni di spoiler) e una missione speciale sull'inedito pianeta Eden-6, un paradiso tropicale, dove ci è voluto un attimo per scatenare l'inferno.

Pur non avendo visto il filmato di apertura, la nostra missione principale è quella che ben ricordano i fan di Borderlands: trovare l'ambita Cripta che nasconde ciò che negli altri capitoli si scopre essere un antichissimo potere alieno. Con la coda dell'occhio e drizzando le orecchie vediamo l'ormai mitico pulmino del mercante d'armi Marcus allontanarsi, e la sua voce che annuncia calorosamente "Welcome to Pandora".

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Le orde di nemici sono più varie che mai, sia nell'aspetto che nel comportamento. Bisogna pensare molto più velocemente che in passato.

Pandora è stata l'ambientazione in cui si è svolta la narrazione dei primi due Borderlands, ma stavolta non sarà l'unica arena dove combattere i Children of the Vault, un culto perverso formatosi dopo l'ultima apertura della Cripta. In fin dei conti si tratta sempre dei soliti predoni fuori di testa già massacrati in passato. Il primo scontro però, svela una pletora di facce nuove che da subito marca altre novità col passato.

Se da subito si denota una cura nella veste grafica di livello decisamente superiore, è la quantità, complessità e fluidità delle animazioni a lasciarci a bocca aperta. Più dei modelli poligonali decisamente più rifiniti, più della grande ricchezza di colori delle texture e più degli effetti luminosi frutto dell'implementazione di una tecnologia tutta nuova, è la sorprendente quantità e qualità dei movimenti dei nemici che ci ha convinto di un salto tecnico degno dei sette anni serviti allo sviluppo.

Insieme ad altre introduzioni radicali al gunplay che vedremo in seguito, questo cambiamento rappresenta la vera evoluzione di Borderlands 3. Chi ha speso tante ore nei primi due, sa bene e probabilmente dopo un po' si è stancato della prevedibilità e staticità dell'IA nemica, che ora invece è sempre in movimento ed è subdola nello sfruttare a pieno l'ambiente circostante sfruttando ogni possibile protezione, costringendoci al movimento continuo e cercando costantemente di stanarci mentre siamo in copertura. Un circo di fuoco continuo che si avvicenda ad ogni missione.

La varietà unita alla profonda caratterizzazione sembrano essere state il mantra di Gearbox. Quando tra meno di un mese potremo giocare la versione completa saremo sicuri di dirlo ma allo stato attuale un'altra delle spine nel fianco dei vecchi capitoli, che era la ripetitività del game loop, sembra essere stata abbattuta accrescendo all'inverosimile la tipologia di tutti gli elementi di gioco.

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Nel multiplayer il nuovo sistema di loot prevederà il drop di armi adeguato al livello del giocatore. Chi è più avanti riceverà armi più potenti senza rubarle al compagno di avventura.

Tanto da cambiare efficacemente il gameplay: di nemici ad esempio, abbiamo incontrato almeno una ventina di archetipi solo per i Children of the Vault, che ora annoverano tra le loro fila anche le donne oltre a nani, psycho ed energumeni vari. Ci sono poi i boss, mai banali, spettacolari da sconfiggere in arene preparate ad hoc. Date un'occhiata alla battaglia con Mouthpiece nei gameplay che abbiamo registrato.

Di conseguenza arriviamo alle armi, l'ingrediente speciale della formula che ha reso famoso Borderlands. Anche qui siamo rimasti esterrefatti nel miglioramento qualitativo e quantitativo. Quelle dei primi capitoli erano sofisticate e dotate di una buona cura di dettagli, ora però ognuna sembra davvero unica nel suo genere e ad ogni loot la partita può cambiare d'improvviso se trovate un lancia granate, una pistola ad impulsi, un lanciafiamme che si accende girando una chiave o un cannone ad onde sonore colorate, di ben nove marchi diversi.

Sembra un'esaltazione eccessiva ma effettivamente non basterebbe l'intera lunghezza di questo articolo per descrivere tutte le armi che abbiamo trovato durante il nostro gameplay in anteprima, è un dato oggettivo. Contando poi che quasi ogni arma ha a disposizione un fuoco alternativo, che abbiamo esplorato solo l'introduzione e svolto paio di missioni su un pianeta diverso da Pandora, capite quanto sia galvanizzante questo presupposto.

Abbiamo infine preso con le pinze i primi dettagli della storia che Borderlands 3 continuerà a raccontare, che si dipanano nel prologo e nelle battute iniziali. Saprete bene anche voi che l'evoluzione narrativa conosce vie assurdamente geniali e stravolgenti nel corso dell'avventura, dall'inizio alla fine, ma comunque alcuni dei fondamentali ci sono già.

