Hitman 3 - recensione

Agent 47 ritorna sui nostri schermi, sempre più letale.

Dubai. Tardo Pomeriggio. Grattacieli che sembrano infiniti e che paiono sfidare le leggi della fisica. Opere di acciaio e vetro a creare composizioni surreali di ricchezza e sfarzo. Un party, invitati che sfoggiano ricchezze che potrebbero sfamare un paio di paesi del terzo mondo.

Tante guardie, forse troppe. Ma non abbastanza. Un sistema di sicurezza all'avanguardia, così dicono. Telecamere ovunque. Sarà più complicato del previsto ma non impossibile. Tante le opzioni a nostra disposizione. Servizio di sicurezza? Guardie armate? Cameriere o addetto alle pulizie?

Sceicco... no troppo in vista. La scelta cade su un malcapitato addetto alle pulizie, che tanto innocente non pare (palle da golf esplosive?); un crack del collo e il corpo viene occultato in un armadietto. L'auricolare ci impartisce il prossimo obiettivo, la chiave d'accesso al server.

Comincia così Hitman 3, il nuovo capitolo della saga di IO interactive che narra le vicende dell'Agente 47, killer di professione creato in laboratorio clonando il DNA dei 5 criminali più pericolosi al mondo. Fuggito dal manicomio che lo aveva come ospite nel primo titolo della serie, Agente 47 è diventato un'arma indispensabile per l'ICA (International Contract Agency), portando a termine numerosi contratti ed eliminando spesso persone indesiderate.

Ma nel corso della sua carriera il sospetto di lavorare per un'organizzazione non completamente legittima si è fatto strada sempre più nella mente fredda e calcolatrice di 47. Dopo aver ricevuto il contratto per uccidere Diana Burnwood, il suo contatto all'interno dell'agenzia, 47 non solo decide di ignorare tale ordine ma finalmente prende l'unica decisione possibile: mettere fine all'ICA e rompere il guinzaglio che lo lega ad essa.

Hitman 3 fa parte della stranamente non nutrita categoria dei giochi chiamati dagli Inglesi "stealth assassination". Armi d'assalto e uccisioni roboanti lasciano infatti il posto a metodi poco appariscenti e non sempre letali, e il silenzio, come si suol dire, è d'oro.

Ogni missione può essere completata con approcci diversi di volta in volta. L'abilità di camuffamento di 47 risulta essere fondamentale per garantirci l'accesso a zone che di base sono protette da guardie, allarmi, o semplicemente "staff only"; un cambio d'abito e via, possiamo diventare chi vogliamo, e come Clark Kent ci bastano degli occhiali per non essere riconosciuti da nessuno.

Indossare gli abiti di una guardia armata ci consente di avere in vista armi e oggetti considerati letali senza attirare troppa attenzione, e ci garantisce accesso ai posti di guardia e alle zone off-limit, ignorando persino le perquisizioni. Ma questo è solo uno dei possibili approcci.

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Il lusso e lo sfarzo di Dubai. Graficamente ineccepibile.

Il sopracitato addetto alle pulizie ci permette di raggiungere sgabuzzini e luoghi "dietro le quinte", con tanto di oggetti meno evidenti ma più funzionali: veleno per topi per i drink o per i sistemi di aerazione, piedi di porco per aprire porte senza chiavi, fino a chiavi inglesi e cacciavite per manomettere prese della corrente o i sistemi anti-incendio, per attirare l'attenzione delle guardie o semplicemente per generare caos, facilitando la nostra fuga.

Anche con il giusto guardaroba, però, non sono tutte rose e fiori. Possiamo ancora essere scoperti se agiamo in maniera troppo evidente o se ci imbattiamo in NPC del nostro stesso tipo, facendo scattare il nostro indicatore di sospetto, rovinandoci l'elemento sorpresa e di conseguenza la nostra copertura.

Lasciare cadaveri e persone stordite in giro inoltre non è consigliato. Ogni stanza va quindi analizzata prima di comprometterci con uccisioni e knock out, per trovare ogni modo possibile per occultare i malcapitati NPC: armadietti, bauli, cesti della biancheria e frigoriferi diventeranno i nostri migliori amici.

Il completamento di ogni missione inoltre sblocca oggetti e locazioni aggiuntive nel caso volessimo ripetere un contratto usando un approccio diverso; ci riferiamo a un nuovo costume, oppure una chiave per aprire delle porte speciali, fino a vere proprie valigie occultate in bagno con armi e oggetti che farebbero fallire la nostra copertura in caso di perquisizione. Ottima soluzione questa per promuovere la rigiocabilità, aggiungendo ore ed ore di gioco per platinare tutte le missioni.

