Returnal a €80, Zelda Skyward Sword HD a €60 e il valore dei videogiochi

La questione prezzi delicata e il valore non solo questione di euro ma anche di percezione.

La spinosa questione del prezzo dei videogiochi è tornata quanto mai attuale nelle ultime settimane. In primis Nintendo ha rivelato un remaster del titolo Wii, The Legend of Zelda: Skyward Sword, con tanto di prezzo a €60. Molti fan si sono riversati sui social: come può Nintendo giustificare questo prezzo? Un porting di un gioco allo stesso prezzo di un prodotto interamente originale? Giocatori furiosi e poi tutti si sono riversati su Amazon e lo hanno pre-ordinato comunque.

Il dibattito sul tema si è riaccesa nuovamente dopo il recente State of Play di PlayStation in particolare per quanto riguarda Returnal, esclusiva PS5 sviluppata da Housemarque. Sony ha scelto un prezzo di €80 per l'action dalle atmosfere che strizzano l'occhio agli horror e Twitter ha denigrato la decisione bollandola come follia. Una nuova IP senza alcun asset evidentemente commerciabile che viene pubblicata a fianco di prodotti meno costosi come Resident Evil Village (dovrebbe costare €70)? Non ha possibilità.

Ma è davvero così? Poche compagnie sanno come vendere videogiochi al pubblico meglio di Nintendo e Sony quindi cosa sta succedendo in questi casi?

La parola che più sentirete e leggerete dai dirigenti delle compagnie quando pressati sulla questione prezzo dei loro giochi è "valore". Comprensibilmente queste compagnie non vogliono che vi focalizziate su quanto denaro otterranno grazie a questi prezzi quindi si concentrano su quello che l'utente finale si porterà a casa. In base a quale manuale leggiate la percezione di valore è: beneficio - costo. O in maniera più specifica il beneficio previsto rispetto al costo percepito. In altre parole il valore è qualcosa di psicologico e soggettivo e di conseguenza può essere influenzato.

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Tutti noi possiamo pensare a delle contraddizioni nelle nostre vite in cui la nostra percezione di valore è incoerente.

Tutti noi possiamo pensare a situazioni di contraddizione nelle nostre vite in cui la nostra percezione di valore è incoerente, a volte anche all'interno della stessa area. Per me €10 per un gioco mobile sono assurdi ma €50 per un titolo Switch sono assolutamente ragionevoli. Spenderei felicemente €15 alla settimana andando al cinema ma mi ritrovo a riflettere più volte sulla possibilità di rinnovare o meno Disney+ dopo il recente aumento di prezzo.

I cinema sono un grande esempio di un medium che ha conservato la percezione di valore, quanto meno prima dell'attuale pandemia. L'imminente decesso dei cinema viene predetto da decenni eppure le persone continuano ad andarci perché rimane il miglior modo per vivere l'esperienza dell'ultimo film di Star Wars. Fino a quando i cinema riusciranno a convincere un numero sufficiente di persone dei benefici del guardare un film su un grande schermo, questi possono proporre prezzi più alti e il valore percepito dell'esperienza da parte dei clienti rimarrà intatto. Attraverso investimenti in tecnologie come 3D e IMAX, i cinema hanno continuato a essere superiori alle esperienze offerte da Netflix, Amazon Prime e affini.

Un'industria dell'intrattenimento che ha assistito a sviluppi diametralmente opposti è la musica. A causa del successo di piattaforme come Spotify, il valore della musica per l'occhio del consumatore è precipitato e le entrate generate da questa parte del business sono diminuite in maniera significativa. D'altro canto l'aspetto positivo è che l'accessibilità della musica è migliorata e l'industria ha reagito aumentando il valore altrove attraverso merchandise, vinili e concerti. La musica live ora è significativamente più costosa e difficile da sopperire e il consumatore ha in generale accettato questo aspetto.

