Meta e sicurezza: una donna afferma di essere stata molestata nel metaverso

Le molestie sessuali nel metaverso fanno riflettere.

Il 9 dicembre, il gigante dei social media Meta, precedentemente noto come Facebook, ha lanciato una prima versione della sua più recente piattaforma di realtà virtuale, Horizon Worlds. La premessa della piattaforma ruota attorno alla creazione di uno spazio virtuale in cui gli avatar possono uscire, socializzare e costruire spazi personalizzati all'interno della sfera della realtà virtuale.

Tuttavia, il 26 novembre una beta tester donna anonima ha pubblicato un post sulla pagina Facebook di Horizon Worlds raccontando la sua esperienza di molestie sessuali perpetrate da uno sconosciuto nel mondo virtuale. "Le molestie sessuali non sono uno scherzo su Internet, ma essere in realtà virtuale aggiunge un altro livello che rende l'evento più intenso", ha scritto. "Non solo sono stata molestata la scorsa notte, ma c'erano altre persone lì che hanno sostenuto questo comportamento, il che mi ha fatto sentire isolata".

Dopo aver esaminato internamente l'incidente, Meta ha stabilito che l'utente avrebbe dovuto utilizzare uno strumento chiamato "Safe Zone", una funzione di sicurezza resa disponibile per casi come questo. Quando viene attivata, Safe Zone genera una bolla protettiva quando gli utenti si sentono minacciati, impedendo a chiunque di toccarli, parlare con loro o interagire in qualsiasi modo finché non si sentono abbastanza al sicuro da disabilitare la funzione.

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Per gli esperti non ci sono dubbi: le molestie sessuali nella realtà virtuale sono molestie sessuali nella vita reale. "Alla fine della giornata, la natura degli spazi di realtà virtuale è tale da essere progettata per indurre l'utente a pensare di trovarsi fisicamente in un determinato spazio, che ogni sua azione corporea avvenga in un ambiente 3D", ha dichiarato la ricercatrice Katherine Cross.

Sfortunatamente a quanto pare coloro che hanno utilizzato la Safe Zone affermano come questa funzionalità non sia sufficiente. "In generale, quando le aziende affrontano gli abusi online, la loro soluzione è quella di esternalizzarli all'utente e dire: 'Qui, ti diamo il potere di prenderti cura di te'", ha affermato Cross.

Per adesso Meta ha promesso di migliorare questo aspetto della realtà virtuale, cercando di trovare strumenti per far sentire le persone che circolano nel metaverso più tutelate.

Fonte: NY Post

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Claudia Marchetto

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