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Ciò che sembra cambiato rispetto al passato è la velocità di cambio situazionale in ogni combattimento a seconda di arma in possesso e nemico da affrontare.

Vedremo sicuramente dei ritorni importanti e immancabili, come Claptrap e Lilith che ci accompagnano nei primi passi e i folli venditori di equipaggiamenti come il già citato Marcus. La meccanica Ellie ci darà ovviamente accesso ai veicoli mentre Tannis aiuterà l'offensiva verso il nuovo nemico. La nemesi dei cacciatori stavolta si sdoppia, e quelli che forse saranno gli ultimi boss, i cosiddetti Caypso Twin, Troy e Tyreen, sono riusciti a convincere i poco svegli predoni che loro rappresentano i salvatori dei Children of the Vault.

Il tutto è chiaramente ricolmo dello stile esplosivo e comico che ha contraddistinto la serie fin dagli albori, stavolta ancora più efficace grazie ad un doppiaggio (almeno quello inglese) mirabile e curato nei dettagli, anche questo più "tangibile" che mai grazie a tante linee di dialogo.

La missione su Eden-6 ne è un esempio lampante. Catapultati in un pianeta decisamente simile ad una foresta tropicale sotto steroidi, qui il nostro folle compito stava nell'accompagnare l'intelligenza artificiale Balex alla sua astronave ormai schiantatasi tra le cime degli alberi, per la quale fungeva da navigatore. Come vedrete nelle scene giocate, tutto va storto per via della fauna simile a esseri preistorici e soprattutto dell'acerrimo avversario di Balex, ovvero GenIVIV, perfida IA a comando dei dispositivi di difesa della nave spaziale. In un crescendo di situazioni indescrivibilmente esilaranti, ci ritroveremo in mezzo ad una battaglia tra mech degna di un anime giapponese.

Invitati poi a ripetere la missione con gli altri personaggi oltre a Fl4k, ci siamo infilati in un incarico secondario che di secondario ha avuto bene poco. Anzi, in una struttura simile al confronto tra le due IA, siamo partiti dall'indagare su un mistero che vedeva vittima uno scienziato al lavoro sui Jabber, al dover risolvere uno scontro all'ultimo sangue tra un dinosauro e una scimmia giganti. Il tutto per una durata simile se non maggiore alla quest principale. Fate voi.

Questo per sottolineare quanto la diversità di situazioni in cui ci troveremo sarà netta rispetto al solo pianeta di Pandora e i suoi selvaggi schizofrenici, e quanta cura e qualità sia stata infusa in questi scenari alternativi alla trama principale.

Chiudiamo quindi con ciò che ci ha dimostrato come Borderlands 3 possa effettivamente avere la capacità di innovare l'intera saga tramite piccole ma cruciali aggiunte al gameplay. Perché dopotutto si potrebbe pensare che sia solo lo stesso gioco già visto pompato in tutti gli aspetti. Oltre ad un'espansione di confini che porterà l'hub principale Sanctuary a diventare un'astronave in continuo spostamento tra pianeti diversi, il game loop pare aver beneficiato tanto della IA nemica migliorata e dalle possibilità di arrampicata e scivolata date al giocatore.

La seconda soprattutto, completamente inedita per Borderlands, ci permette di percorrere velocemente brevi distanze tra una copertura e un'altra, fondamentale nelle situazioni di battaglia che si vengono a creare, più caotiche che mai. L'arrampicata invece permette di scalare pareti e scavalcare ostacoli in modo più naturale rispetto al passato (ciao ciao "granade-jump"), senza però esagerare in un parkour infinito.

L'impressione generale, positiva ma ripetiamo ancora tutta da confermare, è che Borderlands 3 porti a compimento la crescita generazionale della saga, soprattutto dal punto di vista quantitativo, curato però nel suo complesso.

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Eden-6 è un pianeta dal bioma tropicale quasi giurassico. Chissà cosa ci aspetta sugli altri pianeti!

Ci siamo dilungati molto in questa anteprima proprio perché le premesse e le promesse sembrano tante e la prova con mano ha definitivamente portato al massimo l'indicatore dell'hype.

Il 13 settembre sarà il momento del giudizio finale per cui tenetevi pronti ovviamente su PC (sarà esclusiva temporale Epic Store e, in futuro, anche su Google Stadia), Xbox One e PlayStation 4: la caccia alla Cripta più grande di sempre sta per iniziare!

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Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.

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