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I giochi Nintendo raramente calano di prezzo quindi sia porting che remaster mantengono una percezione di valore elevata

Riportiamo il discorso sulla questione centrale e nello specifico su Nintendo, compagnia che ha quasi sempre proposto giochi di alta qualità e ha un pubblico attivo di fan che danno davvero valore a quelle esperienze. Nintendo ha sempre fatto pagare un prezzo premium per i prodotti legati a Mario e Zelda (anche su mobile) e quindi l'equazione beneficio vs costo funziona per la grande N. I consumatori si aspettano una qualità elevata e credono che valga la pena pagare un prezzo premium per averla.

Un buon esempio di questo concetto è Mario 3D All-Stars. La collection è stata lanciata a settembre e si è dimostrata di fattura tutto sommato criticabile. Si trattava di tre porting di vecchi giochi di Mario e un menù dedicato alla musica ma il tutto è stato proposto comunque a €60. Leggendo i social fu chiaro come alcuni fan pensassero che far pagare il prezzo pieno fosse oltraggioso e che Nintendo avrebbe dovuto proporre più contenuti per lo stesso prezzo o scegliere un prezzo budget.

Eppure nonostante i commenti sui social, Mario 3D All-Stars ha contato 8,3 milioni di copie distribuite in tutto il mondo. La realtà è che i consumatori si aspettavano di pagare per avere dei videogiochi di Mario e €60 per 60-70 ore di gioco (meno di €1 all'ora) vengono percepiti da quei giocatori come un buon valore.

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Se Nintendo avesse adottato un prezzo budget per Skyward Sword, cosa avrebbe potuto significare per la percezione del costo di Breath of the Wild 2?

Non sono in disaccordo con la critica che afferma che Nintendo avrebbe potuto fare di più con la collection ma in termini di prezzo un Mario con un prezzo budget avrebbe avuto un impatto negativo su altri titoli del brand. I fan più accaniti potrebbero sapere (o pensano di sapere) quanto lavoro vada in questi prodotti e danno un valore consono ma i consumatori in generale non hanno così tanta familiarità con le differenze a livello di costo tra Mario 3D World (una versione deluxe di un gioco Wii U) e Mario Odyssey (un gioco interamente nuovo costruito da zero). Nintendo propone prezzi premium per i suoi porting e remaster perché non sta solamente pensando a quello che è un buon valore per quel prodotto specifico ma per l'intero brand.

Ora si può applicare questo discorso a The Legend of Zelda: Skyward Sword HD. Zelda è come Mario. I consumatori si aspettano ottime cose dai giochi di Zelda e si aspettano di pagare un prezzo premium per l'esperienza. Se Nintendo avesse adottato un prezzo budget per Skyward Sword cosa avrebbe significato per la percezione del costo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild 2?

Ovviamente in questo ci sono alcuni benefici anche per i consumatori. Nintendo ha ampiamente avuto successo nel mantenere il valore dei propri prodotti. I fan possono generalmente stare tranquilli sul fatto che acquistando l'ultimo Mario o Zelda i titoli avranno approssimativamente lo stesso valore un anno dopo. Nintendo, tuttavia è un po' una eccezione. Tra Xbox e PlayStation il prezzo può variare parecchio e questi giochi frequentemente perdono valore molto velocemente.

Ci sono innumerevoli esempi di giochi usciti a settembre od ottobre disponibili alla metà del prezzo durante il Black Friday. Questo ha un impatto negativo sul valore percepito. Le persone possono aspettarsi un beneficio elevato da Assassin's Creed ma se hanno comprato il capitolo precedente a metà prezzo allora ci sarà una percezione dei costi inferiore.

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I first-party di PS5 costeranno €80, un prezzo difficile da giustificare quando questi calano così velocemente

Per dare un esempio personale (ricordate, il valore è soggettivo) e per spostare il discorso su Sony, parliamo di Ratchet & Clank: Rift Apart che, come tutti gli altri giochi first-party di PS5 vengono venduti a €80. Amo Ratchet & Clank, è uno dei miei franchise preferiti e la mia aspettativa a livello di benefici per il titolo PS5 è estremamente alta. Eppure quando ho visto quel prezzo ho esitato.

Ho speso più di €80 su un videogioco in passato ma non ho mai lontanamente speso una cifra del genere per un titolo di Ratchet & Clank. Infatti l'ultimo gioco su PS4, il remake dell'originale, mi è costato €40. Mi aspetto di pagare di più per un capitolo completamente nuovo per PS5 ma raddoppiare il prezzo? L'equazione beneficio/costo non funziona così bene in questo caso.

