Le loot box 'avviano i giovani verso la dipendenza da gioco d'azzardo'

Le parole preoccupate del boss del sistema sanitario nazionale inglese.

La direttrice della divisione Salute Mentale del Sistema Sanitario Nazionale in Inghilterra (NHS), Claire Murdoch, si è scagliata contro le loot boxes e il pericolo che esse rappresentano per i giovani ragazzi.

La dirigente ha infatti dichiarato, in un comunicato ufficiale:

"Francamente, nessuna compagnia dovrebbe dare ai ragazzi i mezzi per creare un'assuefazione al gioco d'azzardo, con queste loot boxes e i loro contenuti misteriosi. Nessuna azienda dovrebbe vendere ai ragazzi dei giochi con loot boxes con questi elementi casuali, quindi si, queste vendite dovrebbero terminare. La salute dei più giovani è a rischio e anche se l'NHS si sta muovendo con la promozione di servizi disponibili alle famiglie interessate, non possiamo farcela da soli, quindi tutte le parti della nostra società devono fare quel che possono per salvaguardare la sicurezza dei bambini.".

La Murdoch ha le idee molto chiare su quello che vuole per il futuro dell'industria videoludica: mettere al bando i giochi con loot boxes destinati ai bambini, che le compagnie inseriscano dei limiti di spesa "onesti e realistici" per evitare che i giocatori spendano troppi soldi, che i giochi esibiscano chiaramente le percentuali di successo in ogni loot box e che i vari publisher si occupino di sostenere i genitori e di educarli sui rischi delle microtransazioni.

A queste dichiarazioni fa eco Shirley Cramer, Chief Executive della Royal Sociery for Public Health, la quale sostiene:

"L'aumento del gioco d'azzardo nascosto nei videogiochi è un pericolo per la salute e il benestare dei più giovani e ringraziamo la NHS per averla evidenziata nelle sue dichiarazioni. Non c'è dubbio che le loot boxes debbano essere considerate come uan forma di gioco d'azzardo e, infatti, le nostre ricerche sostengono che tre ragazzi su cinque le considerano tali. Eppure, il mondo dell'azzardo online resta un mercato non regolato, oscuro e di rapida evoluzione, senza la benché minima salvaguardia per i ragazzi. Il governo deve ora tenere fede alle sue promesse e sbrigarsi a modernizzare il vecchio Gambling Act del 2005, in modo che possa riflettere il mondo e le tecnologie moderne e possa proteggere i minori.".

Sostanzialmente, molti vorrebbero che le loot box venissero considerati al pari del gioco d'azzardo e che venisse regolarizzato e trattato come qualcosa di serio. Sfortunatamente, lo sappiamo, la commissione del gioco d'azzardo inglese non ha considerato le scatole premio come tali, in quanto non è possibile ottenere dei premi materiali. Cosa che sappiamo non è sempre vera, in quanto facendo affidamento su siti terze parti, è possibile vendere questi elementi in-game, specialmente se rari, per ottenere soldi reali.

La NHS, sorprendentemente, sembra aver fatto le dovute ricerche e ha chiaramente evidenziato questo problema:

"Esistono siti terze parti che vengono interi account di gioco e oggetti rari, questi sono molto comuni e facili da scovare in rete, soprattutto i posti come eBay.".

Infine, su queste stesse dichiarazioni è intervenuta la UKIE, la UK Interactive Entertainment Association, ovvero l'organizzazione che rappresenta l'industria videoludica in Inghilterra:

"L'industria dei videogiochi prende le proprie responsabilità nei confronti dei giocatori molto seriamente ed è a conoscenza del fatto che molti sono preoccupati. Ecco perché il 10 gennaio scorso abbiamo lanciato la campagna Get Smart About PLAY, creata per aiutare i genitori a gestire i giochi online e in casa. Dimostra che è già possibile gestire, limitare o impedire le microtransazioni nei giochi, grazie ai controlli parentali e ad alcuni aiuti pratici.".

"L'industria videoludica ha già creato delle misure per informare i giocatori sulle proprie scelte d'acquisto, incluse le loot boxes. Le nuove politiche sulle varie piattaforme richiederanno necessariamente di svelare le probabilità sull'ottenimento di oggetti virtuali entro la fine del 2020 e molte compagnie lo stanno già facendo. Il governo condurrà presto un nuovo controllo sul Gambling Act e le loot boxes faranno parte di ciò. Non vediamo l'ora di lavorare in modo costruttivo con loro.".

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A quanto pare la NHS ha preso la questione molto seriamente e ha fatto tutte le opportune ricerche. Molto probabilmente, sentiremo ancora parlare della questione loot box in Inghilterra e noi resteremo sempre in attesa di ulteriori sviluppi. Cosa ne pensate? Secondo voi si tratta di una questione che verrà finalmente sistemata, oppure le casse premio sono fatte per restare anche in futuro?

Fonte: Eurogamer

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Marcello Ruina

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