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Thornbridge Manor in tutto il suo splendore, con un giallo da risolvere seguendo gli esempi dei famosi detective.

Dopo aver finito la missione introduttiva a Dubai, ci siamo lasciati alle spalle le architetture futuristiche per raggiungere Dartmoor, in Inghilterra. Quest'area si è rivelata una sorpresa davvero gradita, ponendoci di fronte ad un classico murder mystery in un maniero nel sud dell'Inghilterra che ha dimostrato la varietà delle missioni in Hitman 3.

Le meccaniche sono le stesse a base di stealth e camuffamento, ma il tutto è stato elevato da una componente alla Agatha Christie che ci ha portato a investigare un omicidio / suicidio avvenuto in una villa ricca di misteri, con la classica famiglia ricca dove ogni membro si accusa a vicenda, cercando di mettere le mani su una cospicua eredità. Abbiamo quindi dovuto interrogare i sospetti, confermare gli alibi e raccogliere indizi per poi formulare la nostra accusa.

Ma la soluzione di questo mistero non è stato l'unico scopo della nostra gita nella terra d'Albione, che in realtà era rubare un fascicolo top secret ed eliminare un membro di alto rango di Providence, organizzazione legata ad ICA e responsabile della nostra "creazione".

La cosa da notare qui è che la soluzione del mistero non era strettamente legata al nostro contratto. Certo potevamo giocare a Cluedo e fingerci Hercule Poirot, ma abbiamo anche potuto andare dritti al cuore del problema ed eliminare il nostro bersaglio senza troppi fronzoli. Entrambe le soluzioni erano valide e possibili, ed è qui che la sopracitata rigiocabilità ha brillato.

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Una stazione di servizio abbandonata in Germania. Cosa si cela nel garage?

Il gioco poi si è poi spostato in Germania durante un rave party, per poi raggiungere la Cina in una mappa molto cyberpunk in cui abbiamo dovuto fare breccia in un laboratorio che cercava di creare altri agenti come noi; quindi abbiamo viaggiato in Argentina con i suoi vigneti, che ci ha portato aella missione finale sulle montagne nei Carpazi in Romania. Sei missioni in totale quindi, ognuna delle quali prevede 3 o 4 modi diversi di completamento. Ma non è tutto.

Sebbene al momento ci sia una controversia aperta, Hitman 3 introduce anche l'opzione, per i possessori dei due titoli precedenti, di importare all'interno del terzo capitolo le mappe e il proprio progresso con tutto l'equipaggiamento sbloccato, aggiornando di fatto l'intera saga al nuovo motore di gioco, e allungando la longevità di un prodotto che potrebbe essere considerato troppo corto, anche nonostante i numerosi finali alternativi per ogni contratto. Inoltre IO è riuscita in qualche modo anche a ridurre le dimensioni dei file, con un'installazione globale di tutti e tre i titoli attorno ai 100 GB (Hitman 1 e 2 si aggirano intorno ai 150 GB).

Il gioco inoltre prevedere una modalità "Cecchino", in cui il nostro scopo è di eliminare un numero di bersagli in successione senza allertare le guardie e creare scompiglio, cercando di ottenere il punteggio più alto. Dalla nostra postazione fissa dovremo usare il nostro fucile per identificare i target e decidere in quale ordine farli fuori, eliminando anche possibili testimoni. Una variante, questa, che spezza il ciclo standard delle missioni della campagna, e che presenta anche una leaderboard per cercare di fare meglio degli altri giocatori.

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Uno scorcio della missione in Cina: atmosfere alla Cyberpunk e neon ovunque!

Graficamente il titolo è ineccepibile e sul computer con cui è stato provato (AMD Ryzen 7 3800X e NVDIA 3080) è davvero mozzafiato, ed ogni locazione ricca di effetti, riflessi e luci fluorescenti (specialmente la mappa cinese). I briefing di ogni missione sono delle piccole opere d'arte d'infografica animata, e ricordano molto gli incipit di ogni episodio di Missione Impossibile. Le musiche sono perfette e a tema, e si adattano all'azione in maniera azzeccata. Tutta la trilogia inoltre potrà essere giocata in VR, un'opzione davvero interessante e inaspettata che aggiunge un nuovo modo di approcciare questa tipologia di giochi.

In conclusione Hitman 3 è un titolo solido, nonché il giusto finale per una saga longeva e sempre interessante. La durata potrebbe essere un problema per molti ma l'inclusione dei due titoli precedenti rappresenta un valore aggiunto. Insomma, è un gioco che merita di essere aggiunto alla vostra collezione.

8 /10

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Alberto Naso

Alberto Naso

Redattore

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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