Convincere i fan che €80 per Ratchet & Clank o Returnal sia un buon valore è un'impresa ardua ma di certo non impossibile

Questa è la sfida che Sony affronta con il suo sforzo di aumentare il valore percepito dei suoi giochi first-party per PS5. Nel corso della generazione PS4 grazie a Horizon: Zero Dawn, God of War, Uncharted 4, Spider-Man e The Last of Us: Parte II, Sony ha fatto crescere le aspettative di beneficio legate ai propri titoli. Quando un nuovo gioco PlayStation arriva sul mercato le persone si aspettano di vivere un'esperienza incredibile. Ma si aspettano anche prezzi variabili e per alcuni titoli una riduzione del prezzo poco dopo l'uscita.

A differenza di Nintendo, Sony non ha una reputazione per prezzi elevati sul software (l'hardware è una questione diversa) quindi cercare di convincere i suoi fan che €80 per Ratchet & Clank o Returnal sia un buon valore è un'impresa difficile.

Ma non è impossibile. Ci sono innumerevoli esempi di prodotti, settori e oggetti che hanno aumentato il proprio valore, dalla cena a base di aragoste al caffè. Molti esempi sono dovuti a scorte ridotte o limitate (il prodotto è meno disponibile e quindi l'aspettativa di costo sale). Questo succede nei videogiochi con console in edizione limitata ed edizioni speciali ma non è così comune con il software in sé, particolarmente nello spazio digitale dove il concetto di gioco sold out semplicemente non esiste.

Per Sony la questione centrale è aumentare il valore percepito dei propri titoli, ed è qui che entra in gioco il nuovo marchio posto di fronte ai consumatori PlayStation Studios. Parlando a GamesIndustry.biz lo scorso anno, Eric Lempel di Sony Interactive Entertainment ha dichiarato: "Stavamo pensando da diverso tempo a come unire tutti questi giochi fantastici sotto un marchio e lo scopo di questo marchio è far sì che i consumatori capiscano che quando lo vedono otterranno un'esperienza solida, innovativa e profonda che ci si aspetta da giochi proposti da PlayStation".

Questo è il messaggio che Sony vuole che i suoi consumatori comprendano nel corso dei prossimi mesi e anni. Sulla carta la decisione di pubblicare Returnal a €80 una settimana prima di un Resident Evil: Village venduto a €70 sembra una scelta irresponsabile. Entrambi i giochi hanno almeno elementi horror e Resident Evil è un brand molto più grande. Eppure la posizione di Sony è questa: Returnal è un titolo PlayStation Studios, la stessa etichetta che vi ha dato Horizon e Uncharted ed è per questo che costa di più. È una spanna sopra a qualsiasi altra cosa.

Certamente bisogna poi rispettare quella aspettativa di qualità. Se Sony non dovesse mantenere alto il livello il marchio PlayStation Studios diventerà privo di significato. I giochi dei Worldwide Studios devono essere grandi, di alta qualità e i migliori in ciò che fanno e forse è anche per questo che Sony ha investito nei propri studi più grandi e tagliato team come i Japan Studio.

Ma in definitiva spetta ai consumatori decidere. E presto vedremo se avranno l'impressione che i benefici di acquistare un videogioco dei PlayStation Studios prevalgano rispetto ai costi ad essi associati.

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Riguardo l'autore

Christopher Dring

Christopher Dring

Head of Games B2B

Christopher Dring is a games business veteran, beginning in QA in 2007 before joining UK busines publication MCV in 2007. He rose up to editor, a role he held for five years, before joining GamesIndustry.biz as publisher in 2016. He has contributed to Develop, BBC, The Observer and Sky News. He's also the architect behind events such as the GamesIndustry.biz 100, the Marketing Summit and the Best Places To Work Awards. He is currently head of B2B for all of ReedPop, which covers GamesIndustry.biz, b2b events at PAX and EGX, plus other special projects. He also frequently writes for Doctor Who Magazine. Because Doctor Who is awesome.

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